Delvecchio: “Zaniolo non è un simulatore. Contro l’Inter sarà dura”

ROMA ZANIOLO DELVECCHIO – Torna a parlare un ex grande giocatore giallorosso come Marco Delvecchio. L’ex attaccante milanese, classe 1973, ha giocato con la maglia giallorossa dal 1995 al 2005 per 231 partite segnando ben 62 gol di cui 9 nei derby capitolini. Tanti i temi trattati nell’intervista rilasciata al Messaggero, a partire dal trattamento riservato dalle squadre avversarie a Nicolò Zaniolo. Ecco uno stralcio delle sue parole.

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Le parole di Marco Delvecchio

Zaniolo è un simulatore?
“Beh, stando a quanto visto a Bologna, direi di no. Il tocco c’è stato ed è caduto. Un tocco lieve, ma parlare di grande simulazione mi pare esagerato. Non era rigore, basta. Perché il giallo per simulazione? Troppo.”


Gli arbitri ce l’hanno con lui?

“Gli episodi vanno in quella direzione, ma non credo si tratti di accanimento.”

Mourinho è stato chiaro: deve andare via dall’Italia?
“Non so se abbia ragione, non penso ci sia un qualcosa di specifico contro Zaniolo. Posso capire se Mourinho si riferisce a un qualcosa contro la Roma più in generale. A volte capita che gli arbitri ti prendano di mira, non ne farei una tragedia, bisogna reagire: Zaniolo deve continuare a giocare al calcio, come sa fare. Forse questa è una fase in cui ha difficoltà a comunicare con i direttori di gara e viene spesso punito. Ma sono cose che col tempo si risolvono.”

Succedeva anche al Totti ventenne, ricorda?
“Come no? È vero, un po’ era così anche per Francesco. Che sapeva, come Zaniolo, di essere forte, e quando vedeva che non gli fischiavano i falli, magari protestava platealmente. Succede che per questo gli arbitri ti prendano di mira, magari notano la tua attitudine a reagire o certi atteggiamenti che non vanno bene. Ma ripeto, sono questioni che si superano, Totti è stato bravo negli anni a far ricredere tutti, ha cambiato rotta e sappiamo poi come siano andate le cose, senza dover andare a giocare all’estero. Ci sono i presupposti che succeda anche a Zaniolo, non ho dubbi. Poi se Nicolò voglia fare una scelta diversa per altri motivi, può farlo senza problemi, ci mancherebbe. Ma non è che all’estero gli arbitri siano diversi.”

L’arbitro di Bologna, Pairetto, non ha punito solo Zaniolo.
“C’è anche la questione Abraham, che si è preso un’ammonizione immeritata e pesantissima. Quando ho visto le immagini non ci volevo credere: si è girato, per sbaglio è finito addosso a Svanberg. Ammonito. No, c’è stato un errore. Si vedeva che non era un gesto cercato, violento. È stato uno scontro casuale.”

C’è Roma-Inter, è pronto per giocare?
“In effetti, le assenze saranno molte. È dura. Senza Abraham, ElSha, Karsdorp. Per Mou sarà una partita speciale, magari sperava di giocarsela con altri presupposti. Ecco, magari la risolve Zaniolo….”

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Lazio-Roma, Delvecchio: “Scommetto su Tammy”

LAZIO ROMA INTERVISTA DELVECCHIO – Marco Delvecchio rappresenta da tempo uno dei simboli del derby di Roma, lui milanese, lui che romano lo è diventato col tempo. “Che sfide meravigliose”, dice in un’intervista a Il Messaggero, ricordando le stracittadine dei suoi tempi.

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Lazio-Roma, l’intervista a Delvecchio

Beh, segnava sempre.
“Si, ma dico meraviglioso non solo per quello. Giocare il derby della Capitale dà qualcosa in più. e ve lo dice uno che conosce anche le stracittadine tra Inter e Milan, non le ultime della lista”.

Cosa ha di speciale questo?
“Perché qui c’è una passione lunga, nelle altre città il derby è la partita e poi se na parla poco. A Roma il derby è sempre. Il tifoso romanista, ti parla della Lazio appena ti incontra. “Aho, devi fare gol”, il minimo sindacale che ti chiede. Poi a me capitava spesso, perché di gol ne ho fatti…”.

Che partita immagina?
“Speriamo intanto che vinca la Roma, ne ha la possibilità, ha l’allenatore giusto e i calciatori che possono fare la differenza. Vedo equilibrio”.

Mourinho le ricorda Capello?
“È vero. Mi ricorda quel periodo, al suo arrivo la squadra cambiò marcia e ambizioni. E i derby erano partite sentite, ma che giocavamo anche per questioni di classifica, uscendo un po’ dal discorso cittadino, che resta sempre importante e caratterizzante. La Roma può lottare, non so se quest’anno, ma il progetto con Mourinho è ambizioso”.

Le piace Abraham?
“Sì, ha tutto: fisco, tecnica, anche lui conoscerà subito cosa significhi giocare il derby di Roma. E per fortuna è tornato il pubblico, lo scorso anno una tristezza”.

Pellegrini è il capitano giusto?
“Sì. Ma poi, come sta giocando? È cresciuto tantissimo, l’avvio di stagione è stato strepitoso. E poi anche lui, a quanto a derby, ha qualcosa di magico da ricordare. Ha segnato di tacco, no?”.

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Delvecchio: “Mourinho darà una forte scossa all’ambiente, come Capello”

ROMA MOURINHO DELVECCHIO – La Roma ha preso Josè Mourinho sulla sua panchina e la notizia ha sconvolto tutto il mondo giallorosso. Il portoghese siederà sulla panchina per le prossime tre stagioni. L’arrivo di Mourinho ha lasciato increduli i tifosi della Roma e anche molti all’interno del mondo calcio. Anche l’ex attaccante Marco Delvecchio è rimasto favorevolmente colpito da questa scelta della società. Queste alcune delle sue parole a La Repubblica:

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Le parole di Delvecchio

“Questo è il miglior modo per ripartire e per sognare, Mourinho è un grande. Adesso ci vogliono anche i grandi calciatori per provare a vincere. Non basta l’arrivo del tecnico servirà intervenire anche sul mercato costruendo una squadra di grandi calciatori.” In conclusione, accosta l’arrivo del portoghese a quello di Capello: “Le due situazioni sono paragonabili, è vero però che Capello ha voluto una grande squadra e anche in questo caso serve il binomio giusto per poter vincere.”

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Delvecchio: “Nel 2003 non abbiamo creduto in noi stessi, spero che la Roma non faccia lo stesso errore”

DELVECCHIO INTERVISTA – L’ex giallorosso Marco Delvecchio è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport, in vista di Roma-Ajax, match valido per il ritorno dei quarti di finale di Europa League. L’ex attaccante ha ricordato la sfida della fase a gironi della Champions disputata nel 2003 contro gli olandesi e terminata con un pareggio che ha eliminato i giallorossi.

Delvecchio ricorda Roma-Ajax del 2003

“Rimpianto enorme? Beh, con quella squadra vincemmo un campionato meraviglioso e una Supercoppa. Ovvio che tutti avremmo voluto qualche trofeo in più, non penso di aver detto una cosa così originale. Se la Roma non ha creduto troppo in se stessa? È vero, c’erano squadre forti ma vi posso assicurare che lo eravamo anche noi. Spero che la Roma non faccia lo stesso errore, ma sono sicuro che affronterà la partita con la giusta concentrazione e fiducia. Per scaramanzia non dico niente su passaggi del turno o altro, dico solo che bisognerà avere serenità ed essere attenti a tutto. Partite così si vincono solo con 14 o 15 giocatori perfetti”.

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