Roma-Napoli, l’analisi tattica: gara intensa per la Roma che ha messo in campo spirito e caparbietà

ROMA NAPOLI ANALISI TATTICA – Olimpico esaurito (per la capienza concessa) e cornice di pubblico imponente per la Roma chiamata a dare una risposta alla disfatta infrasettimanale di Conference League. Il responso del campo dice pari, confermando l’idiosincrasia agli scontri diretti, anche se non era il momento giusto per rompere il ruolino di marcia negativo, visto il valore dell’avversario. Una gara intensa, che le squadre hanno vissuto a momenti alterni, con la Roma che ha messo in campo spirito di corpo e caparbietà con una condotta di gara adeguata negli atteggiamenti mancati giovedì da tutti i componenti della rosa, indistintamente che fossero riserve o titolari.

Moduli e sviluppo di gioco

Mourinho conferma il suo 4-2-3-1 ormai istituzionale per statuto e scelta dei titolari, con Mancini e Ibanez davanti a Rui Patricio, Karsdorp e Vina terzini, mentre Cristante e Veretout muovono gli sviluppi di gioco in mezzo al campo. Pellegrini sotto Abraham e Zaniolo e Mkhitaryan punte esterne a piede invertito. Spalletti vira su un 4-3-2-1 che regali superiorità numerica dentro al campo con Fabian Ruiz a dettare i tempi davanti alla linea difensiva di Ospina, composta da Rrahmani e Koulibaly centrali, Di Lorenzo e Mario Rui terzini. 

Primo tempo interlocutorio ma supremazia partenopea

Negli atteggiamenti tattici la gara vive un avvio diverso, con il Napoli che lascia costruire e uscire esternamente la Roma, chiudendo le linee passaggio centrali, concedendo ai giallorossi di lavorare sulle catene esterne alla ricerca del 2 contro 1 agevolato dallo scivolare in ritardo dei partenopei sugli spazi esterni. La Roma, al contrario, non va a prendere alto il Napoli, cercando compattezza tra la trequarti e la linea di metà campo, con Mancini e Ibanez che si gestiscono Osimhen lavorando su marcatura e copertura reciproca concedendogli poco o nulla allo spauracchio nigeriano. Insigne che viene molto dentro al campo per giocare in appoggio sotto palla alla punta nigeriana. Il Napoli si fa preferire nel primo tempo per possesso palla e scaglionamento adeguato attraverso il quale riesce sempre a creare i triangoli di gioco su cui sviluppare manovra e circolazione palla. In mezzo al campo il Napoli gode di superiorità numerica, alla quale la Roma cerca di porre limite attenzionando Fabian Ruiz con Pellegrini ma, sia nel momento della riconquista e costruzione dal basso sia nella transizione dopo la riconquista in mezzo al campo come consuetudine, lo scaglionamento non adeguato finisce per isolare e non accompagnare il portatore di palla producendo solo percussioni e iniziative in solitario non trovando combinazioni tra i 4 giocatori avanzati. Il sussulto migliore per i giallorossi è di Abraham innescato da un recupero consueto in mezzo al campo che mette l’inglese davanti ad Ospina. Di fatto la gara è molto ingessata e la superiorità nel palleggio del Napoli non scava un divario decisivo, mentre la Roma gioca per spezzettare e ripartire peccando però in qualità tecnica e scelte.

Secondo tempo

Si riparte con gli stessi ventidue del primo tempo, con il Napoli che con fluidità di manovra trova una supremazia territoriale più marcata, mentre la Roma si chiude e prova a ripartire mancando però spesso il secondo passaggio dopo la riconquista. Il portatore di palla che è ancora isolato come nel primo tempo, con Mkhitaryan sempre molto confuso e pasticcione nelle scelte e gestioni palla. Il primo quarto d’ora della ripresa sembra propizio al gol degli uomini di Spalletti, con la Roma salvata dal palo e con Mourinho che opera il primo cambio di giornata con El Shaarawy per Mkhitaryan al quale rispondono Elmas e Lozano per Politano e Zielinski. la Roma si scuote, appoggiandosi sui due giocatori di temperamento Zaniolo e Abraham e classe (Pellegrini)alzando baricentro e scalando alta diventando padrona del segmento centrale della ripresa creando 4 situazioni nitide. Arriva anche il momento di Mertens per Insigne, mentre una gestione criminale di un 5 contro 3 in contropiede di Zaniolo impedisce ai giallorossi di dare corpo alla supremazia territoriale, possesso palla e indice di pericolosità del momento. Proprio Zaniolo si intestardirà nel finale di gara in troppe situazioni personali, con Shomurodov che nel frattempo aveva rilevato Abraham, senza sortire gli effetti sperati. Con il fischio finale si muove la classifica di entrambe e il record di vittorie iniziali in Serie A che rimane ancora agli atti nella Storia della Roma.

Maurizio Rafaiani

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Mourinho vs Spalletti: il presente contro il grande ex, amato e odiato

ROMA NAPOLI MOURINHO SPALLETTI – Halloween non è lontano, ma la Roma i fantasmi deve allontanarli e confinarli tra i freddi fiordi di Norvegia, dove ha lasciato diverse consapevolezze e rimediato una ferita che ci metterà un po’ a rimarginarsi. Il primo cerotto lo si può apporre già domani, contro la capolista Napoli. I giallorossi sono quarti in classifica, eventualmente con i tre punti potrebbero agganciare il terzo posto, qualora l’Inter non riuscisse a superare l’ostacolo Juve. Ma in ogni caso, sarebbe il momento giusto per dimostrare che questa squadra ha imparato a reagire. Ci saranno potenziali protagonisti da ogni lato, ma la sfida è anche fuori dal campo, uno Squid Game a distanza tra due allenatori top come José Mourinho e Luciano Spalletti.

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Roma, José Mourinho

Una serata agghiacciante a Bodo, e non certo per il clima. Una di quelle che se gliele avessero predette a Mou, probabilmente non ci avrebbe creduto. Proprio come i circa 400 tifosi arrivati nel freddo polare per sostenere la squadra, i quali si stavano probabilmente stropicciando gli occhi davanti al tabellone del punteggio. Ma mister Mourinho si è guadagnato sul campo a suon di trofei l’appellativo di ‘Special One’, e ora è chiamato a continuare a meritarselo, mostrando alla squadra la via per uscire da questo ‘Norwegian wood’ (bosco norvegese, ndr) e ritrovarsi. Il curriculum del 58enne di Setùbal parla da solo: 4 volte allenatore dell’anno (in 8 anni), e una trentina di trofei lucidati in bacheca. Più che abbastanza per scatenare un entusiasmo senza pari alla notizia del suo approdo a Trigoria. Ora, però, per Mou arriva il difficile, gestire i momenti complicati. Ad oggi, sulla panchina della Roma, con il suo 4-2-3-1, ha totalizzato 15 punti in campionato (con 3 sconfitte contro Juve, Verona e Lazio) e 6 in Conference League. Non ha mai nascosto la necessità di avere tempo e di acquisti sul mercato, anche quando la squadra ha vinto. Tra le sue specialità, a detta di chi è stato allenato da lui o ci ha lavorato insieme (non ultimo Edin Dzeko), c’è quella del motivatore e del comunicatore, ne ha dato spesso l’assaggio nelle sue interviste e conferenze. Ma stavolta, visto lo stato d’animo della squadra e il valore dei prossimi avversari, serve più che mai una performance da Mourinho, che torni a scaldare quegli animi rimasti infreddoliti in quel della Norvegia.

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Napoli, Luciano Spalletti

“La Roma non sarà mai la mia nemica”, Luciano Spalletti spegne così le voci su ogni eventuale voglia di ‘rivalsa’ verso una piazza che non sempre gli ha riservato applausi, soprattutto nelle vicende che hanno coinvolto Francesco Totti nell’ultimo periodo da calciatore. È lo stesso tecnico toscano nella conferenza di vigilia a sottolineare di non meritare i fischi dell’Olimpico. Da avversario, ha collezionato contro i capitolini 4 vittorie, sei pareggi e 9 sconfitte, con una media punti di 0,95. mentre nel faccia a faccia con Mourinho il bilancio è peggiore: tre sconfitte, un pareggio e nessuna vittoria (0,25 media punti), tutte gare che risalgono, ironia della sorte, a quando sedeva sulla panchina capitolina. L’ex Roma, però, arriva ora nella Capitale da primo della classe, guardando tutti gli altri dall’alto dei suoi 24 punti in classifica, e potendo contare su una squadra solida che sino ad ora ha subìto sole 3 reti in campionato (e 5 in Europa League). “Mi sa che devi perdere la prossima trasferta”, ha scherzato Mourinho con Spalletti quando si sono incrociati ai microfoni di Dazn. Profetico? È quello che la tifoseria giallorossa spera. Si riparte quindi dalle mura casalinghe. E visto il calore costante e avvolgente che i fans mostrano alla squadra, è sempre una buona idea riavviare il motore nello Stadio Olimpico.

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Mourinho vs Spalletti: il presente contro il grande ex, amato e odiato

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Roma, José Mourinho

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Napoli, Luciano Spalletti

“La Roma non sarà mai la mia nemica”, Luciano Spalletti spegne così le voci su ogni eventuale voglia di ‘rivalsa’ verso una piazza che non sempre gli ha riservato applausi, soprattutto nelle vicende che hanno coinvolto Francesco Totti nell’ultimo periodo da calciatore. È lo stesso tecnico toscano nella conferenza di vigilia a sottolineare di non meritare i fischi dell’Olimpico. Da avversario, ha collezionato contro i capitolini 4 vittorie, sei pareggi e 9 sconfitte, con una media punti di 0,95. mentre nel faccia a faccia con Mourinho il bilancio è peggiore: tre sconfitte, un pareggio e nessuna vittoria (0,25 media punti), tutte gare che risalgono, ironia della sorte, a quando sedeva sulla panchina capitolina. L’ex Roma, però, arriva ora nella Capitale da primo della classe, guardando tutti gli altri dall’alto dei suoi 24 punti in classifica, e potendo contare su una squadra solida che sino ad ora ha subìto sole 3 reti in campionato (e 5 in Europa League). “Mi sa che devi perdere la prossima trasferta”, ha scherzato Mourinho con Spalletti quando si sono incrociati ai microfoni di Dazn. Profetico? È quello che la tifoseria giallorossa spera. Si riparte quindi dalle mura casalinghe. E visto il calore costante e avvolgente che i fans mostrano alla squadra, è sempre una buona idea riavviare il motore nello Stadio Olimpico.

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News della giornata. Roma, il ‘day after’ il tracollo norvegese, idea rimborso tifosi. Testa al Napoli, Zaniolo ancora a parte

NEWS DELLA GIORNATA – Tutte le news della giornata giallorossa raccolte per voi in un solo articolo: buona lettura!

Roma travolta a Bodo, idea rimborso tifosi. Già in quota l’esonero di Mourinho.

Seppure sia un’ipotesi remota secondo i bookmakers, l’eventualità di un esonero o delle dimissioni di José Mourinho prima di Natale è data a 12, anche i tifosi sui social sono parsi piuttosto contrariati da questa batosta, tanto che i pochi presenti a Bodo hanno rifiutato la maglia di Lorenzo Pellegrini e hanno chiesto (e ottenuto) un confronto con i giocatori sotto al settore ospiti. Ma potrebbero ottenere anche un rimborso del biglietto, la società starebbe valutando già da diverse ore questa possibilità. La decisione spetterà ai Friedkin. Oggi, intanto, molti sono intervenuti sul tema ko, da Damiano Tommasi, che non ne ha fatto un dramma: “Una partita non cambia il giudizio su Mourinho”, al calciatore del Napoli Demme che non si fida dei capitolini: “Avranno voglia di rivalsa”. Con anche Lino Banfi che ha detto la sua sull’argomento: “Se perdi così vuol dire che lo spogliatoio non c’è più”.

E’ già Roma-Napoli, Zaniolo ancora a parte a Trigoria

Rientrata nella notte con un charter, la Roma non ha perso tempo. La squadra ha dormito a Trigoria, dove in mattinata si è subito allenata per il Napoli, atteso domenica alle 18 all’Olimpico. Nella seduta mattutina delle 11.30, solita divisione in gruppi post partita tra chi ha giocato ieri e chi è rimasto in panchina. Chris Smalling, Leonardo Spinazzola e Nicolò Zaniolo hanno lavorato individualmente. Anche se il 22 giallorosso dovrebbe essere in grado di recuperare, così come ha anticipato il tecnico portoghese in questi giorni. Domani alle 19 l’allenatore capitolino interverrà in conferenza stampa e fornirà più dettagli sul match.

Stadio Olimpico, attesi 50mila tifosi

La Roma ha bisogno di risollevarsi e in fretta, e i tifosi in tal senso non rinunciano mai a supportarla. I numeri di questa stagione, con gli stadi appena riaperti, stanno raggiungendo grandi cifre. E la partita contro il NApoli non farà eccezione, anzi. Sono attesi circa 50mila supporters sugli spalti dell’Olimpico domenica. Ad oggi i tagliandi venduti sono 45mila, ma la previsione è che almeno altre 5mila persone si uniranno per assistere al match all’interno delle mura casalinghe giallorosse. I giallorossi sono ancora quarti in classifica, a +1 sulla Lazio. I tre punti farebbero bene non solo al morale, ma aiuterebbero la squadra di Trigoria ad avvicinarsi all’Inter e, forse sorpassarla, visto che è attesa dall’impegnativo match con la Juve.

Roma, concorrenza City per Zakaria

Il Manchester City di Guardiola avrebbe messo nel mirino Denis Zakaria, almeno secondo le indiscrezioni provenienti dalla Spagna. Se fosse così, la Roma non dormirebbe sonni tranquilli, visto che lo svizzero del ‘Gladbach sembra essere uno dei principali obiettivi del mercato di gennaio. Mourinho ha più volte evidenziato quanto siano necessari rinforzi, anche a centrocampo, ieri dopo la batosta con il Glimt il portoghese ha lanciato quel che è parso un vero e proprio grido di aiuto. E il classe ’96 è il nome accostato a Trigoria con sempre più insistenza, per cui potrebbe essere un primo innesto, anche se i capitolini dovrebbero prepararsi ad affrontare la concorrenza.

L’intervista a Dzeko

Edin Dzeko ha svelato alcuni retroscena del suo passato giallorosso alle pagine de La Gazzetta dello Sport: “Tante cose non mi sono piaciute, tante persone mi hanno deluso. Preferisco pensare ai sei bellissimi anni trascorsi lì. Avrei voluto vincere qualcosa, soprattutto il secondo anno avevamo una squadra molto forte, ma poi è difficile riuscirci se ogni volta vendi i giocatori più importanti.”, e su Mourinho: “Mi ha allenato, per un mese. Dico la verità: mi sono divertito. Mourinho è Mourinho, sempre. E’ in privato proprio come è in pubblico. Con lui c’è tutto: sa scherzare e arrabbiarsi. Sono stati allenamenti molto belli e la squadra si divertiva”.

Senti chi parla…

Al centro dell’attenzione sulle frequenze radio romane c’è ovviamente la clamorosa sconfitta della Roma in terra norvegese, con gli opinionisti che non riescono a spiegarsi un tale crollo e dicono la loro sui ‘colpevoli’, Augusto Ciardi a Tele Radio Stereo: “Non posso non partire da Mourinho se parliamo delle responsabilità di quanto accaduto ieri. Per me lui è al primo, al secondo e al terzo posto nel podio dei responsabili. Ma non è possibile nemmeno dare alibi ai giocatori. Poi è evidente che parlare oggi di Villar, di Diawara e di Kumbulla ha poco senso. Fermo restando che la squadra che va in campo ieri doveva chiudere il primo tempo avanti 3 a 0, perchè sono comunque nettamente più forti di un Bodo/Glimt che in Serie A faticherebbe a salvarsi…”, e Roberto Pruzzo a Radio Radio Mattina rincara la dose: “Mourinho ieri ha fatto un errore di valutazione perché ha messo tutti insieme quelli che non vuole, ma anche quando sono entrati i titolari le cose non sono migliorate. Non c’è stata nessuna reazione. Se andiamo sui singoli in pochi possono superare il 3 in pagella. Tragedia sportiva senza precedenti, e domenica c’è il Napoli…”. C’è chi parla anche dell’imminente gara con il Napoli, Alessandro Vocalelli a Radio Radio Pomeriggio: “La Roma sarà completamente un’altra squadra contro il Napoli. La Roma l’ha persa prima di scendere in campo ieri. Domenica secondo me la Roma farà una buona partita, nei primi 11 è una buona squadra. Mi aspetto una reazione, sono sicura che ci sarà. Dopo una cosa del genere o sbraghi, e non credo, o reagisci. Il Napoli non dev’essere contento di quello che è successo ieri.”.

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Mourinho e la rosa corta. Dodici anni fa il post partita fotocopia: “Ora è chiaro perché scelgo sempre gli stessi?”

BODO GLIMT ROMA MOURINHO – Tra i maggiori imputati per la figuraccia europea contro il Bodo/Glimt c’è José Mourinho. Il tecnico portoghese è accusato di aver ‘abusato’ del turnover, schierando ben 9 calciatori poco utilizzati nelle prime uscite stagionali. Giocatori non all’altezza della Roma. E, visto il risultato, non ha tutti i torti. L’accusa però è anche sui modi: non capita spesso di ‘puntare il dito’ verso i propri giocatori. E nel post partita Mourinho ha lasciato pochi dubbi sul suo parere riguardo la rosa giallorossa: “Se potessi giocare sempre con gli stessi lo farei. Ho voluto dare una chance agli altri, mi aspettavo di più” e ancora: “So che abbiamo limiti, una cosa sono una squadra di 12-13 giocatori, un’altra sono gli altri”, ha tuonato il portoghese dopo il clamoroso 6-1 subito. Ma non è la prima volta che Mourinho si lascia andare a dichiarazioni forti in questo senso. L’episodio testimone accadde a marzo del 2009, quando era sulla panchina dell’Inter. Dopo la pesante sconfitta in Coppa Italia contro la Sampdoria per 3-0 il portoghese si lasciò andare nel post partita: “Adesso è più chiaro per tutti perché certi giocatori non giocano mai e perché scelgo sempre gli stessi. E’ colpa di tutti ma certe amnesie sono inaccettabili”, praticamente la fotocopia delle dichiarazioni post Conference League a 12 anni di distanza, che chiariscono, se mai ce ne fosse bisogno, perché Mou faccia giocare praticamente sempre gli stessi calciatori.

Pietro Mecozzi

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L’analisi tattica di Bodo/Glimt-Roma. Indolenti in fase di non possesso, indegni nell’atteggiamento: turnover bocciato

BODO GLIMT ROMA ANALISI TATTICA – Tracollo e umiliazione, non è il titolo di un austero e datato testo drammatico della letteratura mitteleuropea, ma l’ennesima pagina infausta, inaccettabile, vergognosa, della storia europea della Roma. Un vissuto bipolare fatto di rare imprese a fronte di disfatte inaudite scolpite nella mente dei suoi tifosi, anche ieri unici vincitori persino in una gara di girone di una competizione improbabile, in uno Stadio improbabile, non troppo distante dal Circolo Polare Artico. E nella giornata di arrivo in Norvegia circolava, senza pudore, un vocale sulla ricognizione in campo del gruppo squadra, con la nitida frase “siamo qui per il campionato di mer** dello scorso anno…” che meglio non può contestualizzare l’approccio e il fastidio per una gara da dovere disputare quasi per dispetto, con l’inevitabile risultanza finale del campo.

Moduli e sviluppi di gioco

Nel suo 4-2-3-1 Mourinho opera un turn over totale, valutando il fatto che nelle 3 restanti gare 2 saranno in casa, per preservare giocatori fin qui sovrautilizzati e per concedere chance a chi scelga coi fatti di far parte del progetto. Davanti a Rui Patricio ci sono l’altro titolare di serata Ibanez e Kumbulla, mentre sulle corsie esterne Calafiori e, ritorna a fare capolino, Reynolds, con Darboe e Diawara in mediana al cui vertice c’è Villar sotto punta, che ruota trasformando il modulo in un 4-3-3 in fase di costruzione. Davanti Borja Mayoral sveste la tuta dopo settimane di assenza, con El Shaarawy e Carles Perez punte esterne a piede invertito. Per Knutsen un 4-3-3 ben scaglionato in campo, arioso e molto mobile negli interscambi, molto scolastico negli sviluppi ma efficace, con Berg a dettare i tempi in mezzo al campo e Botheim punta centrale interessante nei movimenti e presenza sotto porta.

Primo tempo figlio di atteggiamenti contrapposti

L’approccio alla gara delle due squadre è in perfetta antitesi, una partenza di impeto ed entusiasmo da parte dei Campioni di Norvegia, a fronte di una Roma indolente in fase di non possesso e sorpresa dall’avvio avversario, su in campo sintetico dove ogni pallone nasconde insidie nel controllo. Al di là delle dichiarazioni del tecnico, i valori tecnici dei giallorossi, anche con le seconde linee, rimangono superiori, ma sono ancora una volta (come nel passato) gli atteggiamenti a indirizzare la gara, con gli uomini di Mourinho troppo passivi in fase di non possesso, senza aggressione al portatore di palla, sempre a rincorsa di una circolazione molto veloce e a 2 tocchi degli uomini di Knutsen. Diversi anche gli atteggiamenti tattici sulla costruzione bassa, con i norvegesi che attendono sulla linea di metà campo, mentre la Roma scala alta, ma regolarmente superata nelle linee di pressing e costretta sempre a correre all’indietro, dove si dimostra sempre in ritardo senza trovare il contrasto. Pertanto i valori tecnici superiori dei giallorossi, che ogni volta che sviluppano trovano una circolazione fluida, sono annullati da una fase difensiva pigra e disordinata, coi reparti scollegati. Nonostante lo svantaggio iniziale, che culmina da li a poco col doppio divario, la Roma trova sempre l’opportunità per raggiungere i giocatori avanzati, per via dell’atteggiamento tattico dei norvegesi che rimangono molto corti fin sulla linea di metà campo, ma con una linea difensiva molto alta e approssimativa che si fa sorprendere sempre con i movimenti di taglio. Sfruttando tale criticità i giallorossi trovano il gol con Carles Perez e la gara pare comunque rimediabile, anche perché il Bodo/Glimt regala fino a 60 metri di campo chiudendosi a difesa dei 40 finali, e la seconda parte del primo tempo vive di una supremazia giallorossa evidente.

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Ripresa da lasciare attoniti

Si riparte con Mourinho che manda conferme e segnali di inadeguatezza a Villar e Borja Mayoral, che rimangono negli spogliatoi per Mkhitaryan e Shomurodov, mentre Cristante rileva Darboe. A tal proposito è bene sottolineare come se da un lato il tecnico certifichi definitivamente e ufficialmente i motivi per cui ritiene solo 13 giocatori all’altezza dell’affidabilità in campo, dall’altra appare altresì vitale provvedere alla loro “ricostruzione” mentale, perché non è pensabile credere di arrivare a Gennaio in tali condizioni e dinamiche all’interno della rosa. A conferma di ciò, e col risultato in bilico ad inizio ripresa, Diawara trova opportuno suffragare i pensieri del Tecnico facendosi sorprendere in un disimpegno e agevolando Botheim per il 3 a 1. Secondo slot, e secondo rinnegare delle scelte iniziali, con susseguente infornata di titolari: Pellegrini per Diawara in mediana, Abraham per El Shaarawy davanti, in un 4-2-4 con i due attaccanti centrali (appunto Abraham e Shomurodov) e Mkhitaryan e Carles Perez punte esterne a piede invertito. Con sempre più titolari in campo Mourinho ottiene risposte incredibilmente opposte. La squadra è in balia degli avversari, slegata e lunga, poco reattiva ed aggressiva in mezzo al campo, con gli uomini di Knutsen che tagliano e penetrano nello schieramento dei giallorossi con una semplicità sconcertante, con la mancata chiusura finale di un imbarazzante Kumbulla che apre la strada all’incredibile 6-1. Da segnalare come anche il Tottenham, in serata, aveva scelto di operare nella medesima competizione un turnover massiccio, ma la sconfitta di misura (1-0) dei londinesi assume rilievi dignitosi, a differenza di una Roma che ha scelto il modo peggiore per preparare la gara col Napoli, autentico rullo compressore di queste prime 8 giornate di campionato.

Maurizio Rafaiani

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Dopo il 6-1, tifosi inferociti: “Se non si chiamasse Mourinho sarebbe già con le valigie in mano!”. “Ha scaricato i giocatori come al solito”

BODO GLIMT ROMA TIFOSI – Una serata completamente da dimenticare per la Roma che perde per 6-1 in casa del Bodo/Glimt nella terza giornata del Gruppo C di Conference League. I tifosi giallorossi sono molto delusi dalla prestazione della squadra giallorossa e cominciano anche a criticare il tecnico Josè Mourinho. Lo Special One si è preso la responsabilità per la sconfitta e per la formazione che ha messo in campo cambiando ben 9/11 rispetto ai calciatori che sono scesi in campo nel match contro la Juventus.

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Le reazioni dei tifosi sui social

Si dividono i tifosi giallorossi tra chi se la prende anche con Mourinho e chi invece vuole dare ancora un po’ di tempo al tecnico portoghese dopo la batosta norvegese. Secondo un tifoso la formazione di questa sera è stata un segnale per la società: “Mourinho ha voluto dimostrare che con così non si va da nessuna parte. Questi non vedranno più il campo e ne sono felicissimo! Forza Mou, fai crescere questa società!”. Di diverso avviso un tifoso che su Twitter invoca già l’esonero: “Se non si chiamasse Mourinho, iper tutelato da tutti voi, sarebbe già con le valigie in mano!”. Un altro supporter giallorosso sembra dello stesso avviso: “Mourinho come al solito scarica i giocatori in conferenza stampa, gli stessi che blasta ogni giorno in allenamento”. Ci sono tifosi che paragonano anche l’operato del tecnico portoghese con quello del suo predecessore: “Era colpa di Fonseca lo scorso anno? Segno evidente che non era così. I giocatori forti non sono stati presi e adesso becchi ceffoni da 4 scarponi. Almeno lo scorso anno 6 te lì ha fatti il Manchester United (che a mio giudizio se non si fanno male Pau Lopez e Spinazzola in Inghilterra la vincevamo noi). Oggi becchi 6 gol da una squadra che io non sapevo nemmeno che esisteva. Questa stagione si chiude qui per me. So già come finisce.” Secondo un altro supporter un allenatore del suo curriculum dovrebbe fare di più anche con questi giocatori: “Io Mourinho fino ad ora l’ho difeso ma prendere 6 gol dal Bodo… mi dispiace ma se sei uno dei pochi allenatori del mondo un pareggio lo strappi pure con gli esordienti.” Una tifoseria che quindi si divide tra chi vuole già la testa del tecnico portoghese e chi crede nelle sue potenzialità. Secondo alcuni supporters giallorossi la stagione è già compromessa e molte delle colpe sono dello Special One che sarebbe già al capolinea della sua esperienza giallorossa. Per altri, invece, l’allenatore lusitano ha voluto mandare un segnale alla società che deve allungare qualitativamente la rosa giallorossa. Domenica si tornerà già in campo per la sfida dell’Olimpico contro il Napoli, un match che si preannuncia molto complicato ma che vedrà di nuovo in campo i titolarissimi di Mourinho.

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Villar alla prova del nove contro Botheim, asso nella manica del Bodø

BODO GLIMT ROMA VILLAR BOTHEIM – Tra i fiordi norvegesi riparte la corsa della Roma. Non solo per ribadire il primato nel Girone C di Conference, ma anche per iniziare a spazzare via i fantasmi e le polemiche nati a Torino contro la Juve. Domani la squadra di Mourinho affronta il Bodo Glimt alle 18.45 e lo farà, come spesso accade, con qualche defezione. E se a questo si aggiunge la delicatissima partita dell’Olimpico contro il Napoli, ecco che allora Mou ricorre ad un po’ di sano turnover. Per cui, possibile rivedere in campo Gonzalo Villar, mentre dall’altra parte molto probabile vedere in campo Erik Botheim.

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Roma, Gonzalo Villar

“Gonzalo avrà le sue chance”, parola di José Mourinho. E potrebbe accadere già domani, ma lo spagnolo deve essere bravo a coglierle di volta in volta, per avere la possibilità di ritagliarsi sempre più spazio. L’estro dello spagnolo nel freddo della Norvegia potrebbe essere una soluzione per il centrocampo giallorosso. Sino ad ora l’ex Elche non ha mai visto i campi della Serie A in questo avvio, finendo qualche volta addirittura in tribuna, e ha calpestato il verde dell’erba in Conference League, sia nelle qualificazioni che nel girone, partendo anche una volta titolare contro il CSKA Sofia. Sommando i suoi minuti, non arriva ancora ad una partita intera, ma la situazione potrebbe cambiare se il numero 8 riesce a mettere in vetrina tutto il suo arsenale. Forse non era questo l’inizio stagione che si aspettava, ma la densità del calendario potrebbe concedergli di provare a cambiare le carte in tavola. Arginare l’avversario, in questo caso Erik Botheim, che fa della sua fisicità un punto di forza, forse non sarà solo compito suo, ma di certo sarà chiamato a dare una mano, e a ‘sacrificarsi’ in fase di copertura come piace a Mou. E se “la Roma è speciale”, come ha detto un po’ di mesi fa, e il suo tecnico è ‘Special’, allora ecco che per Gonzalo potrebbero esserci i giusti presupposti per ritrovarsi.

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Numeri e curiosità. Da Tromsø a Bodø: dopo 16 anni ecco la seconda trasferta più ‘a nord’ della storia giallorossa

Bodø, Erik Botheim

Uno degli assi nella manica del tecnico Knutsen. Erik Botheim, al contrario di Villar, non ha bisogno di ritrovarsi calcisticamente, visto che è il miglior marcatore del Bodo nel campionato in corso. Il classe 2000 ha infatti messo a segno 13 gol in 22 presenze. E al momento vanta anche il primato per reti segnate di testa nella Eliteserien, la ‘Serie A’ norvegese (5). L’attaccante potrebbe essere un potenziale pericolo, a partire dal centrocampo presidiato, forse, da Villar e Darboe, sia per la difesa giallorossa. Il ventunenne ha infatti preso parte a 5 gol nelle ultime 4 gare, annotando sul suo curriculum 4 centri e un assist e 56 tiri circa in totale. Titolare fisso e inamovibile, può impensierire la squadra di Mourinho sui duelli aerei, meno sugli scatti sulla breve distanza. Nelle sue sei partite di qualificazioni alla Conference, conta 2 gol e 2 assist, mentre nel girone solo un assist. Insomma, Gonzalo ed Erik, due giocatori con caratteristiche e ruoli diversi, il ragazzo di Oslo è sicuro della sua maglia da titolare e ha confidenza con il gol, mentre il giovane di Murcia deve conquistarsi il suo spazio ed è alla ricerca del primo gol in maglia della Roma. Eppure, l’obiettivo dei tre punti sarà comune ad entrambi domani, e chissà che la storia di Villar non possa ripartire proprio dalla Norvegia.

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News della giornata. Zaniolo migliora e può tornare con il Milan. Friedkin in Ghana per affari, Roma domani in Norvegia per la Conference

NEWS DELLA GIORNATA – Tutte le news della giornata giallorossa raccolte per voi in un solo articolo: buona lettura!

Zaniolo, niente di grave ma l’idea è tornare con il Milan

Prudenza, è questa la parola d’ordine in casa Roma verso Nicolò Zaniolo. Il 22 ha dovuto lasciare il terreno di gioco nel match di domenica con la Juve anzitempo, a causa di una lieve distorsione al ginocchio sinistro. La diagnosi non è preoccupante, per fortuna dei giallorossi, ma il club si prenderà tempo per il suo recupero. Il classe ’99 con ogni probabilità salterà Napoli (domenica) e Cagliari (mercoledì prossimo), e ovviamente il Bodo Glimt giovedì in Conference. L’obiettivo è rientrare per il match del 31 ottobre contro il Milan.

Verso la Conference League..

A proposito di Conference League, domani dopo la rifinitura la Roma partirà per la Norvegia, dove giovedì alle 18.45 affronterà il Bodo Glimt, mentre alle 19 andrà in scena la conferenza stampa di vigilia di José Mourinho, accompagnato da Ebrima Darboe, che si candida per un posto da titolare. Davanti a Rui Patricio, dovrebbe andare Ibanez a destra e Calafiori a sinistra con Mancini e Kumbulla nel mezzo. Il centrocampo sarà composto da Darboe e Villar che sembra favorito su Diawara. In attacco il tridente di trequartista vedrà protagonisti Carles Perez ed El Shaarawy: niente riposo, almeno inizialmente, sembra, per Pellegrini che sarà il trequartista. In avanti probabilmente spazio a Shomurodov, anche se non si esclude la pista Mayoral. La partita sarà diretta dall’arbitro turco Ali Palabıyık.

I Friedkin volano in Ghana

Se la Roma è pronta a volare in Norvegia, la presidenza giallorossa ha fatto invece rotta altrove. La motivazione sarebbe legata alla volontà di ampliare i propri interessi economici. Oltre al controllo della holding Toyota negli stati del golfo americano, resort di lusso e business nel mondo cinematografico, i Friedkin starebbero cercando quindi investimenti anche in Ghana. Lo testimonia tramite social il ‘Ghana Investment Promotion Centre‘, che ha accolto Ryan e Dan: “Il Centro guidato dal CEO Yofi Grant ha recentemente incontrato una delegazione del Friedkin Group guidati dal loro CEO, Dan Friedkin, che sono nel paese per esplorare opportunità di investimento in Ghana e partnership per lo sviluppo”.

Le ultime da Trigoria

I giallorossi sono tornati ad allenarsi oggi in vista della gara di Conference League. E a Trigoria l’allenamento si è svolto secondo la classica divisione in gruppi post-partita. Nicolò Zaniolo si è sottoposto a terapie, vista la distorsione al ginocchio rimediata contro la Juventus a Torino. Mentre hanno svolto seduta individuale Chris Smalling, alle prese con una lesione al flessore della coscia destra, e Leonardo Spinazzola, che dopo la rottura al tendine d’Achille corre verso il rientro.

La Roma si prepara a prendere posizione in Lega

La direzione arbitrale di Orsato in Juve-Roma ha fatto infuriare i giallorossi per diversi motivi. Non solo gli errori in se, ma anche la spiegazione data dal fischietto nel tunnel: “Il vantaggio sul rigore non si dà mai”, ma questa teoria nel regolamento è priva di fondamento. Queste situazioni vanno ad aggiungersi all’espulsione di Pellegrini con l’Udinese, che gli è costata il derby, e il mancato rigore su Zaniolo che poteva valere il pari nella stracittadina, invece l’azione è proseguita e l’ex Pedro ha siglato il 2-0. Insomma, in sole 8 giornate la Roma ha a che fare con diversi episodi discutibili, per cui il piano sarebbe quello di farsi sentire in Lega per chiedere più attenzione, e può essere che l’Aia sceglierà anche di non designare Orsato ai giallorossi per qualche settimana.

Senti chi parla…

Juve-Roma è stato l’argomento più chiacchierato nelle trasmissioni sportive dell’etere romano. C’è chi si è soffermato sull’arbitraggio di Orsato, Mario Mattioli a Radio Radio Mattina: “Basta dare sempre la colpa all’arbitro altrimenti ci vorrebbero tre Var ogni partita. Non mi sembra esista un problema Mkhitaryan. Non sta giocando ai suoi livelli, ma è alla ricerca di una forma adeguata. Il centrocampo della Roma mi piace: averceli due giocatori come Cristante e Veretout. Secondo me la Roma c’è, è una bella squadra.”, e chi valuta la squadra, Ugo Trani a Centro Suono Sport: “Tutti vogliono il riscatto della Roma. Lo scontro diretto di solito è quello con la capolista, ma noi abbiamo sei o sette squadre che non riusciamo a battere. C’è la voglia di rivalsa con il Napoli: un po’ per Spalletti, un po’ per la squadra stessa. Il Napoli è fortissimo, ha tanti giocatori fastidiosi e in forma. Il timore che non arrivino innesti a gennaio non ce l’ho. Sono sicuro che si investirà.

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MARIONE: “La Roma ha fatto ridere contro una squadra vergognosa”, ORSI: “Orsato spesso fa errori simili”

SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione.

Ugo Trani a Centro Suono Sport: “Tutti vogliono il riscatto della Roma. Lo scontro diretto di solito è quello con la capolista, ma noi abbiamo sei o sette squadre che non riusciamo a battere. C’è la voglia di rivalsa con il Napoli: un po’ per Spalletti, un po’ per la squadra stessa. Il Napoli è fortissimo, ha tanti giocatori fastidiosi e in forma. Il timore che non arrivino innesti a gennaio non ce l’ho. Sono sicuro che si investirà. In Juve-Roma l’errore più grande di Orsato è quello che fa dopo. Non si può dire che il vantaggio non esiste sul rigore. Se dicono che su Mkhitaryan è mano, innanzitutto il regolamento non è questo perché è stato cambiato da poco. Se si dice questo è perché ci si vuole giustificare dell’errore. Se l’arbitro non conosce il regolamento non può arbitrare”.

Marione a Centro Suono Sport: “La Roma secondo me ha fatto ridere contro una squadra vergognosa. A me non sembra di ricordare tiri pericolosi verso la porta, e il gioco del calcio se non ricordo male prevede il tiro in porta per fare gol e vincere. La Juve fa ridere, a me non frega niente di come gioca, io penso alla Roma ed è stata ridicola. Nella Juve i migliori in campo sono stati De Sciglio e Bernardeschi, eppure c’è gente che ha visto una Roma straordinaria… Mi fa ben sperare che c’è Mourinho, ma da Juve-Roma non ho visto niente di positivo…”

Furio Focolari a Radio Radio Mattino: “Noi ci focalizziamo solo sull’errore di Orsato, perché non parliamo del rigore sbagliato da Veretout e del siparietto con Abraham? Quello è il problema. La Roma è bella, ma non tira mai in porta.”

Roberto Pruzzo a Radio Radio Mattina: “Secondo me qualche calciatore, soprattutto a centrocampo si può recuperare. Se Kumbulla rientra nei radar e viene recuperato Smalling, la Roma è a posto. La necessità ora è il centrocampo. Villar sembrava potesse esplodere, Mourinho non lo vede. Questa penuria di centrocampisti potrebbe essere un problema a lungo andare”.

Nando Orsi a Radio Radio Mattina: “Io dico che il campionato stia rispecchiando i valori delle squadre. Il Var non ha messo a tacere i reclami sugli arbitri. Quello che ha fatto domenica sera Orsato a lui capita spesso. Alla Roma in questo momento manca la continuità di Zaniolo. Quando c’è lui, questa squadra ha forza fisica, qualità e strappi. Se non c’è, la Roma fatica. La Roma è tecnica, bella, si specchia: ma gli manca qualcosa davanti. La sconfitta con la Juve è pesante, poteva giocarsela meglio. In generale manca la cattiveria, Mourinho forse deve cercare qualche soluzione differente.

Mario Mattioli a Radio Radio Mattina: “Basta dare sempre la colpa all’arbitro altrimenti ci vorrebbero tre Var ogni partita. Non mi sembra esista un problema Mkhitaryan. Non sta giocando ai suoi livelli, ma è alla ricerca di una forma adeguata. Il centrocampo della Roma mi piace: averceli due giocatori come Cristante e Veretout. Secondo me la Roma c’è, è una bella squadra.”

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