Mourinho pronto a rivoluzionare la Roma: molti titolari rischiano il posto

ROMA MOURINHO RIVOLUZIONE – Josè Mourinho sta riflettendo sul rendimento della Roma e sta valutando i cambiamenti che può effettuare per la sua squadra. Come riporta il Corriere dello Sport, qualche titolare può già scendere nelle gerarchie con gli arrivi di Maitland-Niles e Oliveira con la possibilità che nella prossima stagione più di qualche titolare possa perdere il posto. I primi ad aver deluso sono i difensori centrali con Mancini e Ibanez che sono fedelissimi dello Special One ma che con il ritorno a 4 potrebbero perdere la titolarità, soprattutto per il brasiliano. Un altro calciatore che non convince Mourinho è Kumbulla che potrebbe lasciare la Capitale a fine stagione.

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Giudice Sportivo, un turno di stop per Karsdorp e Mancini. Multa di 25 mila euro alla Roma per i cori contro Ibrahimovic

GIUDICE SPORTIVO – Il Giudice Sportivo ha reso note le decisioni disciplinari in merito all’ultimo turno di A. Ammenda di 25.000 € alla Roma “per avere suoi sostenitori, al 35° del secondo tempo ed al termine della gara, intonato ripetutamente un coro insultante nei confronti di un calciatore della squadra avversaria (15.000,00 €); per avere inoltre suoi sostenitori, al 36° ed al 43° del secondo tempo, lanciato due petardi ed altri oggetti nel settore occupato dalla tifoseria avversaria (10.000,00 €); sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b CGS”. Un turno di squalifica per gli espulsi Karsdorp e Mancini, che non ci saranno contro la Juventus. Stop anche per il tecnico bianconero Massimiliano Allegri, fermato per un turno “per avere, al termine della gara, mentre abbandonava l’impianto di giuoco, indirizzato a voce alta espressioni gravemente offensive nei confronti del Direttore di gara; infrazione rilevata anche dal collaboratore della Procura federale”. Infine, settima sanzione per Zaniolo, sesta per Abraham e terza per Pellegrini (con ammenda di 1.500 € perché capitano).

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GIUDICE SPORTIVO – Il Giudice Sportivo ha reso note le decisioni disciplinari in merito all’ultimo turno di A. Ammenda di 25.000 € alla Roma “per avere suoi sostenitori, al 35° del secondo tempo ed al termine della gara, intonato ripetutamente un coro insultante nei confronti di un calciatore della squadra avversaria (15.000,00 €); per avere inoltre suoi sostenitori, al 36° ed al 43° del secondo tempo, lanciato due petardi ed altri oggetti nel settore occupato dalla tifoseria avversaria (10.000,00 €); sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b CGS”. Un turno di squalifica per gli espulsi Karsdorp e Mancini, che non ci saranno contro la Juventus. Stop anche per il tecnico bianconero Massimiliano Allegri, fermato per un turno “per avere, al termine della gara, mentre abbandonava l’impianto di giuoco, indirizzato a voce alta espressioni gravemente offensive nei confronti del Direttore di gara; infrazione rilevata anche dal collaboratore della Procura federale”. Infine, settima sanzione per Zaniolo, sesta per Abraham e terza per Pellegrini (con ammenda di 1.500 € perché capitano).

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Da Mancini a Zaniolo sono tanti i rinnovi sul tavolo, l’unico in scadenza è Mkhitaryan

ROMA RINNOVI MKHITARYAN – La Roma, Mkhitaryan a parte, non ha giocatori in scadenza ma un blocco squadra saldo con il gm che si occuperà dei rinnovo al termine del mercato di gennaio. Come riporta gazzetta.it, il primo che si siederà al tavolo con Tiago Pinto sarà Gianluca Mancini. Il difensore è fondamentale ed è uno dei calciatori che guadagna meno. L’accordo sarà ratificato nelle prossime settimane poi sarà la volta di Cristante, Spinazzola e Zaniolo. Nessuna fretta, tutti e tre dovrebbe rivedere allungato il loro contratto nel 2025 proprio per la volontà della società di creare un progetto a lungo termine senza problematiche come quelle del Napoli con Insigne o la Juventus con Dybala. Diverso il discorso per Henrik Mkhitaryan. L’armeno ha rifiutato il biennale offerto dalla Roma e discuterà con calma il suo futuro, I rapporti tra lui e la società sono buoni tanto che al momento non è un tema principale per Tiago Pinto e, quando lo sarà, non ci saranno problemi per scegliere se continuare un altro anno o lasciarsi senza rancore.

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Un turno di squalifica per Mancini e Zaniolo, salteranno la sfida con lo Spezia

ROMA SQUALIFICHE SERIE A – Il giudice sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandea, ha squalificato ben sette giocatori dopo la 16a giornata di campionato. Per quel che riguarda la Roma, saranno out per il match contro lo Spezia, Gianluca Mancini e Nicolò Zaniolo. Per entrambi la squalifica è dovuta alla ammonizione subita nel match contro l’Inter da già diffidati. Torneranno in campo, invece, sia Karsdorp che Abraham che hanno scontato il loro turno.

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Roma, Mancini e Darboe firmano fino al 2026

ROMA RINNOVI MANCINI DARBOE – La Roma ha praticamente concluso l’accordo per il rinnovo dei contratti di Gianluca Mancini e Darboe. Una mossa importante della società giallorossa che, mentre individua i rinforzi giusti nel mercato di gennaio, blinda i gioielli di casa propria.

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I dettagli degli accordi

Il difensore (e vice capitano) è appena rientrato dalla Nazionale e firmerà fino al 2026 per oltre 3 milioni netti a stagione, scrive il Corriere della Sera. Il centrocampista, titolare ieri nel match amichevole che il Gambia ha disputato contro la Nuova Zelanda, firmerà il suo primo contratto da calciatore della prima squadra: rinnoverà fino al 2026 a 400 mila euro più bonus, e solo dopo la firma la Roma e Mourinho decideranno se tenerlo a Trigoria fino al termine della stagione o mandarlo in prestito. Chi quasi certamente partirà in prestito a gennaio è l’americano Reynolds: ormai fuori dalle rotazioni del tecnico, i suoi procuratori stanno cercando una soluzione in Italia.

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Mancini: “Il rigore di Pellegrini è nettissimo e non c’era quello per il Milan. Così è una presa in giro”

ROMA MILAN INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del calciatore giallorosso in occasione di Roma-Milan, match valido per l’undicesima giornata del campionato di Serie A.

Mancini a DAZN

Condividete la rabbia del mister?
“La condividiamo a pieno con il Mister. Tutti abbiamo visto gli episodi, il rigore di Ibanez non c’è, viene richiamato dal Var e sceglie di non intervenire. C’è un rigore grosso come una casa su Pellegrini di Kjaer. Se vogliamo parlare del match bene il Milan nel primo tempo ma gli episodi fanno la differenza. In studio ci sono grandi giocatori che sanno che queste partite ci sono gli episodi e hanno girato a nostro sfavore.”

Com’è la relazione vostra con gli arbitri? Si confrontano con voi per chiarire i contatti?
“No, vengono a parlare e facciamo le riunioni. Quando le facciamo ci parlano dei falli di mano ma sui contatti dicono tutti gli anni che vogliono dare meno rigori e quando Ibanez non tocca Ibrahimovic fischia. Lo sto vedendo adesso, è un contrasto normalissimo, se fischi sempre rigore non è più calcio secondo me. Il Var lo richiama, abbiamo questo aiuto usiamolo. Ci sono tanti arbitri, se vieni richiamato vuol dire che hai sbagliato qualcosa.”

Si è fischiato troppo?
“Guardo molto le statistiche ci sono 12 ammonizioni. In Premier si mettono a ridere per questi falli. Sono arrabbiato ma non voglio mancare di rispetto a nessuno. Si può sbagliare ma è netto anche il rigore su Pellegrini.”
Come esce la Roma da questa gara?
“Abbiamo avuto difficoltà, nel secondo tempo ci siamo messi a 3 e abbiamo giocato meglio. In 11 contro 10 era più facile arrivare in area. Secondo me la Roma esce bene con la consapevolezza giusta ma con tantissima rabbia.”

C’è la costante di non raccogliere punti con le big, vedi però una crescita negli scontri diretti?
“Si si, è vero quello che hai detto. Ora abbiamo più consapevolezza contro le più forti. A Torino abbiamo fatto un’ottima partita, con il Napoli meritavamo forse di vincere. Nel derby abbiamo regalato 20 minuti e poi abbiamo reagito. Abbiamo la mentalità del mister.”

Che ti ha detto l’arbitro?
“Io vengo definito un rompiscatole ma sono andato da lui per capire cosa avesse visto. C’è il VAR che li aiutano ma lui mi ha detto che Ibra anticipa Ibanez e fa fallo. Io ho detto che è un contrasto di gioco tra due bestie. Il rigore di Pellegrini non gli ho detto niente perchè non lo avevo visto, ma poi negli spogliatoi ho visto che Kjaer prende solo Pellegrini e non il pallone.”

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ROMA MILAN INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del calciatore giallorosso in occasione di Roma-Milan, match valido per l’undicesima giornata del campionato di Serie A.

Mancini a DAZN

Condividete la rabbia del mister?
“La condividiamo a pieno con il Mister. Tutti abbiamo visto gli episodi, il rigore di Ibanez non c’è, viene richiamato dal Var e sceglie di non intervenire. C’è un rigore grosso come una casa su Pellegrini di Kjaer. Se vogliamo parlare del match bene il Milan nel primo tempo ma gli episodi fanno la differenza. In studio ci sono grandi giocatori che sanno che queste partite ci sono gli episodi e hanno girato a nostro sfavore.”

Com’è la relazione vostra con gli arbitri? Si confrontano con voi per chiarire i contatti?
“No, vengono a parlare e facciamo le riunioni. Quando le facciamo ci parlano dei falli di mano ma sui contatti dicono tutti gli anni che vogliono dare meno rigori e quando Ibanez non tocca Ibrahimovic fischia. Lo sto vedendo adesso, è un contrasto normalissimo, se fischi sempre rigore non è più calcio secondo me. Il Var lo richiama, abbiamo questo aiuto usiamolo. Ci sono tanti arbitri, se vieni richiamato vuol dire che hai sbagliato qualcosa.”

Si è fischiato troppo?
“Guardo molto le statistiche ci sono 12 ammonizioni. In Premier si mettono a ridere per questi falli. Sono arrabbiato ma non voglio mancare di rispetto a nessuno. Si può sbagliare ma è netto anche il rigore su Pellegrini.”
Come esce la Roma da questa gara?
“Abbiamo avuto difficoltà, nel secondo tempo ci siamo messi a 3 e abbiamo giocato meglio. In 11 contro 10 era più facile arrivare in area. Secondo me la Roma esce bene con la consapevolezza giusta ma con tantissima rabbia.”

C’è la costante di non raccogliere punti con le big, vedi però una crescita negli scontri diretti?
“Si si, è vero quello che hai detto. Ora abbiamo più consapevolezza contro le più forti. A Torino abbiamo fatto un’ottima partita, con il Napoli meritavamo forse di vincere. Nel derby abbiamo regalato 20 minuti e poi abbiamo reagito. Abbiamo la mentalità del mister.”

Che ti ha detto l’arbitro?
“Io vengo definito un rompiscatole ma sono andato da lui per capire cosa avesse visto. C’è il VAR che li aiutano ma lui mi ha detto che Ibra anticipa Ibanez e fa fallo. Io ho detto che è un contrasto di gioco tra due bestie. Il rigore di Pellegrini non gli ho detto niente perchè non lo avevo visto, ma poi negli spogliatoi ho visto che Kjaer prende solo Pellegrini e non il pallone.”

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Juventus-Roma, le pagelle dei quotidiani: bene Mancini e Abraham, Pellegrini anonimo

JUVENTUS ROMA PAGELLE QUOTIDIANI – La Roma trova la terza sconfitta in questo campionato contro la Juventus per 1-0 con la rete di Moise Kean nel primo tempo. La squadra di Mourinho quindi non riesce ancora a sfatare il tabù big match. Ottima la prova di Mancini così come quella di Abraham. Anonima, invece, la prestazione del capitano giallorosso Lorenzo Pellegrini.

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Juventus-Roma, le pagelle

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Karsdorp 6, Mancini 6,5, Ibanez 6, Vina 6; Cristante 5,5, Veretout 5,5; Zaniolo 6, Pellegrini 5,5, Mkhitaryan 6; Abraham 6,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov s.v.. Allenatore: Mourinho 6.

CORRIERE DELLO SPORT

Rui Patricio 6; Karsdorp 5,5, Mancini 6,5, Ibanez 5,5, Vina 7; Cristante 6, Veretout 5,5; Zaniolo 6, Pellegrini 6, Mkhitaryan 6; Abraham 6,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov sv. Allenatore: Mourinho 6,5.

CORRIERE DELLA SERA

Rui Patricio 6; Karsdorp 6, Mancini 6,5, Ibanez 6, Vina 6; Cristante 6, Veretout 5; Zaniolo 6, Pellegrini 6, Mkhitaryan 6; Abraham 7. Subentrati: El Shaarawy 5, Shomurodov sv. Allenatore: Mourinho 6,5 .

LA REPUBBLICA

Rui Patricio 6; Karsdorp 5, Mancini 6, Ibanez 5,5, Vina 5; Cristante 6, Veretout 4,5; Zaniolo 6,5, Pellegrini 6,5, Mkhitaryan 6; Abraham 6. Subentrati: El Shaarawy 5, Shomurodov sv. Allenatore: Mourinho 6.

IL MESSAGGERO

Rui Patricio 6; Karsdorp 5,5, Mancini 6, Ibanez 6, Vina 6,5; Cristante 6, Veretout 5; Zaniolo sv, Pellegrini 6, Mkhitaryan 6; Abraham 6,5. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov 6. Allenatore: Mourinho 6.

IL TEMPO

Rui Patricio 5,5; Karsdorp 6, Mancini 6, Ibanez 6, Vina 6,5; Cristante 6, Veretout 6; Zaniolo 6, Pellegrini 5,5, Mkhitaryan 5; Abraham 6. Subentrati: El Shaarawy 6, Shomurodov sv. Allenatore: Mourinho 6.

ROMANEWS.EU

Rui Patricio 6; Karsdorp 6, Mancini 6, Ibanez 5, Vina 6; Cristante 5, Veretout 5; Zaniolo 6,5, Pellegrini 6, Mkhitaryan 5,5; Abraham 6. Subentrati: El Shaarawy 6,5, Shomurodov sv. Allenatore: Mourinho 6

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Mancini: “Stregato da Mou, a Roma mi ci vedo bene e a lungo. Dzeko? Era ora di cambiare, Abraham impressionante”

INTERVISTA MANCINI – Gianluca Mancini, difensore centrale della Roma, ha rilasciato una lunga intervista questa mattina sulle pagine de Il Messaggero in cui ha parlato della sua esperienza in giallorosso, dell’arrivo nella Capitale di José Mourinho e della sua voglia di conquistare un trofeo con la maglia della Roma. Queste le sue parole.

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L’intervista di Mancini a Il Messaggero

«Primo giorno di allenamento: Mourinho ci riunisce davanti a un maxischermo e ci fa notare una situazione tattica del passato da non ripetere più. Ecco, li ho capito chi avevamo davanti e mi sono acceso. Da quel momento siamo andati a mille. Fissando l’immagine di quell’errore ha subito stabilito un paletto e un punto di ripartenza. Il rinnovo? Non è una priorità, ma a Roma mi ci vedo bene. E a lungo».

Vuole restare a lungo, quindi ha in testa la vittoria?
«Vito Scala spesso mi racconta dello scudetto. Mi piacerebbe provare certe sensazioni».

Ci vuole tempo?
«Siamo una squadra giovane. Stiamo costruendo».

Mourinho dà la sensazione che tutto sia possibile.
«E’ un leader. Alza il livello. Incroci il suo sguardo e subito ti viene di dare di più. E’ una fortuna averlo. Quando lo hanno annunciato, eravamo elettrizzati».

Da Fonseca a Mou, alla fine lei è sempre il cocchetto degli allenatori.
«Cocchetto no, è brutto».

Leader, allora.
«E’ una bella parola, che resta tale se non la riempi. Io sono uno a cui piace parlare di questioni tattiche, di calcio. Ma poi contano i fatti, gli esempi. Se la squadra mi segue, sono felice perché è un qualcosa che mi sono conquistato».

Pellegrini, un altro ascoltato dal gruppo.
«Lui gestisce più di tutti lo spogliatoio, parla molto con i giovani. Poi c’è Bryan, guida silenziosa. Quando vediamo atteggiamenti sbagliati proviamo a correggerli con i comportamenti. Senza dimenticare il lavoro del nostro allenatore: la sua storia si conosce, è anche normale che ti fai trascinare da lui».

Questa squadra può vincere in poco tempo?
«Calma. Dobbiamo stare sereni e se perdiamo delle partite bisogna essere bravi a reagire, come abbiamo fatto. Poi le situazioni offensive e difensive vanno a migliorare, più tempo stai con l’allenatore e più le cose cresceranno. Ma la Roma ora non è da scudetto. Da qui a Natale ci giochiamo tanto. E non conta vincere solo gli scontri diretti: se battiamo Juve e Napoli e perdiamo con il Cagliari non ha senso. Dobbiamo trovare equilibrio».

Che consigli darebbe a Zaniolo?
«Nicolò è un fratellino, eravamo alla Fiorentina e tutti e due siamo stati mandati via. Questi infortuni lo hanno maturato, ha avuto uno scatto, è cresciuto, lo vedo più uomo. Quest’anno ho intravisto un altro ragazzo, non perché prima fosse cattivo, ma è più responsabile. Il gesto nel derby? Sempre meglio evitare, ma è stato anche attaccato tante volte, siamo esseri umani».

Lei tifava per la Fiorentina?
«No, interista come tutta la famiglia. Ora ovviamente siamo tutti romanisti».

A Fonseca cosa è mancato per affermarsi a Roma?
«Nei gironi di andata abbiamo sempre fatto benissimo, dopo le soste natalizie, il crollo. Non si spiega. Errori nostri e dell’allenatore».

L’ambiente non c’entra?
«Roma è una piazza calorosa ed esigente e deve essere così. Abbiamo perso un derby, siamo andati sotto la Sud e ci hanno accolto tra gli applausi. È normale che una città con così tanti abitanti metta questa pressione. Io quando entro allo stadio e vedo quel calore, l’entusiasmo, penso che sia una cosa bella, da brividi, non un problema. Noi dobbiamo essere bravi a non sentire quelli che vogliono mettere zizzania e a isolarci da certe chiacchiere».

E’ diventato un idolo dei tifosi: ci sono foto che la mostrano, esultante e con la vena alla De Rossi.
«Quando vado in giro per la città ricevo molto affetto ed è bellissimo. Se gioco a calcetto con gli amici esulto alla stessa maniera, io in campo sono me stesso».

Prende troppe ammonizioni, però.
«Quest’anno poche: una in sette partite. Gli altri anni, tante, verissimo. La concentrazione è tutto, bisogna tenerla novantacinque minuti. I miei errori vengono quando abbasso l’attenzione. Per uno come me, che non sono nato con il talento di Nesta, c’è solo una soluzione: lavorare su me stesso, sul carattere».

La partita che sente di più è contro la Juve o la Lazio?
«Io ho esordito con la Roma in un derby, avevo il mal di pancia, la senti più delle altre, rappresenti Roma e giochi con la tua rivale cittadina».

Ha ragione Mourinho a dire che la Lazio è una piccola squadra?
«Rispondo?» (ride).

Da Abraham a Dzeko cosa è cambiato?
«Era arrivato il momento di cambiare aria. In campo saremo avversari, fuori il rapporto rimane. Abraham ha doti impressionanti, qualità e voglia di vincere. Una cosa bella da vedere, ha un grande futuro davanti».

Chiudiamo con la Nazionale: quanto ha sofferto per l’esclusione dall’Europeo?
«Tanto, sono stato giù per qualche giorno. Poi, le vacanze, la famiglia e mi è passata. E ho fatto il tifo. Spero che il percorso azzurro non sia finito, punto sul Mondiale».

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