Lazio-Roma, Mourinho in conferenza stampa: “Pellegrini? Averlo o no non è la stessa cosa. Vina secondo me ci sarà” (VIDEO)

LAZIO ROMA MOURINHO – Alle 18 ci sarà il primo derby della Capitale per Josè Mourinho allo Stadio Olimpico. Lo Special One ha parlato nella consueta conferenza stampa pre partita a Trigoria. Il portoghese ha toccato molti argomenti davanti ai microfoni a due giorni dalla vittoria contro l’Udinese e la discussa espulsione di Pellegrini nel finale.

Le parole di Mourinho prima del derby

Buongiorno, ho visto che in carriera ha già vissuto 119 derby in 4 nazioni. Il primo a Roma come se lo immagina? Che atteggiamento vorrà?
“I numeri li sapete solo voi. Come ho detto prima anche le 1000 panchine le ho sapute grazie alla stampa quando ne mancavano 5-6. Più di 100 derby, sono tutte partite belle da giocare, che non preoccupano però un allenatore. Non bisogna stare attenti con i giocatori più o meno concentrati. Sono belle da giocare e da preparare. Magari contro l’Udinese la gente pensa più al Derby. Quando lo giochi però non esiste perchè la gente sta al 100% nella partita. Dalla mia squadra mi aspetto quello che voglio dal primo giorno. Vogliamo vincere ma non lo possiamo fare sempre. L’altra squadra ha le nostre stesse ambizioni ma noi vogliamo vincere. Quando non lo facciamo voglio comunque che i ragazzi diano tutto.”

Lei aveva detto che non siete obbligati a nulla se non a vincere la prossima partita. In questi giorni di archivi sembrava che tra le sue squadre negli ultimi 20 anni che la Roma è la squadra meno forte. Crede che sia la sfida più difficile questa?
“Una sfida diversa. Dal primo minuto io con la proprietà non abbiamo mai avuto dubbi. Sappiamo dove vogliamo arrivare e dove andare. Ho avuto già squadre prima con qualche dubbio. Qui non ne ho. Non è la squadra più difficile, ma la sfida più difficile si”.

Lei pensa che sia una partita come le altre o che un “derby non si gioca, si vince”?
“Rispetto Zeman e Rudi ma non vado a commentare le loro parole. Non mi identifico in nessuno. Fondamentale è parlare poco e giocare tanto. Le parole vanno via con il vento. Non serve parlare, l’esperienza mi dice che la verità è il campo. Io sono qui per voi e per la gente che legge voi. Le parole sono di circostanza, conta domani dal primo minuto”.

Pellegrini mancherà, si nota molto l’assenza con i dati. Che soluzione avrà?
“Io non volevo parlare di questo ma tu hai fatto il suo nome. Non è facile parlare per me in queste circostanze di Pellegrini. Io potevo anche dire che questa partita è iniziata al 90esimo con l’Udinese. Avere o no Lorenzo è una cosa diversa. Possiamo analizzare quello che lui rappresenta per noi ma anche su come comunica o trascina la squadra da capitano. Lui però non c’è. La tua domanda vuole capire chi giocherà ma non ve lo dico. Non commento perchè non lo dirò come giocheremo e chi scenderà in campo”.

Ha parlato spesso di empatia tra squadra e pubblico, quale può essere l’apporto dei romanisti rispetto alle altre che ha vissuto?
“Quello che mi ha colpito è il modo della gente prima dell’Udinese e dopo la sconfitta di Verona. Questa è la cosa più importante e mi fa capire l’empatia. Dopo la vittoria è tutto più facile e va via con un risultato negativo. Ma abbiamo perso e per strada e allo stadio nonostante uno di meno abbiamo sentito questa voglia. Penso che i tifosi meritano tutto da noi ma che i ragazzi meritano tutto da loro. I tifosi devono aiutare i ragazzi perchè li stanno rispettando. Al 100% direi che i tifosi sentiranno la squadra che gioca anche per la loro passione.”

Nel 2010 lei ha vinto lo scudetto con l’Inter anche grazie a una vittoria con la Lazio. In oltre 1000 panchine in carriera le era già capitato?
“Sono qui da pochi mesi. Devo vivere di più e capire di più in dettaglio le cose. Una cosa è sentire e l’altra è capire tutto. La rivalità è una cosa bella al 100%. Se alleni Real o Barcellona servono le vittorie anche con le altre. Se alleni il Porto e vince il Benfica loro sperano di non farlo vincere. Questo è la normalità e per questo mi piace giocare un derby nuovo perchè è un esperienza che ti rende più ricco. Al di là del derby tra Lazio e Roma voglio che la mia squadra ha un’ambizione per vincere un match così. Non è però il mio unico obiettivo. Si la partita la ricordo che abbiamo vinto 2-0 e ricordo che potevamo sentire i tifosi laziali che non erano in appoggio della sua squadra. Questa è una cosa che senti ma sembra che l’Inter in quella stagione vinse tante partite.”

Fino a poco tempo fa passava per antipatico. Il suo modo di comunicare ora è cambiato?
“Aspetta un po’ (ride ndr), litigo sicuro aspetta un po’. Dammi un motivo in questi due mesi per litigare con qualcuno, ancora non mi è arrivato. L’unica cosa negativa è stata l’espulsione di Pellegrini ma non serve litigare con l’arbitro. Controlli l’emozione e quando vai con la stampa già sei più freddo. Quando la situazione arriverà in un modo naturale e automatico arriverà. La gente mi rispetta così come giocatori e arbitri. Lui era giovane e ha fatto una cagata ma farà meglio. Rocchi con la sua esperienza lo aiuterà a migliorare, non c’è motivo per litigare con nessuno”.

Ho guardato il suo primo Tottenham, nelle prime 7 partite ha utilizzato 13 giocatori così come nella Roma. Quale è la motivazione? Che possono fare i panchinari?
“Non litigo con lui o con te. La domanda che tu mi fai è la stessa che mi avresti potuto fare in caso di utilizzo di 20 giocatori. Perchè avrei cambiato troppo e non si sarebbe capita la dinamica. Questo c’è sempre. Quando si va nella stabilità ad inizio stagione o limiti fisici. Ora serve stabilità poi arriverà il turnover. La mia opzione è ovvia, giochiamo diverso da prima e abbiamo bisogno di fiducia e stabilità. Chi non gioca è molto giovane e ha bisogno di tempo, non è prontissima per entrare in squadra. Mi sembra un processo normale.”

Roma e Lazio giocano con formazioni offensive, chiedevo se la Roma ha spregiudicatezza
“La Lazio ha un modo offensivo e noi dobbiamo difendere. Se sei bravo in un’unica fase è difficile vincere. Per i 3 punti domani serve una partita molto completa perchè giochiamo contro una squadra forte.”

Affrontate una squadra che pressa alto, quanto sarà importante giocare sotto pressione?
“Una buona domanda questa però non mi piace rispondere. Se dico questo potrei toccare punti chiave. Hai analizzato punti chiave e sei stato bravo. Non vado oltre il più basico con palla vogliamo segnare senza difenderemo. Scusate ma dovevo parlare prima ma non dopo è un momento difficile per la famiglia Zalewski e in questo momento siamo tutti con lui. Vediamo domani ma sarà una sua decisione se ci sarà oppure no perchè è importante che sarà lui a decidere insieme al suo modo di sentire e iniziare a convivere in un mondo nuovo senza il suo papà. Io lo voglio per domani ma deciderà lui. Così come voi avete dimenticato la domanda su Vina penso che ci sarà.”

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Roma-Udinese, domani alle 13 la conferenza stampa di Mourinho

ROMA UDINESE CONFERENZA MOURINHO – Dopo la prima sconfitta stagionale a Verona, la Roma deve subito rialzare la testa per riprendere il cammino di vittorie e punte intrapreso a inizio stagione. Giovedì all’Olimpico arriva l’Udinese. Domani alle ore 13:00, presso la sala stampa del Centro Sportivo Fulvio Bernardini, si terrà la conferenza stampa di mister José Mourinho.

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Mou il detonatore: “Lasciateci lavorare tranquilli. Non siamo candidati a niente, solo a vincere la prossima partita” (VIDEO)

ROMA UDINESE CONFERENZA MOURINHO – Dopo la prima sconfitta stagionale a Verona, la Roma deve subito rialzare la testa per riprendere il cammino di vittorie e punte intrapreso a inizio stagione. Giovedì all’Olimpico arriva l’Udinese alle ore 20.45 per la quinta giornata di Serie A. Ecco le parole in conferenza stampa di mister José Mourinho.

Le parole di Mourinho

“Non parlo di mercato, non lo faccio. La squadra soffre in queste condizioni e in altre condizioni. Non voglio entrare in questa dinamica, così come quando abbiamo vinto in tre partite di Serie A e tre di Europa non sono entrato in euforia, non entro in una dinamica di grandi problemi. Abbiamo perso una partita, non abbiamo giocato bene, io non più da dire a voi. Ai miei giocatori ovviamente si, abbiamo analizzato la partita ai dettagli, per guardare al futuro e non più a Verona. Lì abbiamo già perso i tre punti e non possiamo recuperarli.”

Un grande allenatore, dopo un passo falso così, ha bisogno della controprova o basta l’allenamento?
“Non ho capito bene la domanda. Voi mi avete visto esultare per una vittoria, per una partita speciale per me. Mi avete visto euforico un minuto in due mesi. Mi avete sempre visto tranquillo, equilibrato e dire che una squadra che è arrivata settima a 29 punti dall’Inter non lotta per lo scudetto. Ora, dopo una sconfitta, non mi vedrai depresso. Non mi vedrai dire che Veretout era stato limitato da un giallo, il campo e la pioggia. Magari sono troppo onesto nel dire che abbiamo perso ed eravamo tristi. Non è che con un altro risultato mi vedete di quà o di là. Io sono venuto qui per un mio livello di esperienza e di maturità. Non voglio lasciare l’euforia dopo 3 partite e non 30 oppure andare in depressione dopo una sconfitta o 2 o 3. Cercate sempre di mettere noi nello stesso gruppo di squadre che hanno finto con 20 punti di più o 15. Lasciateci nel buono e nel tranquillo. Non siamo candidati a niente, come ho detto, siamo candidati a vincere solo la prossima partita. Voi volete analizzare Verona con me? Non posso. Lunedì giorno libero ma non per me o il mio staff. Lavoriamo tutto il giorno, quello dopo arrivano i calciatori e riunione collettiva. Lavorare e adesso siamo candidati a vincere la partita con l’Udinese. Siamo equilibrati e tranquilli, sicuramente meno felici per la sconfitta. Dobbiamo trasformare la tristezza in motivazione. Se noi abbiamo un problema grande per perdere una partita, immagino le altre squadre. Noi facciamo la nostra strada che è di tranquillità e di ambizione ma con una base di tranquillità.”

Che insidie si aspetta da domani e le difficoltà di affrontare l’Udinese?
“Hanno giocato contro una squadra bravissima. Lo schiaffo lo hanno avuto nel risultato no nella prestazione. Quello che hanno fatto contro la Juve o contro il Napoli si vede. Loro sono una squadra solida, se giocano con 5 è diverso da quello del Verona, è un modo diverso di giocare. Hanno stabilità nel loro gioco. Una squadra fisica che ha grande qualità. Secondo me una squadra di livello, sarà difficile per noi.”

L’equilibrio sul quale lei ha puntato, si è un po’ smarrito?
“Dobbiamo lavorare di più altrimenti mi davano 3 mesi di contratto e risolvevo tutti i problemi. Quando dico io parlo di tutti. Per questo ci sono qui 3 anni e non pochi mesi. In 3 mesi puoi dare qualcosa di personale a una squadra se già c’è. Altrimenti ci vuole più tempo. Se le azioni del Sassuolo sono conseguenza anche di ambizione nostra non è un problema per me. Se perdo una partita per la voglia di vincere va bene. Anche i cambi che ho fatto in una partita rotta, quello serve a rompere ancora di più. Quando Pellegrini si sposta stanco con Cristante a centrocampo si può vincere o perdere. Per me questo non è un problema. Per me prendere 3 gol è troppo, se fai 2 gol in trasferta devi vincere, neanche pareggiare. A Verona abbiamo avuto problemi difensivi e offensivi. Non vado con vuoi nei particolari perchè magari Gotti vuole sapere i dettagli. Io posso dire che con il Verona abbiamo giocato male. Faraoni ha fatto il gol della vita in un momento in cui la partita poteva tornare, ma non voglio trovare alibi. Abbiamo perso punto. Domani c’è un’altra partita.”

Vina è a disposizione? L’idea di Calafiori è valida o punta al terzino di stabilità?
“Vina non ci sarà domani. Calafiori è valido ma ha 19 anni e poche partite in Serie A. Se tu fai la stessa domanda alle 4-5 squadre di Serie A. Dai miei terzini mi aspetto un po’ di più di fiducia per giocare. Il ragazzo ha 19 anni con qualità ma poca esperienza. Ha tempo per avere più maturità.”

Vorrei sapere come stanno Cristante e Veretout visto le molte partite ravvicinate?
“In qualche posizione è più facile per fare i cambi con giocatori di qualità ed esperienza. Ci sono altri ruoli dove è più difficile per noi fare questo. Di solito non dico chi gioca o chi no ma per dare una risposta dico che domani ci saranno Cristante e Veretout.”

Per la sua esperienza questo rischio euforia-depressione riguarda anche i giocatori?
“Io posso influenzare solo chi è vicino a me cioè i calciatori non tutto l’ambiente. Mi è piaciuta la reazione dopo le vittorie, una volta in più abbiamo celebrato il gol contro il Sassuolo ma in tutte le altre vittorie ho visto uno spogliatoio equilibrato. Anche nella sconfitta l’ho visto triste ma equilibrato. Dobbiamo trasformare la tristezza in motivazione. Prima della sconfitta ho usato anche delle parole dove ho detto che una stagione è una squadra con delle curve e tu devi guidare sempre con la concentrazione e con visione e tranquillità, non è un’autostrada. Quello è per una squadra che vince tutte le partite come Psg e Bayern Monaco, dobbiamo stare tranquilli piano piano.”

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Mourinho: “Nessun problema con Villar. Possiamo giocare con la difesa a tre. Emergenza terzini? Penso a Tripi, non a Santon” (VIDEO)

CONFERENZA MOURINHO VERONA ROMA – Dopo la vittoria in Conference League per la Roma è già tempo di tornare a pensare al campionato. Domani la squadra giallorossa, alle 18 al Bentegodi, affronta l’Hellas Verona e, come ogni vigilia, José Mourinho ha incontrato i cronisti in conferenza stampa per presentare il match.

Verona-Roma, Mourinho in conferenza stampa sullo stadio

“Io sono l’allenatore e faccio quello che amo fare da anni. Non voglio essere niente di più che un allenatore, con un legame importante con la società, club, tifosi e la città ma sarò sempre l’allenatore. Ci sono tante cose positive nell’avere uno stadio di proprietà. Ho letto con grande soddisfazione quello che la signora Raggi dice della Roma e dice quando si riferisce ai proprietari, si sente un rispetto grande, ma non voglio dire molto di più”.

Cosa non è piaciuto contro il CSKA Sofia

“No assolutamente. E’ stata una partita, sarebbe facile dire che con il 5-1 siamo stati perfetti. Sarebbe troppo facile e non voglio andare in questa direzione, in ogni partita analizziamo quello che abbiamo fatto bene e i problemi. Possiamo fare meglio, non dico a livello risultato perché non me lo aspettavo così, ma nella qualità del gioco e nella prestazione difensiva. A inizio partita e a inizio secondo tempo loro hanno avuto momenti di controllo”.

Verona-Roma, problemi sulle fasce e con Mkhitaryan: le soluzioni di Mourinho

“Ho pensato a Tripi che andrà convocato con noi e se domani abbiamo qualche problema con questi giocatori che tu hai detto, Tripi ha fatto prestagione con noi, ha giocato tante partite con noi, ha imparato il nostro modo di pensare ed è un ragazzino intelligente che può giocare in ogni posizione difensiva. Non ha esperienza, ma ha un cuore super romanista e con intelligenza per poter giocare. Non penso al rientro né di Santon, né di altri giocatori che non sono con noi. Possiamo giocare a 3 o a 4, non lo abbiamo fatto ancora ma non posso dire che non lo faremo. E’ una situazione aperta, tante squadre in Serie A ci giocano e se in qualche partita pensiamo che sarà il modo migliore per vincere la partita lo potremo fare. Su Mkhitaryan e Vina è facile: hanno due piccoli problemi, piccoli, e con la qualità della gente che lavora nel dipartimento medico mi aspetto sempre delle cose positive. Sono ancora in aspettativa di poter avere i giocatori disponibili”.

Le situazioni di Mayoral e Villar. Il parere di Mou su Ibanez terzino

“Villar ha perso entusiasmo? Non capisco. La domanda su Villar non capisco. Non capisco. Perché la domanda? Perché l’anno scorso era, titolare giocava sempre e quest’anno non lo fa? Che ti posso rispondere? Paulo aveva una visione di calcio diversa dalla mia, aveva visioni diverse dalla mia, così come il prossimo allenatore della Roma le avrà dalla mia. Non c’è nessun problema con Villar. Magari il problema di Villar è che Cristante e Veretout stanno giocando molto bene. Non c’è nessun problema e parlare di titolare, non titolare, nel nostro modo di stare qui dentro non ha un senso molto profondo, perché come hai visto abbiamo cambiato tanti giocatori contro il CSKA Sofia perché ci fidiamo di tutti. Ibanez è ovvio che non è un terzino che può giocare alto, che può arrivare in posizione di cross. Può fare la posizione come un’emergenza, con una prospettiva più difensiva, ma non è e non sarà mai un terzino. Il problema di Mayoral? Che la Fifa dia il permesso di giocare in 12. Se la Fifa dice di giocare in 11 ne giocano 11. E’ un modo scherzoso per risponderti, perché non gli manca niente. E’ un bravo giocatore e un bravo ragazzo, lavora tantissimo. E’ vero che ha giocato solo 16 minuti, ma per come lavora è solo da ringraziarlo per il fantastico professionista che è. E’ un giocatore che mi piace più oggi rispetto a due mesi fa. Abraham e Shomurodov stanno molto bene, possiamo giocare con due attaccanti. Quando abbiamo deciso di giocare in due davanti è perché possiamo farlo, col Sassuolo anche lo abbiamo fatto. E non è possibile giocare in due davanti senza avere qualcuno in panchina. Mi piace molto per intelligenza, è freddo davanti alla porta. Però mi piace anche Shomurodov e Abraham, ma lui ovviamente vuole di più ma arriverà perché è un giocatore bravo e un professionista”.

Sugli esoneri dopo tre giornate di Semplici e Di Francesco

” Non mi piace parlare di cose di altri, sono loro che devono spiegare le loro decisioni. Io posso solo dire che mi dispiace molto per due colleghi esonerati così presto, ma il perché non è roba mia, non posso dire altro. Sono contento che Mazzarri torni, abbiamo allenato insieme in Italia e in Inghilterra, Tudor ha trovato una ottima opportunità per tornare ad allenare e sono contento per lui. Mi dispiace per Semplici e Di Francesco, spero possano tornare presto”.

Verona-Roma, la conferenza stampa di Mourinho: il suo staff

“No guarda, la verità è che come ho iniziato come allenatore 20 anni fa, oggi non c’è nessuno di quello staff tecnico. Però è anche verità che per tanti anni siamo stati gli stessi. Oggi quello che è da più tempo con me è , tutti gli altri li abbiamo cambiati per ragioni diverse: a volte opzioni a loro per possibilità diverse di carriera, a volte opzione mia di prendere persone con altre qualità che possono essere più adatte alle opzioni del club. Per esempio qui ho preso due preparatori, uno per la squadra e uno per lavorare sulle individualità, prevenzione e recupero. Dipende dall’organizzazione, ma credo che siamo uno staff molto bravo. Sono arrivato con 4, oggi siamo 14 o 16: qui c’è gente di qualità, pronta ad apprendere il modo di lavorare con me. Sono arrivato qui con una piccola Hyundai con 4 collaboratori, oggi andiamo con un pullman con il mio staff che è uno staff che un giorno sarà staff di qualcun altro che arriverà dopo di me. Per me è importante costruire una base di lavoro che un giorno possa essere quello del club. Lavoriamo molto, festeggiamo insieme e quando arriverà il momento negativo saremo insieme ancora di più. Mi piace lavorare non con gente giovane, perché non calcio l’età non significa tanto, ma che pensa, analizza, che siamo casa e ci chiamiamo a ogni ora per parlare a cose che abbiamo pensato. Mi piace gente che sta nel calcio con passione, che è ciò che succede con la gente che sta con me”.

Come si affronta l’Hellas

“Come si affronta una squadra che gioca con pressione a tutto campo? Abbiamo pensato a questa possibilità. Se è una rottura con il passato della squadra, magari difficile pensare che possa cambiare tutto in 4 giorni. La squadra comunque giocava in maniera simile, ma magari loro adesso andranno nella stessa direzione. E’ difficile giocare contro queste squadre, si è vista la difficoltà del Sassuolo co lTorino. Tutte le proposte sono valide e se sarà così sarà difficile, ma abbiamo lavorato un po’, non tanto, ieri e oggi pensando a questa possibilità Loro sono bravi anche in uscita, nelle situazioni dei terzini, hanno profondità, è una squadra che mi piace. Ha zero punti, ma poteva fare punti contro l’Inter o a Bologna, secondo me finirà in una posizione tranquilla di classifica”.

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Verona-Roma, le parole di Mourinho in conferenza stampa

VERONA ROMA CONFERENZA MOURINHO – Archiviata con un secco 5-1 contro il CSKA Sofia la prima giornata della fase a gironi di Conference League, la Roma si è già rituffata sul campionato con l’allenamento odierno alle 12. I giallorossi, reduci da tre vittorie su tre, affronteranno domani alle ore 18 il Verona del neo allenatore Igor Tudor. Josè Mourinho è intervenuto alle ore 15 in conferenza stampa per rispondere alle domande dei cronisti.

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Verona-Roma, la conferenza stampa di José Mourinho

C’è qualcuno che ha recepito la sua idea di calcio e qualcun altro no?
“No assolutamente. E’ stata una partita, sarebbe facile dire che con il 5-1 siamo stati perfetti. Sarebbe troppo facile e non voglio andare in questa direzione, in ogni partita analizziamo quello che abbiamo fatto bene e i problemi. Possiamo fare meglio, non dico a livello risultato perché non me lo aspettavo così, ma nella qualità del gioco e nella prestazione difensiva. A inizio partita e a inizio secondo tempo loro hanno avuto momenti di controllo.

Ansa: vuole dire qualcosa sulla questione stadio?
“Io sono l’allenatore e faccio quello che amo fare da anni. Non voglio essere niente di più che un allenatore, con un legame importante con la società, club, tifosi e la città ma sarò sempre l’allenatore. Ci sono tante cose positive nell’avere uno stadio di proprietà. Ho letto con grande soddisfazione quello che la signora Raggi dice della Roma e dice quando si riferisce ai proprietari, si sente un rispetto grande, ma non voglio dire molto di più”.

CorSport: ha detto di pregare ogni giorno per gli infortuni e oggi Vina e Mkhitaryan non sono al meglio. Le è piaciuto Ibanez a destra? Cosa succede a Villar? Sembra aver perso entusiasmo…
“E’ successo lo stesso prima di Sassuolo: non abbiamo parlato del Sassuolo, siamo qui da qualche minuto e non abbiamo parlato del Verona. Sembra che cerchiate cose che non c’entrano con una conferenza pre-partita. E’ pre-partita non post-partita, io pensavo più di parlare sulla prossima partita e meno di questo. Non so molto bene come rispondere. Su Mkhitaryan e Vina è facile: hanno due piccoli problemi, piccoli, e con la qualità della gente che lavora nel dipartimento medico mi aspetto sempre delle cose positive. Sono ancora in aspettativa di poter avere i giocatori disponibili. La domanda su Villar non capisco. Non capisco. Perché la domanda? Perché l’anno scorso era, titolare giocava sempre e quest’anno non lo fa? Che ti posso rispondere? Paulo aveva una visione di calcio diversa dalla mia, aveva visioni diverse dalla mia, così come il prossimo allenatore della Roma le avrà dalla mia. Non c’è nessun problema con Villar. Magari il problema di Villar è che Cristante e Veretout stanno giocando molto bene. Non c’è nessun problema e parlare di titolare, non titolare, nel nostro modo di stare qui dentro non ha un senso molto profondo, perché come hai visto abbiamo cambiato tanti giocatori contro il CSKA Sofia perché ci fidiamo di tutti. Ibanez è ovvio che non è un terzino che può giocare alto, che può arrivare in posizione di cross. Può fare la posizione come un’emergenza, con una prospettiva più difensiva, ma non è e non sarà mai un terzino”.

Gazzetta dello Sport: i presidenti danno poco tempo agli allenatori, visti gli esoneri di Semplici e Di Francesco?
“Non mi piace parlare di cose di altri, sono loro che devono spiegare le loro decisioni. Io posso solo dire che mi dispiace molto per due colleghi esonerati così presto, ma il perché non è roba mia, non posso dire altro. Sono contento che Mazzarri torni, abbiamo allenato insieme in Italia e in Inghilterra, Tudor ha trovato una ottima opportunità per tornare ad allenare e sono contento per lui. Mi dispiace per Semplici e Di Francesco, spero possano tornare presto”.

Il Romanista: volevo chiederle qualcosa sul suo staff perché mi è sembrato che un gol sia nato in panchina, mi riferisco al calcio di punizione. Può essere un segreto del suo successo? Cioè avere uno staff e collaboratori stimolanti e che sono sempre più aggiornati…
“No guarda, la verità è che come ho iniziato come allenatore 20 anni fa, oggi non c’è nessuno di quello staff tecnico. Però è anche verità che per tanti anni siamo stati gli stessi. Oggi quello che è da più tempo con me è , tutti gli altri li abbiamo cambiati per ragioni diverse: a volte opzioni a loro per possibilità diverse di carriera, a volte opzione mia di prendere persone con altre qualità che possono essere più adatte alle opzioni del club. Per esempio qui ho preso due preparatori, uno per la squadra e uno per lavorare sulle individualità, prevenzione e recupero. Dipende dall’organizzazione, ma credo che siamo uno staff molto bravo. Sono arrivato con 4, oggi siamo 14 o 16: qui c’è gente di qualità, pronta ad apprendere il modo di lavorare con me. Sono arrivato qui con una piccola Hyundai con 4 collaboratori, oggi andiamo con un pullman con il mio staff che è uno staff che un giorno sarà staff di qualcun altro che arriverà dopo di me. Per me è importante costruire una base di lavoro che un giorno possa essere quello del club. Lavoriamo molto, festeggiamo insieme e quando arriverà il momento negativo saremo insieme ancora di più. Mi piace lavorare non con gente giovane, perché non calcio l’età non significa tanto, ma che pensa, analizza, che siamo casa e ci chiamiamo a ogni ora per parlare a cose che abbiamo pensato. Mi piace gente che sta nel calcio con passione, che è ciò che succede con la gente che sta con me”.

Il Tempo: Vina non sta bene e Calafiori è uscito con i crampi. Ha mai pensato, vista la situazione infortuni, ad adottare una difesa a 3? Ha mai preso in considerazione il reintegro di Santon?
“No. Ho pensato a Tripi che andrà convocato con noi e se domani abbiamo qualche problema con questi giocatori che tu hai detto, Tripi ha fatto prestagione con noi, ha giocato tante partite con noi, ha imparato il nostro modo di pensare ed è un ragazzino intelligente che può giocare in ogni posizione difensiva. Non ha esperienza, ma ha un cuore super romanista e con intelligenza per poter giocare. Non penso al rientro né di Santon, né di altri giocatori che non sono con noi. Possiamo giocare a 3 o a 4, non lo abbiamo fatto ancora ma non posso dire che non lo faremo. E’ una situazione aperta, tante squadre in Serie A ci giocano e se in qualche partita pensiamo che sarà il modo migliore per vincere la partita lo potremo fare”.

Mayoral ha giocato solo 16 minuti: cosa gli manca?
“Gli manca che la Fifa dia il permesso di giocare in 12. Se la Fifa dice di giocare in 11 ne giocano 11. E’ un modo scherzoso per risponderti, perché non gli manca niente. E’ un bravo giocatore e un bravo ragazzo, lavora tantissimo. E’ vero che ha giocato solo 16 minuti, ma per come lavora è solo da ringraziarlo per il fantastico professionista che è. E’ un giocatore che mi piace più oggi rispetto a due mesi fa. Abraham e Shomurodov stanno molto bene, possiamo giocare con due attaccanti. Quando abbiamo deciso di giocare in due davanti è perché possiamo farlo, col Sassuolo anche lo abbiamo fatto. E non è possibile giocare in due davanti senza avere qualcuno in panchina. Mi piace molto per intelligenza, è freddo davanti alla porta. Però mi piace anche Shomurodov e Abraham, ma lui ovviamente vuole di più ma arriverà perché è un giocatore bravo e un professionista”.

Come si affrontano squadre che ti prendono a tutto campo?
“Abbiamo pensato a questa possibilità. Se è una rottura con il passato della squadra, magari difficile pensare che possa cambiare tutto in 4 giorni. La squadra comunque giocava in maniera simile, ma magari loro adesso andranno nella stessa direzione. E’ difficile giocare contro queste squadre, si è vista la difficoltà del Sassuolo co lTorino. Tutte le proposte sono valide e se sarà così sarà difficile, ma abbiamo lavorato un po’, non tanto, ieri e oggi pensando a questa possibilità Loro sono bravi anche in uscita, nelle situazioni dei terzini, hanno profondità, è una squadra che mi piace. Ha zero punti, ma poteva fare punti contro l’Inter o a Bologna, secondo me finirà in una posizione tranquilla di classifica”.

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Cska Sofia, Mladenov: “Mourinho ha tanti giocatori a disposizione, noi siamo in difficoltà”

CSKA SOFIA MLADENOV – Stojčo Mladenov, allenatore del CSKA Sofia prossimo avversario della Roma nella prima giornata del girone di Conference League, ha partecipato alla consueta conferenza stampa prepartita in scena all’Olimpico, alla vigilia della gara di domani sera contro i giallorossi. Queste le sue parole.

La conferenza stampa di Mladenov

Sui molti giocatori assenti per la gara di domani
È difficile, ma abbiamo dei giocatori che possono sostituire chi manca. Ci teniamo a realizzare le nostre idee a tutti i costi.

Su Mourinho
Lui ha tanti giocatori a disposizione, mentre noi abbiamo grandi problemi. Proverò a indovinare la formazione della Roma in qualche modo basandomi sulle ultime partite.

Il traguardo della Conference League
Sì, bello tutto quello che abbiamo fatto finora, ma giochiamo per tenere alto il nome del Cska. Dobbiamo giocare al massimo e sfruttare questa chance.

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El Shaarawy: “Sono esperto e capisco che devo competere con grandi calciatori”

EL SHAARAWY CSKA SOFIA – Dopo la conferenza stampa di Josè Mourinho, è arrivato ai microfoni dei cronisti Stephan El Shaarawy. ll numero 92 ha parlato in vista del match della Roma contro il CSKA Sofia di domani sera alle ore 21 allo Stadio Olimpico per la prima giornata di Conference League. Ecco le sue parole:

Le parole di El Shaarawy

Dopo questo magico gol come lo ha definito Mourinho, come ci si cala nella nuova veste come un giocatore che deve recuperare posizioni?
“Non la vivo con la pressione. Ho tanti anni d’esperienza in Serie A e capisco le esigenze del mister e che per competere in alto servono tanti giocatori. Bisogna accettare le decisioni del mister. Come ho detto anche dopo la partita, l’attesa vale il prezzo e il gol che ho fatto è stata una cosa molto importante per me e quindi bisogna saper anche aspettare e farsi trovare pronti”

Sei tornato a Roma ma un infortunio ti ha un po’ rallentato. Immagino che la Nazionale è un tuo obiettivo, tornassi indietro torneresti in Cina?
“Per me la Cina è un capitolo chiuso. Sono riuscito a tornare a Roma e per questo ringrazio il presidente e il direttore sportivo. Voglio riconquistare anche la Nazionale.

Quali sono le differenze tra la Roma che hai lasciato e quella che hai ritrovato?
“Ho trovato una Roma molto forte a livello di qualità. Nel finale di stagione ci siamo persi ma quest anno siamo ripartiti con un progetto tra giocatori giovani e di esperienza. Abbiamo un allenatore con grande qualità ed esperienza. C’è molta aspettativa ma non ci deve caricare di tanta tensione. L’entusiasmo va alimentato e tenuto alto.”

In attacco ha detto Mourinho che ci sono le alternative. Quanta competizione c’è?
“La competitività ci deve essere ma non spaventare per una squadra forte. L’obiettivo di ognuno di noi deve essere quello di farsi trovare sempre pronti. Siamo partiti bene e forte ma dobbiamo mantenere alta l’asticella. I momenti difficili arriveranno e dovremo reagire nel modo giusto.”

Come cambia il modo di giocare con Abraham rispetto a Dzeko?
“Lui è molto giovane ma si è ambientato molto bene. Accolto nella maniera giusta si è integrato bene. Ha molta tecnica, ama la profondità. Nel nostro sistema di gioco può darci una grande mano”.

Più difficile trovare la forma atletica o psicologica dopo la Cina?
“Questa è stata la mia prima preparazione dopo tre anni. Sicuramente è stato più difficile tornare sul livello atletico che mentale. Abbiamo fatto una preparazione idonea ed ora mi sento molto bene”.

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El Shaarawy: “Sono esperto e capisco che devo competere con grandi calciatori”

EL SHAARAWY CSKA SOFIA – Dopo la conferenza stampa di Josè Mourinho, è arrivato ai microfoni dei cronisti Stephan El Shaarawy. ll numero 92 ha parlato in vista del match della Roma contro il CSKA Sofia di domani sera alle ore 21 allo Stadio Olimpico per la prima giornata di Conference League. Ecco le sue parole:

Le parole di El Shaarawy

Dopo questo magico gol come lo ha definito Mourinho, come ci si cala nella nuova veste come un giocatore che deve recuperare posizioni?
“Non la vivo con la pressione. Ho tanti anni d’esperienza in Serie A e capisco le esigenze del mister e che per competere in alto servono tanti giocatori. Bisogna accettare le decisioni del mister. Come ho detto anche dopo la partita, l’attesa vale il prezzo e il gol che ho fatto è stata una cosa molto importante per me e quindi bisogna saper anche aspettare e farsi trovare pronti”

Sei tornato a Roma ma un infortunio ti ha un po’ rallentato. Immagino che la Nazionale è un tuo obiettivo, tornassi indietro torneresti in Cina?
“Per me la Cina è un capitolo chiuso. Sono riuscito a tornare a Roma e per questo ringrazio il presidente e il direttore sportivo. Voglio riconquistare anche la Nazionale.

Quali sono le differenze tra la Roma che hai lasciato e quella che hai ritrovato?
“Ho trovato una Roma molto forte a livello di qualità. Nel finale di stagione ci siamo persi ma quest anno siamo ripartiti con un progetto tra giocatori giovani e di esperienza. Abbiamo un allenatore con grande qualità ed esperienza. C’è molta aspettativa ma non ci deve caricare di tanta tensione. L’entusiasmo va alimentato e tenuto alto.”

In attacco ha detto Mourinho che ci sono le alternative. Quanta competizione c’è?
“La competitività ci deve essere ma non spaventare per una squadra forte. L’obiettivo di ognuno di noi deve essere quello di farsi trovare sempre pronti. Siamo partiti bene e forte ma dobbiamo mantenere alta l’asticella. I momenti difficili arriveranno e dovremo reagire nel modo giusto.”

Come cambia il modo di giocare con Abraham rispetto a Dzeko?
“Lui è molto giovane ma si è ambientato molto bene. Accolto nella maniera giusta si è integrato bene. Ha molta tecnica, ama la profondità. Nel nostro sistema di gioco può darci una grande mano”.

Più difficile trovare la forma atletica o psicologica dopo la Cina?
“Questa è stata la mia prima preparazione dopo tre anni. Sicuramente è stato più difficile tornare sul livello atletico che mentale. Abbiamo fatto una preparazione idonea ed ora mi sento molto bene”.

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ROMA CSKA SOFIA MOURINHO – Alle ore 13.00, la consueta conferenza stampa di mister José Mourinho e del calciatore Stephan El Shaarawy, alla vigilia del match di Conference League, in scena all’Olimpico alle 21, contro il Cska Sofia. Dopo l’allenamento di rifinitura effettuato in mattinata, lo Special One e il numero 92 giallorosso risponderanno alle domande dei cronisti presenti.

Le parole di Josè Mourinho

Siamo a 30000 biglietti venduti. Come si fa a mantenere alta la tensione?
“Cinque vittorie non sono 50. Non c’è ragione per essere fuori testa ed essere ultra-positivo. Difficile parlare con voi quando parlano dietro perchè parlo tanto. Risultati positivi aiutano il processo per migliorare la squadra. I tifosi sono felici ma devono essere equilibrati come noi. Devono capire che stiamo lavorando solo da due mesi e questo è un processo. Si sente l’evoluzione a tutti i livelli ma dobbiamo rimanere tranquilli. Lo Stadio è sempre pieno e questo è bello e può spingere le autorità a capire che c’è una voglia tremenda di tutti i tifosi di tornare alla normalità. Quella si raggiunge solo con lo stadio pieno. Mantenere l’ambizione e la voglia è una caratteristica che noi vogliamo mantenere. Dico sempre ai giocatori che quello meno di 100% non è niente. Contro il Sassuolo il risultato poteva essere 2-1 per loro ma nostro spirito e ambizione non è negoziabile. Siamo in costruzione. Farò cambi nella squadra rispetto a quella che ha giocato l’ultima partita. L’importante è mantenere una struttura perchè è importante un risultato positivo. Vogliamo finire il girone e qualificarci. Se possiamo vincere meglio.”

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Domani gioca Zaniolo o Carles Perez?
“I calciatori non lo sanno e quindi non lo posso dire. I calciatori non sanno ancora chi ci sarà. Per Nicolò serve equilibrio. Sta bene e l’infortunio è il passato. Se un giocatore va in Nazionale e non gioca di solito torna con condizioni fisiche peggiori di quelle che aveva prima. Lui ha giocato più o meno 70 minuti, ha recuperato e può giocare. Non voglio parlare delle sue condizioni in ogni conferenza stampa però. Importante dimenticare l’infortunio. Deve vivere il futuro”

Hanno giocato solo 13 giocatori. Come si può tenere sulla corda i giocatori che si sentono trascurati? Sente il peso di poter essere il primo a vincere tutti i trofei europei?
“I giocatori sono intelligenti, guardano a noi e capiscono solo dal modo in cui parliamo e li guardiamo. Stephan capisce che per me è un titolare e un giocatore importante. Iniziare la partita o entrare in panchina cambia. Io non ho mai avuto una sqaudra che inizia la stagione e finisce con la sessa formazione. Una stagione è tortuosa. Con i calciatori è così, devono capire che senza di loro siamo morti. Stephan ha esperienza e capisce che è importante per me. Le sue caratteristiche mi piacciono tanto. Il suo talento era lì ma la forma e l’intensità l’aveva persa tra infortunio e Cina. Lui ora è in crescita come se fosse un bambino. Prima del match contro il Sassuolo abbiamo parlato e gli avevo detto che domani giocherà titolare. Per me è un titolare anche se ha iniziato in panchina. Loro sono più responsabili di me per uno spogliatoio unito. La gente sa che deve rispettare le scelte dell’allenatore, io sento che la mia missione come leader perchè è un bel gruppo. Sulla Conference, come assistente ho anche vinto la Coppa delle Coppe che non esiste più con il Barcellona nel 1997. Quello che penso è che mi piacerebbe vincere non essere l’unico nella storia a farlo. Posso dire che siamo lontanissimi dal vincere questa competizione ma ci proveremo. Questa è solo la prima del girone, non voglio essere bugiardo e quindi dico che mi interessa. Il primo passo sarà vincere il girone. Nessun giocatore sarà a casa o in vacanza. Saremo tutti li e convocati perchè è un progetto collettivo. Se qualcuno andrà in panchina è così, deve vincere la squadra domani.”

Negli ultimi anni la Roma non ha fatto bene in campionato mentre in coppa si arrivando in semifinale con il Manchester. Ci sono squadre dove i giocatori rendono meglio in partite singole oppure è un caso?
“Facile da dire che loro hanno fatto molto bene in Europa League. Sconfitta con il Manchester United è stata pesante, ma loro hanno un potere diverso e la Roma è arrivata lì in un momento difficile. Se questa squadra è più adatta alle eliminatorie non lo so. Il campionato è molto più importante che la Conference League però la squadra deve avere la mentalità che la prossima partita è quella più importante. Ho fatto sempre così anche in Inghilterra con quattro competizioni. Ho sempre fatto così. Voglio una squadra pronta per tutte le competizioni. Non è un problema da dire ma domani gioca Calafiori e non Vina. Normale che devo fare questo tipo di cambio. Non devo pensare al campionato ma solo a domani.”

Si aspettava 200 persone fuori dal ristorante?
“No. Quello è bello anche per i calciatori che arrivano in Italia per la prima volta. Fondamentale capire dove sono e per questo ringrazio i tifosi. Continuo a dire che questa empatia creata con i tifosi è molto importante. dobbiamo avere esperienza e capire che dobbiamo migliorare tanto. Oggi abbiamo fatto riunione dopo il match con il Sassuolo trovando gli errori e le cose migliorate rispetto all’inizio. Se i tifosi sono contenti, questo per noi è un plus. Sono convinto che anche senza quel gol magico di Stephan, che la partita non finirebbe in modo epico ma che la gente sarebbe andata a casa con la squadra unita che dà tutto sul campo. Per questo possiamo ringraziare solo i tifosi.”

Volevo sapere come stanno i quattro centrali difensivi
“Sono quattro e questo è un numero giusto. Cinque sono troppi. Questo è un numero giusto. Se io cambio sempre uno di voi (giornalisti) dirà che siete difensori per giocare sempre gli stessi due. Quello che posso dire è che sono contento con i quattro che abbiamo e che hanno punti forti e caratteristiche diverse. Sono contento con loro. Se mi chiedi se li cambio tutti e due la risposta è no.”

Avete iniziato molto bene ma cosa chiede per migliorare ai suoi uomini? Come vede la partita di domani?
“Non siamo la squadra perfetta. Dobbiamo lavorare molto anche se abbiamo vinto tutte e cinque le partite. Dobbiamo proseguire con il lavoro tutti i giorni. Siamo una squadra che conosce tutti i suoi problemi e umile. Per la partita di domani, non sarà come quella con il Trabzonspor, ci sono sei partite e si possono perdere punti e qualificarci. L’obiettivo è il primo posto. La Roma nel recente passato con questa squadra ha sia vinto che perso”.

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Roma-Cska Sofia, tra pochi minuti Mourinho ed El Shaarawy in conferenza

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