Cristiano Ronaldo sul suo futuro: “Via dalla Juve? Qualsiasi cosa farò sarà per il meglio”

CRISTIANO RONALDO FUTURO – Cristiano Ronaldo è stato una suggestione anche per la Roma. Stando a qualche rumour il suo nome ha orbitato intorno ai giallorossi, che saranno guidati da Mourinho la prossima stagione, suo ex allenatore, oltre che connazionale. Intanto CR7, alla vigilia del match del Portogallo contro la Svezia, ha detto la sua sul proprio futuro. Queste le parole del giocatore lusitano riportate dall’Ansa: “Qualsiasi cosa succederà sarà per il meglio. A prescindere se resterò alla Juventus o andrò via. La cosa cruciale ora è l’Europeo. È il quinto ma è come se fosse il primo. Voglio essere concentrato e cominciare con il piede giusto: pensieri positivi, dal primo all’ultimo match”.

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FIGC, Gravina: “18 squadre in Serie A, ma non prima del 2024”

FIGC GRAVINA SERIE A JUVE – Il presidente della FIGC Gabriele Gravina, a margine di un incontro con il comitato regionale Lombardia della Lega Dilettanti, ha parlato del campionato italiano e anche della situazione Juventus e delle norme anti-Superlega. Queste le sue parole:

Sulla Serie A a 18 squadre

“L’idea di una Serie A a diciotto squadre è un mio principio fondamentale sono contento che la Lega di Serie A abbia cominciato a parlarne. Il progetto partirà dal 2024? Mi sembra una data lontana.

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Sulla Juventus e sulla Superlega

“Juve fuori dalla A? L’iscrizione ha una deadline alla quale non si può derogare, quando una società deve iscriversi ai nostri campionati deve accettare le regole fissate dal nostro statuto. Mi auguro di arrivare a quel momento in maniera amichevole, non forzata. Il campionato italiano ha bisogno di tutte le forze in campo e la Juventus è una società di riferimento. L’auspicio è
che ci siano rapporti meno tesi e più rilassati fra Ceferin e Agnelli”.

Sugli stipendi

l tema degli stipendi dei club è un tema di natura civilistica. Chi pensa che io possa intervenire nell’impedire un accordo tra le parti, commette un grave errore. Oggi però siamo ad un punto di chiusura, dobbiamo tirare una linea e capire cosa vuol dire avere assunto impegni che devono essere comunque rispettati entro la chiusura della stagione sportiva. Il codice Civile permette una trattazione di tipo privatistico. Se i due soggetti manifestano un accordo, questo non può essere vietato dal mondo del calcio. Capisco che ci sono delle tensioni e dobbiamo essere persone di buon senso, la pandemia comunque ha colpito l’economia sportiva e non dobbiamo far finta che tutto vada bene”.

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Dalla Spagna, Superlega: Juve, Barça e Real Madrid fuori dalle coppe per due anni

SUPERLEGA JUVENTUS BARCELLONA REAL MADRID – Juventus, Real Madrid e Barcellona rischiano grosso dopo il progetto Superlega (naufragato poco dopo il lancio). Secondo una clamorosa indiscrezione dell’emittente spagnola Cadena Cope per le prossime due stagioni questi tre club sarebbero esclusi dalle coppe europee. La notizia lanciata dalla fonte iberica specifica che la decisione sarebbe già stata presa dalla Uefa (in particolare dal presidente Ceferin), ma che verrà annunciata solamente dopo la finale di Champions League tra Chelsea e Manchester City, in programma il 29 maggio.

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Superlega, comunicato congiunto di Juve, Real Madrid e Barcellona: “Inaccettabili le minacce dell’Uefa”

SUPERLEGA JUVE REAL MADRID BARCELLONA – La Uefa ha di recente minacciato pesanti sanzioni nei confronti Juventus, Real Madrid e Barcellona dopo il progetto Superlega. I tre club sono stati deferiti agli organi disciplinari e rischiano addirittura l’esclusione dalle coppe. Le tre società hanno quindi diramato un comunicato congiunto, nel quale si ritengono inaccettabili tali pressioni e minacce, e nel quale le due spagnole e l’italiana cercano di fornire il loro punto di vista e le loro giustificazioni sulla vicenda. A quanto si legge, la Superlega è descritta come “un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio”. Di seguito il comunicato integrale.

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Il comunicato di Juve, Real e Barça

In relazione al comunicato emesso da Uefa il 7 maggio sulla Super League e alla posizione assunta da nove dei suoi membri fondatori, Fútbol Club Barcelona, Juventus Football Club e Real Madrid Club de Fútbol comunicano che:

(i) I club fondatori hanno ricevuto, e continuano a ricevere, inaccettabili pressioni, minacce ed offese da terze parti al fine di ritirare il progetto proposto e, conseguentemente, desistere dal loro diritto/dovere di fornire soluzioni all’ecosistema del calcio mediante proposte concrete ed un dialogo costruttivo. Ciò è intollerabile in punto di diritto e la giustizia si è già pronunciata in favore della proposta di Super League, ordinando a FIFA e UEFA di astenersi, sia direttamente sia per il tramite dei propri associati, dall’intraprendere ogni azione che possa pregiudicare l’iniziativa in qualsiasi modo in pendenza del procedimento.

(ii) Il progetto Super League è stato concepito congiuntamente dai dodici club fondatori:

a. Con lo scopo di fornire soluzioni all’attuale insostenibile situazione del settore calcistico. I dodici club fondatori hanno condiviso la stessa preoccupazione – così come altri stakeholders nel calcio europeo – particolarmente nel contesto socio-economico corrente, che riforme strutturali siano indispensabili per assicurare che il nostro sport permanga di interesse e sopravviva nel lungo periodo. Per rispondere a ciò, il 18 aprile hanno annunciato la loro volontà di creare la Super League e di instaurare un canale di comunicazione con UEFA e FIFA, in un costruttivo spirito di collaborazione tra le parti, così come reso noto a ciascuna di esse nella stessa data;

b. Con il massimo rispetto per le attuali strutture e per l’ecosistema del calcio. I club fondatori hanno espressamente convenuto che la Super League avrà luogo quando riconosciuta da UEFA, da FIFA o da entrambe, oppure quando, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili, considerata quale competizione compatibile a tutti gli effetti con il permanere dei club fondatori nelle rispettive competizioni domestiche. Tuttavia, a dispetto di tali circostanze, UEFA e FIFA si sono sinora rifiutate di stabilire un adeguato canale di comunicazione; e

c. Al fine di apportare stabilità finanziaria all’intera famiglia del football europeo, attualmente impattata da una crisi profonda che minaccia la sopravvivenza di molti club. Testimonianza di questo sono gli impegni annunciati a destinare annualmente fondi di solidarietà di importo garantito, rispetto a quelli distribuiti da UEFA, e a rafforzare le regole di sostenibilità finanziaria, attraverso la creazione di un chiaro, trasparente ed efficace sistema di controllo, soggetto a verifiche da parte di esperti.

(iii) I dodici club fondatori hanno condiviso come la Super League rappresenti un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio, che non è un fatto immutabile e che è soggetto a nuovi trend generazionali. Inoltre, hanno condiviso che uno degli obiettivi principali è la promozione del calcio femminile su scala globale, una enorme, ma attualmente sottostimata, opportunità per il settore.

(iv) Siamo totalmente consapevoli della diversità di reazioni all’iniziativa della Super League e, conseguentemente, della necessità di riflettere sulle ragioni di alcune di esse. Siamo pronti a riconsiderare l’approccio proposto, per quanto necessario. Tuttavia, saremmo altamente irresponsabili qualora, consapevoli dei bisogni e della crisi sistemica del settore calcistico che ci hanno indotti ad annunciare la Super League, abbandonassimo la missione di fornire risposte efficaci e sostenibili alle questioni esistenziali che minacciano il settore calcistico.

(v) Ci rincresce vedere come i club nostri amici e partner fondatori della Super League si trovino ora in posizione incoerente e contraddittoria avendo sottoscritto ieri numerosi impegni con UEFA. Tuttavia, poiché permangono i problemi concreti che hanno portato i dodici club fondatori ad annunciare la Super League alcune settimane fa, ribadiamo che, per onorare la nostra storia, per ottemperare agli impegni assunti nei confronti dei nostri stakeholders e dei nostri tifosi, per il bene del calcio e per la sostenibilità finanziaria del settore, abbiamo il dovere di agire in maniera responsabile e di perseverare nel raggiungere i nostri obiettivi, nonostante le continue ed inaccettabili pressioni e minacce ricevute da UEFA.

(vi) Soprattutto, ribadiamo a FIFA, UEFA e a tutti gli stakeholder del calcio, come abbiamo fatto in numerose occasioni a partire dall’annuncio della Super League, il nostro impegno e la nostra ferma volontà di discutere insieme, con rispetto e nell’osservanza dei principi di diritto ma scevri da intollerabili pressioni, le soluzioni più appropriate per la sostenibilità dell’intera famiglia del calcio.

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Superlega, comunicato congiunto di Juve, Real Madrid e Barcellona: “Inaccettabili le minacce dell’Uefa”

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Il comunicato di Juve, Real e Barça

In relazione al comunicato emesso da Uefa il 7 maggio sulla Super League e alla posizione assunta da nove dei suoi membri fondatori, Fútbol Club Barcelona, Juventus Football Club e Real Madrid Club de Fútbol comunicano che:

(i) I club fondatori hanno ricevuto, e continuano a ricevere, inaccettabili pressioni, minacce ed offese da terze parti al fine di ritirare il progetto proposto e, conseguentemente, desistere dal loro diritto/dovere di fornire soluzioni all’ecosistema del calcio mediante proposte concrete ed un dialogo costruttivo. Ciò è intollerabile in punto di diritto e la giustizia si è già pronunciata in favore della proposta di Super League, ordinando a FIFA e UEFA di astenersi, sia direttamente sia per il tramite dei propri associati, dall’intraprendere ogni azione che possa pregiudicare l’iniziativa in qualsiasi modo in pendenza del procedimento.

(ii) Il progetto Super League è stato concepito congiuntamente dai dodici club fondatori:

a. Con lo scopo di fornire soluzioni all’attuale insostenibile situazione del settore calcistico. I dodici club fondatori hanno condiviso la stessa preoccupazione – così come altri stakeholders nel calcio europeo – particolarmente nel contesto socio-economico corrente, che riforme strutturali siano indispensabili per assicurare che il nostro sport permanga di interesse e sopravviva nel lungo periodo. Per rispondere a ciò, il 18 aprile hanno annunciato la loro volontà di creare la Super League e di instaurare un canale di comunicazione con UEFA e FIFA, in un costruttivo spirito di collaborazione tra le parti, così come reso noto a ciascuna di esse nella stessa data;

b. Con il massimo rispetto per le attuali strutture e per l’ecosistema del calcio. I club fondatori hanno espressamente convenuto che la Super League avrà luogo quando riconosciuta da UEFA, da FIFA o da entrambe, oppure quando, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili, considerata quale competizione compatibile a tutti gli effetti con il permanere dei club fondatori nelle rispettive competizioni domestiche. Tuttavia, a dispetto di tali circostanze, UEFA e FIFA si sono sinora rifiutate di stabilire un adeguato canale di comunicazione; e

c. Al fine di apportare stabilità finanziaria all’intera famiglia del football europeo, attualmente impattata da una crisi profonda che minaccia la sopravvivenza di molti club. Testimonianza di questo sono gli impegni annunciati a destinare annualmente fondi di solidarietà di importo garantito, rispetto a quelli distribuiti da UEFA, e a rafforzare le regole di sostenibilità finanziaria, attraverso la creazione di un chiaro, trasparente ed efficace sistema di controllo, soggetto a verifiche da parte di esperti.

(iii) I dodici club fondatori hanno condiviso come la Super League rappresenti un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio, che non è un fatto immutabile e che è soggetto a nuovi trend generazionali. Inoltre, hanno condiviso che uno degli obiettivi principali è la promozione del calcio femminile su scala globale, una enorme, ma attualmente sottostimata, opportunità per il settore.

(iv) Siamo totalmente consapevoli della diversità di reazioni all’iniziativa della Super League e, conseguentemente, della necessità di riflettere sulle ragioni di alcune di esse. Siamo pronti a riconsiderare l’approccio proposto, per quanto necessario. Tuttavia, saremmo altamente irresponsabili qualora, consapevoli dei bisogni e della crisi sistemica del settore calcistico che ci hanno indotti ad annunciare la Super League, abbandonassimo la missione di fornire risposte efficaci e sostenibili alle questioni esistenziali che minacciano il settore calcistico.

(v) Ci rincresce vedere come i club nostri amici e partner fondatori della Super League si trovino ora in posizione incoerente e contraddittoria avendo sottoscritto ieri numerosi impegni con UEFA. Tuttavia, poiché permangono i problemi concreti che hanno portato i dodici club fondatori ad annunciare la Super League alcune settimane fa, ribadiamo che, per onorare la nostra storia, per ottemperare agli impegni assunti nei confronti dei nostri stakeholders e dei nostri tifosi, per il bene del calcio e per la sostenibilità finanziaria del settore, abbiamo il dovere di agire in maniera responsabile e di perseverare nel raggiungere i nostri obiettivi, nonostante le continue ed inaccettabili pressioni e minacce ricevute da UEFA.

(vi) Soprattutto, ribadiamo a FIFA, UEFA e a tutti gli stakeholder del calcio, come abbiamo fatto in numerose occasioni a partire dall’annuncio della Super League, il nostro impegno e la nostra ferma volontà di discutere insieme, con rispetto e nell’osservanza dei principi di diritto ma scevri da intollerabili pressioni, le soluzioni più appropriate per la sostenibilità dell’intera famiglia del calcio.

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Femminile, Bavagnoli: “Siamo nella storia della Roma, felici per i tifosi e il lavoro che abbiamo fatto”

ROMA FEMMINILE BAVAGNOLI INTERVISTA – Le giallorosse staccano un pass per la finale nonostante la sconfitta 3-2 contro la Juve (all’andata 2-1 per la Roma). Ai microfoni ufficiali del club è intervenuta Betty Bavagnoli per commentare il successo della squadra. Queste le sue parole.

L’intervista a Bavagnoli

Siete nella storia della Roma.
“Si, siamo felici. Prima della gara avevamo parlato della gioia che avremmo potuto dare ottenendo la finale e sono felice, anche per il sostegno dei tifosi. Siamo felici per le ragazze, per la società e per il lavoro che abbiamo fatto. Contro avevamo una grande squadra, ma abbiamo continuato quel percorso di crescita mentale che ci consente di non arrenderci e ci ha fatto ribaltare il risultato e ottenere la finale”.

Avete giocato a viso aperto.
“Abbiamo lavorato bene e giocato con intelligenza, attuando una strategia che ci facesse lavorare sulle defezioni. Ci mancano due giocatrici e queste defezioni mi hanno fatto fare delle scelte, portando ad esempio Thomas in un ruolo nuovo. Abbiamo giocato bene, nel primo tempo potevamo muovere più velocemente palla e diminuire i tempi di gioco, abbiamo tenuto troppo palla e avvantaggiato la Juventus. Nel secondo tempo ci siamo dette che niente era perduto e di giocare come sappiamo, è andata bene e abbiamo ottenuto la finale”.

Ora la finale e le ultime giornate di campionato
“Si, questa era una partita fondamentale, ma abbiamo altre gare da fare e voglio onorare al meglio il calcio femminile continuando a giocare bene e continuando il percorso di crescita”.

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Lettera della Roma sul rinvio di Juve-Napoli: per la Lega spostamento secondo le norme

ROMA JUVE NAPOLI – La Roma ha inviato una lettera per chiedere chiarimenti alla Lega in merito allo spostamento del match Juve-Napoli, inizialmente previsto mercoledì (e spostato al 7 aprile). I giallorossi, che dovranno affrontare prima lo Shakhtar in Europa League giovedì e poi gli Azzurri domenica, hanno chiesto delucidazioni in merito alla decisione presa. Stando a quanto riferisce tuttomercatoweb, però, la Lega avrebbe già fatto sapere al club di Trigoria che lo spostamento sarebbe avvenuto nel pieno rispetto delle norme. Inoltre, da statuto non è permesso il ricorso sulla formulazione del calendario.

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Juve, il dirigente Marco Storari positivo al Covid

COVID JUVE STORARI – Si registra in casa Juve un altro caso di Coronavirus. Dopo Filippo Ranocchia, giocatore dell’Under 23, è risultato positivo al Covid Marco Storari, ex portiere del Milan, Napoli e Fiorentina (tra gli altri) che ha militato anche nelle giovanili della Roma per quattro anni (1987/91). Il dirigente oggi ricopre il ruolo di Professionals Talent Development per il club bianconero.

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Fonseca: “Futuro? Non mi sento a rischio. Risolti i problemi con Dzeko. Con il Braga sarà difficile”

ROMA FONSECA BRAGA – Si avvicina la gara di andata dei sedicesimi di Europa League tra Braga e Roma. Fonseca, tra l’altro, ha allenato il club lusitano in passato, e per lui si tratterà quindi di un ritorno. Queste le parole del tecnico portoghese a O’Jogo sul match e sul futuro:

L’intervista a Fonseca

Che ne pensi del match contro il Braga?
“Ho visto praticamente tutte le loro gare, in modo particolare contro Sporting CP e Porto. Ha un grande allenatore e gioca un calcio che mi piace molto. Il Braga è un team offensivo a cui piace avere il pallone. Non ho dubbi e ho già avvertito tutti: sarà una sfida molto difficile”.

Dato che si tratterà di un doppio match, con andata e ritorno, quale sarebbe un buon risultato per voi?
“Ovviamente la vittoria, anche se siamo consapevoli che sarà molto difficile”.

Come arriva la Roma a questo match?
“Stiamo bene, siamo motivati e attraversiamo un buon momento. Abbiamo dei problemi in difesa, dove non avremo né Smalling né Kumbulla. Dal centrocampo in su, siamo invece a pieno organico e sarà a disposizione anche El Shaarawy, nonostante non sia al 100%”.

Sono risolti i problemi con Dzeko?
“Sì, completamente”.

Avete l’obiettivo di arrivare più avanti in Europa League rispetto allo scorso anno?
“Non abbiamo obiettivi definiti. Dopo un certo punto, l’Europa League diventa una mini Champions League con tante squadre forti ed è difficile capire cosa accadrà. Dobbiamo pensare a un passo alla volta. Non è possibile dire, ora, di poter vincere il trofeo con tante squadre forti in campo. Ovviamente, vogliamo andare più avanti possibile. Lo scorso anno siamo stati eliminati dai vincitori della competizione. Quest’anno, con un anno in più di lavoro, cercheremo di fare meglio”.

Come giudichi il vostro campionato finora?
“Siamo terzi e molti ci davano inizialmente al sesto/settimo posto. Stiamo giocando bene, siamo motivati e l’obiettivo è di tornare in Champions, pur essendo consapevoli che in Serie A ci sono 6-7 squadre molto forti. La Serie A è tra i 5 migliori campionati in Europa, con il numero più alto di squadre in lotta per la Champions. Difficile prevedere cosa accadrà ma la nostra ambizione è di tornare in Champions”.

La sensazione è che la Roma sia forte in avanti ma che venga penalizzata da alcuni cali di concentrazione, che vi sono costati punti importanti
“Creiamo molto ma subiamo più gol di quanto ci saremmo aspettati. Gli expected gol contro sono bassi, ma la realtà è che gli avversari riescono poi a segnarci. Alcuni cali di concentrazione sono stati ben sfruttati dai nostri avversari. Non penso, però, che non siamo forti in difesa. Concediamo poco agli avversari”.

Come mai faticate contro le grandi?
“Non possiamo negarlo. Ovviamente è importante ottenere i 3 punti e vale lo stesso se si ottengono contro la Juve o contro l’Udinese. Penso che il problema nei big match sia stato il risultato, non la prestazione che è stat buona. Un esempio è il match contro la Juventus: li abbiamo costretto a fare un gioco difensivo. Hanno fatto 3 tiri e 2 gol. Abbiamo giocato male nel derby e nel secondo tempo contro l’Atalanta ma, nella maggior parte dei casi, siamo stati molto competitivi”.

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