Superlega, come cambierebbe la classifica della Serie A: Roma e Lazio in Champions. Sassuolo e Verona in Europa League

SUPERLEGA SERIE A – La Superlega può diventare realtà. E’ la notizia del momento: 12 squadre sono pronte a separarsi dal format classico delle competizioni europee per competere in un nuovo torneo, a partire già dalla prossima stagione. Ecco come cambierebbe la classifica della Serie A, tenendo conto delle adesioni alla Superlega di Juventus, Inter e Milan.

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Come cambia la classifica in Serie A

Con le tre big del calcio italiano out dalla Champions, il loro posto sarebbe preso da Napoli, Atalanta, Roma e Lazio. In Europa League invece andrebbero Sassuolo e Verona, attualmente all’ottavo e nono posto. A giocare la Conference League, a cui è ‘condannata’ la Roma allo stato attuale, sarebbe invece la Sampdoria, decima in campionato.

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Taibi: “La Roma ha le carte in regola per battere il Manchester United”

ROMA MANCHESTER UNITED TAIBI – Massimo Taibi, ex portiere del Manchester United ha parlato al sito ufficiale della squadra giallorossa sia del suo passato che del suo attuale ruolo di ds della Reggina della quale ha anche difeso i pali per molti anni:

Un passo indietro, prima. Torino fu la penultima fermata della sua lunga carriera terminata quasi alla soglia dei 40 anni.  
“Arrivai a Torino a 35 anni, nel 2005, nella prima stagione di Cairo presidente. Per me questa tappa rappresentò un finale di carriera importante. Fu una bella cavalcata, andammo in Serie A attraverso lo spareggio con il Mantova. Restai anche l’anno successivo in Serie A come vice Abbiati. Resta una grande esperienza per me. E poi il popolo granata è unico. Quando fai parte di quella società senti la gloria e la storia di quella maglia e solo vivendolo da dentro lo si può capire”.

Ha vissuto anche un altro ambiente altrettanto caloroso, quello di Old Trafford.
“A Manchester ero più giovane. Andai nel 1999. Era una grande opportunità per la mia carriera, nonostante in precedenza avessi giocato anche nel Milan. Ma non era cosa di tutti i giorni, soprattutto all’epoca, che un portiere andasse a giocare in Premier League, in un club così prestigioso, che aveva vinto la Champions nella stagione precedente. Ma durò poco e non andò bene”.

Cosa non funzionò?
“Lo dico chiaramente, non ci stavo con la testa in quel momento della mia vita e questo fatto si vide anche nelle poche partite che giocai”.

Per quale motivo, se è possibile sapere.
“Un fatto personale gravissimo legato alla mia ex moglie. Decisi così che sarebbe stato meglio tornare subito in Italia e nel mercato di gennaio andai alla Reggina, contribuendo alla salvezza nella seconda parte del campionato. Per fortuna in quel frangente nacque anche il mio rapporto con Reggio Calabria, che dura anche oggi”.

Lei, appunto, è ds della Reggina. Qual è il suo metodo da dirigente sportivo e operativo?
“Ho uno stretto collaboratore, Matteo Patti. E poi mi avvalgo di una rete personale di osservatori in Italia, per avere indicazioni su qualche giovane interessante nelle serie minori o nelle primavere. Poi mi muovo io tra Lega Pro e altri canali, oltre che monitorare di continuo la piattaforma digitale Wyscout dove si possono guardare i campionati di tutto il mondo”.

Da osservatore come la immagina la prossima semifinale di Europa League, Manchester United-Roma?
“Per la squadra si tratta già di un grandissimo successo, un grande traguardo. Il Manchester United sulla carta ha qualcosa in più, ma in un turno a eliminazione diretta, in un doppio confronto, può succedere di tutto. Arrivati a questo punto della competizione, su andata e ritorno le partite diventano particolari. Il fatto che non ci sia il pubblico, soprattutto all’Old Trafford, può essere un piccolo vantaggio iniziale per la Roma. Ci sono buone possibilità, ovviamente contro una squadra forte. Ma non dispererei. Anzi… E mi faccia aggiungere una cosa…”.

Prego.
“Non lo conosco personalmente, ma ritengo che Fonseca sia un grande allenatore. Sta facendo un lavoro importantissimo. Lavorare a Roma non è semplice. E lui ha creato una buona squadra. Un mix tra elementi giovani ed altri meno. La squadra non è da primissimi posti in campionato, ma sta facendo benissimo in Europea League, giocandosi le sue possibilità per vincere una coppa così importante. Non mi sembra poco”.

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La conferenza di Fonseca pre Torino-Roma

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Taibi: “La Roma ha le carte in regola per battere il Manchester United”

ROMA MANCHESTER UNITED TAIBI – Massimo Taibi, ex portiere del Manchester United ha parlato al sito ufficiale della squadra giallorossa sia del suo passato che del suo attuale ruolo di ds della Reggina della quale ha anche difeso i pali per molti anni:

Un passo indietro, prima. Torino fu la penultima fermata della sua lunga carriera terminata quasi alla soglia dei 40 anni.  
“Arrivai a Torino a 35 anni, nel 2005, nella prima stagione di Cairo presidente. Per me questa tappa rappresentò un finale di carriera importante. Fu una bella cavalcata, andammo in Serie A attraverso lo spareggio con il Mantova. Restai anche l’anno successivo in Serie A come vice Abbiati. Resta una grande esperienza per me. E poi il popolo granata è unico. Quando fai parte di quella società senti la gloria e la storia di quella maglia e solo vivendolo da dentro lo si può capire”.

Ha vissuto anche un altro ambiente altrettanto caloroso, quello di Old Trafford.
“A Manchester ero più giovane. Andai nel 1999. Era una grande opportunità per la mia carriera, nonostante in precedenza avessi giocato anche nel Milan. Ma non era cosa di tutti i giorni, soprattutto all’epoca, che un portiere andasse a giocare in Premier League, in un club così prestigioso, che aveva vinto la Champions nella stagione precedente. Ma durò poco e non andò bene”.

Cosa non funzionò?
“Lo dico chiaramente, non ci stavo con la testa in quel momento della mia vita e questo fatto si vide anche nelle poche partite che giocai”.

Per quale motivo, se è possibile sapere.
“Un fatto personale gravissimo legato alla mia ex moglie. Decisi così che sarebbe stato meglio tornare subito in Italia e nel mercato di gennaio andai alla Reggina, contribuendo alla salvezza nella seconda parte del campionato. Per fortuna in quel frangente nacque anche il mio rapporto con Reggio Calabria, che dura anche oggi”.

Lei, appunto, è ds della Reggina. Qual è il suo metodo da dirigente sportivo e operativo?
“Ho uno stretto collaboratore, Matteo Patti. E poi mi avvalgo di una rete personale di osservatori in Italia, per avere indicazioni su qualche giovane interessante nelle serie minori o nelle primavere. Poi mi muovo io tra Lega Pro e altri canali, oltre che monitorare di continuo la piattaforma digitale Wyscout dove si possono guardare i campionati di tutto il mondo”.

Da osservatore come la immagina la prossima semifinale di Europa League, Manchester United-Roma?
“Per la squadra si tratta già di un grandissimo successo, un grande traguardo. Il Manchester United sulla carta ha qualcosa in più, ma in un turno a eliminazione diretta, in un doppio confronto, può succedere di tutto. Arrivati a questo punto della competizione, su andata e ritorno le partite diventano particolari. Il fatto che non ci sia il pubblico, soprattutto all’Old Trafford, può essere un piccolo vantaggio iniziale per la Roma. Ci sono buone possibilità, ovviamente contro una squadra forte. Ma non dispererei. Anzi… E mi faccia aggiungere una cosa…”.

Prego.
“Non lo conosco personalmente, ma ritengo che Fonseca sia un grande allenatore. Sta facendo un lavoro importantissimo. Lavorare a Roma non è semplice. E lui ha creato una buona squadra. Un mix tra elementi giovani ed altri meno. La squadra non è da primissimi posti in campionato, ma sta facendo benissimo in Europea League, giocandosi le sue possibilità per vincere una coppa così importante. Non mi sembra poco”.

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Boniek: “Lo United non è imbattibile, tornerei a Roma per fare il dirigente”

BONIEK ROMA EUROPA LEAGUE – Il presidente della federcalcio polacca ed ex giocatore della Roma Zibì Boniek, intervenendo nella trasmissione “Campioni del Mondo” su Rai Radio2, ha parlato del prossimo confronto in Europa League della squadra giallorossa: “Il Manchester United è una squadra forte però non mi sembra nettamente migliore della Roma. Se i giocatori di Fonseca stanno bene si gioca alla pari. Fondamentale sarà la prima gara fuori casa”. L’ex centrocampista spera di trovare la squadra poi nella finale che si giocherà a Danzica dove ci saranno tifosi: “Una certezza che ci saranno anche se non è ufficiale. Tra due settimane lo diventerà”. Parole al miele anche per il tecnico portoghese Paulo Fonseca: “Un buon allenatore, non è facile gestire tutto questo. Lo reputo un buon tecnico così come Gattuso.” Sta per termiare la sua presidenza, Boniek ha ammesso che sarebbe contento di entrare nella dirigenza della Roma: “Non mi sto proponendo ma sarei disponibile”.

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Veretout festeggia il passaggio del turno in Europa League con una torta speciale (FOTO)

VERETOUT TORTA EUROPA LEAGUE – Pareggiando 1-1 in casa contro l’Ajax, la Roma ha conquistato l’accesso alle semifinali di Europa League. Fondamentale è stata la vittoria ottenuta in rimonta per 2-1 alla Amsterdam Arena. Il giallorosso Jordan Veretout ha festeggiato l’importante traguardo raggiunto con i compagni di squadra con una torta speciale. La pasticceria Zero Caffe’s ha regalato al centrocampista un dolce celebrativo, di colore bianco, rosso e giallo e decorato con una foto del giocatore insieme a Dzeko e Pellegrini e con un’immagine che presenta la prossima sfida contro lo United.

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VERETOUT TORTA EUROPA LEAGUE – Pareggiando 1-1 in casa contro l’Ajax, la Roma ha conquistato l’accesso alle semifinali di Europa League. Fondamentale è stata la vittoria ottenuta in rimonta per 2-1 alla Amsterdam Arena. Il giallorosso Jordan Veretout ha festeggiato l’importante traguardo raggiunto con i compagni di squadra con una torta speciale. La pasticceria Zero Caffe’s ha regalato al centrocampista un dolce celebrativo, di colore bianco, rosso e giallo e decorato con una foto del giocatore insieme a Dzeko e Pellegrini e con un’immagine che presenta la prossima sfida contro lo United.

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Europa League, Dzeko inserito nella formazione della settimana

EUROPA LEAGUE ROMA DZEKO – Non poteva mancare Edin Dzeko nella formazione ideale dell’Uefa dopo le gare di ritorno dei quarti di Europa League. L’attaccante della Roma, autore del gol del pareggio ieri contro l’Ajax, è l’unico giallorosso presente nella Top 11 dominata da Manchester United con quattro calciatori (de Gea, Wan-Bissaka, Tuanzebe, Telles) e Arsenal con cinque (Chambers, Pepé, Smith Rowe, Saka e Lacazette). In attacco il bosniaco è insieme a Gerard Moreno del Villareal e con Lacazette.

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Settima semifinale europea della storia giallorossa: i precedenti

ROMA AJAX EUROPA LEAGUE SEMIFINALE – La Roma batte l’Ajax nel doppio confronto e si regala il Manchester United. Ultimo, gigante, ostacolo per la finale di Danzica. All’Olimpico i fantasmi si palesano quando Brobbey, appena entrato, fa 1-0 e ai lancieri basterebbe un solo gol. Gol che arriva, ma Taylor giustamente annulla e fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i giallorossi. Poi l’1-1 di Dzeko, che regala alla Roma la settima semifinale europea della sua storia.

Ecco i sei precedenti

Come riporta Il Corriere della Sera, il bilancio dei precedenti è in parità. Tre qualificazioni, Coppa delle Fiere 1960-61, 6-0 all’Hibernian nello spareggio, Coppa Campioni 1983-84, 0-2 e 3-0 col Dundee United, Coppa Uefa 1990-91, 0-0 e 2-1 col Broendby. E tre eliminazioni, Coppa delle Fiere 1962-63, 0-3 e 1-0 col Valencia, Coppa delle Coppe 1969-70, fuori per sorteggio dopo tre pareggi col Gornik Zabrze, Champions League 2017-18, 2-5 e 4-2 col Liverpool. Contro il Manchester United la Roma ha giocato 6 volte, tutte in Champions, nel giro di un anno, tra l’aprile 2007 e l’aprile 2008: una vittoria, un pari e 4 ko. In questa edizione di Europa League la squadra di Fonseca ha ottenuto 9 vittorie: ne manca solo una per battere il record giallorosso stabilito nella Coppa Uefa 1990-91.

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United, Solskjaer: “Che sfida contro la Roma. Li conosco poco ma sono un club storico”

MANCHESTER UNITED SOLSKJAER – L’allenatore del Manchester United, Ole Gunnar Solskjaer, commenta così l’accoppiamento contro la Roma nella semifinale di Europa League dopo che i giallorossi hanno eliminato l’Ajax.

Solskjaer a BT Sport nel post partita di Manchester United-Granada

“Non ho visto molto della Roma. Sapevo che hanno giocato due belle partite contro l’Ajax. Difendono bene, come fanno sempre le squadre italiane. Conosciamo tutti Edin Dzeko, quindi ogni pallone che entra in area è pericoloso. Conosciamo bene Smalling e Mkhitaryan, sarà una sfida all’altezza della semifinale. Non vediamo l’ora. Siamo in semifinale. Sarà una sfida equilibrata perché la Roma è un club con una tradizione storica. Abbiamo già fatto bene contro squadre italiane in passato. Ci stiamo addentrando nella speranza di arrivare in finale. Se riusciamo a concludere la stagione con un trofeo, sarebbe fantastico”.

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La Roma tra le nobili d’Europa, unico orgoglio italiano sul palcoscenico internazionale

SEMIFINALE ROMA EUROPA LEAGUE – Lotta, soffre, si difende, a volte anche male, e la spunta nel doppio confronto con l’Ajax. La Roma torna a vivere e a far vivere ai suoi tifosi una notte da brividi. Brividi di emozione per una semifinale di Europa League meritata quanto inaspettata. Il palcoscenico internazionale in questa stagione ha dato ai giallorossi quello che il campionato ha tolto, almeno per quanto raccolto nel girone di ritorno.

Roma in semifinale di Europa League

Paulo Fonseca, alla sua prima semifinale europea in carriera, si prende la sua soddisfazione personale e fuori dai confini tricolori si dimostra tecnico lucido e vincente (12 successi su 14 partite, sempre in gol nelle ultime 10 gare). Se per la società Roma si tratta della seconda semifinale in 4 anni dopo quella pazza e storica ottenuta eliminando il Barcellona, i nuovi patron della società, i Friedkin, sono alla loro prima assoluta. Dopo soli 8 mesi dal loro arrivo si ritrovano seduti nel salotto buono d’Europa accanto a Manchester United (prossima avversaria dei giallorossi), Arsenal e Villareal. Non ditelo a James Pallotta che per vedere giocare la sua Roma in una semifinale di Champions League ha dovuto aspettare 6 anni.

Dzeko porta il testimone delle semifinali

Il “pasionario” della gestione Fonseca, ironia della sorte, è il finalizzatore che lo porterà al suo traguardo più alto in un torneo internazionale. Edin Dzeko trova la rete decisiva dell’1-1 con il suo unico tiro in porta della partita. Ed è lui stesso ad ammettere di avere i giri contati in quanto a corsa, ma ci tiene a sottolineare che nelle notti magiche di Coppa, l’esperienza ha il suo peso. D’altronde qualcosa vorrà pur dire se il bosniaco è l’unico testimone delle due semifinali giocate dalla Roma negli ultimi 4 anni. Quindi, messaggio imbustato e spedito al mister con il quale il rapporto altalenante non ha mai toccato vette elevatissime. Bomber Dzeko prenota il biglietto aereo per il 29 aprile dove all’Old Trafford ritroverà tanti volti conosciuti durante la sua esperienza al City.

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Roma in semifinale, unico orgoglio italiano

La Roma è l’unica italiana rimasta in corsa nelle coppe. A Pellegrini e compagni toccherà tenere alti i colori del tricolore in Europa che, nell’ordine, in questa stagione ha perso l’Inter (uscita ai gironi di Champions League), la Juventus, l’Atalanta e la Lazio (fuori tutte e tre agli ottavi di Champions), il Napoli e il Milan eliminati rispettivamente ai sedicesimi e agli ottavi di Europa League. Un bel parterre de roi da una trentina di trofei continentali, contro la Coppa delle Fiere conservata nella bacheca di Trigoria. Un vanto per i tifosi giallorossi che certamente avrebbero fatto valere già nella serata con l’Ajax e poi nel doppio confronto delle semifinali. E’ mancata e mancherà come l’aria la spinta dei sostenitori allo stadio e il coprifuoco delle 22 ha tolto loro anche lo sfogo dello strombazzare di clacson impazziti di sana gioia romanista che immaginiamo ci sarebbe stata anche questa notte.

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GSpin

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