Mourinho e il derby “normal”. Bocciato all’esame più atteso, ora dovrà gestire il rischio depressione

MOURINHO DERBY – Va alla Lazio il primo, sofferto e tiratissimo, derby dell’anno, il numero 155 in Serie A.  Il libro delle statistiche della stracittadina Capitale va aggiornato con la Roma che rimane ferma a 55 vittorie a fronte delle 40 biancocelesti, 60 pareggi completano il bilancio.  Maurizio Sarri, già promesso sposo della Roma nella scorsa primavera, batte Mourinho 3-2 e toglie ai giallorossi tre punti pesantissimi. Delusione, da vendere. Prurito, tantissimo. Senso di fastidio nei confronti di alcune illeggibili decisioni arbitrali, tanto. Sorpresa, anche tanta. Diciamoci la verità, in molti credevano, anche dopo quel lampo laziale che ha messo subito sotto la Roma per 2-0, che la squadra di Mourinho la partita l’avrebbe ribaltata. E la goduria sarebbe stata ancora più goduria al fischio finale. E invece, non l’abbiamo capito fino in fondo il derby giocato da Mourinho.

Mourino bocciato all’esame più atteso

E’ stata sì una sfida emozionante, soprattutto per chi l’ ha seguita da spettatore disinteressato. Era dai tempi delle sfide tra Eriksson e Capello che non c’erano due tecnici così decisivi in panchina nella stracittadina della Capitale. E’ stato tutto speciale, anzi “special”. Tranne il risultato finale, triste e “normal”. La squadra ha reagito, ha giocato, ci ha provato in tutti i modi affidandosi ai nervi e al carattere. Nessuno potrà addebitarle di essere rimasta in balia della Lazio di Sarri. Il popolo giallorosso però si era affidato, anima e cuore, al carisma del portoghese per la sfida più insidiosa, quella che ti può portare agli inferi come in paradiso. Mourinho invece ha perso il suo 120° derby in carriera. I 95 minuti dell’Olimpico non hanno purtroppo lasciato la sensazione che questo match lo avrebbe mai potuto far suo. Troppi gli errori da parte di tutti. Dal tecnico a Karsdorp, passando per Cristante (il centrocampo su tutti ha patito l’assenza di Pellegrini) e lo stesso Rui Patricio. Zaniolo si è preso sulle spalle la squadra e ha tenuto con merito a galla la Roma, ma ci mettiamo dentro tutti, perché di sconfitta di squadra si è trattato.

Lo Special One alla prova del rischio depressione

La partita di Mourinho è proseguita anche nel post derby quando, dopo la discutibile espulsione di Lorenzo Pellegrini nel penultimo turno di campionato, è tornato a parlare di arbitri. Ad attaccare gli arbitri (leggi qui le sue dichiarazioni). Forse da una personalità come quella di Jose’ ci sarebbe piaciuto anche sentire un commento sul confronto tra la sua filosofia di gioco e quella di Sarri, su due modi completamente all’opposto di intendere questo sport. Un confronto che i tifosi attendevano da settimane di vedere alla prova del nove. Per lo Special One è un passo falso. Ora dovrà gestirlo nel miglior dei modi al cospetto della gente romanista delusa. Dovrà sfatare il tabù depressione, quello che si appalesa quando il derby lo perdi e finisci diritto agli inferi!

Gspin

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Mourinho abbandona la conferenza: “Voglio parlare con la stampa, loro non lo sono”

MOURINHO CONFERENZA STAMPA – Mourinho diserta la conferenza stampa post partita dopo il derby perso 3-2 con la Lazio. A far infuriare il tecnico portoghese sono state le modalità con le quali la stessa si sarebbe dovuta svolgere: ovvero senza domande dei giornalisti all’interno della sala stampa ma solo con quelli collegati in remoto. “Voglio parlare con la stampa, loro non lo sono” ha urlato al delegato della Serie A indicando gli inviati di Rai e Sky Sport all’interno della sala. Poi la discussione è proseguita nella pancia dell’Olimpico fino alla mixed zone con toni accesi e con la spiegazione del delegato di A che ha rimandato alla società biancoceleste le modalità con cui svolgere la conferenza (via sms, ndr). Modalità, secondo la Lazio, che erano stato comunicate con tre ore di anticipo alla Roma.

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Lazio-Roma, gaffe biancoceleste: Mourinho diventa “Muorihno” nel tabellone dell’Olimpico (FOTO)

LAZIO ROMA MOURINHO – Il derby della Capitale, si sa, è una partita particolare. E prima del fischio del match si intravede una stranezza anche sul tabellone dell’Olimpico che, come di consueto, dovrebbe mostrare le formazioni delle due squadre. Nel proiettare tecnico e panchina giallorossa, però, ecco spuntare l’errore. Sullo schermo si legge infatti ‘Muorihno’ al posto di Mourinho. Lo ‘Special One’, intanto, ha parlato nel pre partita e ha cercato subito di appianare gli animi, sottolineando la necessità di mediare tra equilibrio ed emotività.

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Mourinho: “L’arbitro è stato decisivo. Il rigore? Il Var forse era a Coverciano… Meritavamo un risultato diverso”

LAZIO ROMA INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico giallorosso José Mourinho in occasione di Lazio-Roma, match valido per la 6a giornata di Serie A.

Mourinho a DAZN nel post partita

Lei ha parlato alla squadra in mezzo al campo, che cosa ha detto?
“Fra di noi e rimane così. Ho voluto fare subito il discorso lì ma è come se fosse nello spogliatoio”.

La Roma ha provato a vincerla, quanto ha pesato l’episodio del 2-0?
“Un feedback di una persona che è stata in Italia 10 anni fa è che il calcio italiano è migliorato tanto. Una partita fantastica ma l’arbitro e il VAR non sono stati di questo livello. Da 2-0 poteva essere 1-1. L’arbitro ha sbagliato in campo e il Var forse a Coverciano. Il secondo giallo a Leiva anche era importante. Due tre situazioni simili a quelle di Pellegrini oggi assolutamente nulla. Penso che i miei calciatori sono stati i più bravi. Se concedi 3 gol hai sbagliato ma il secondo e il terzo sono due contropiedi. Sul secondo la squadra aspettava il rigore. Abbiamo provato e messo la Lazio in difficoltà. Loro hanno gestito gli ultimi minuti bene anche grazie all’arbitro. Così, non ho altro da dire.”

Lei aveva esordito anche a Milano perdendo il primo derby, è preoccupato degli errori difensivi?
“No, non sono preoccupato. Lo sarei se non ci fosse il gioco. Sarei preoccupato se avessimo mollato. Il 3-1 è un gol di una squadra che deve rischiare.”

Sul primo gol l’errore è per un eccesso di emotività?
“Il calcio italiano è veramente cambiato. Dopo una partita così vuoi parlare di calcio e non di arbitri. Complimenti perchè il calcio italiano sta cambiando. Sapevamo perfettamente dell’inserimento di Milinkovic e abbiamo lasciato spazio centrale per la profondità a uno come lui che ha queste qualità. Certo che abbiamo sbagliato ma abbiamo avuto una grande reazione dimenticando il risultato e abbiamo reagito per segnare l’1-1. E ok”

Complimenti mister per la reazione della squadra, mancava un leader come Pellegrini ma Zaniolo si è trascinato la squadra. Lei pensa che crescano di più per lo step di crescita?
“Complimenti per la vostra vittoria. Io non voglio parlare di Pellegrini perchè dovrei parlare di nuovo di quella partita e non voglio. Nico ha fatto una buona partita e abbiamo avuto grandi situazioni dove fisicamente ha distrutto gli avversari con 2-3 giocatori in movimento. Però partita fantastica, un peccato che abbia avuto un affaticamento fisico e non ha potuto finire la partita. Parlare di individualità per me è difficile, alleno una squadra”.

Al di là della rabbia per gli episodi, rimane la serenità di una squadra con grande coraggio con una Lazio comunque in forma. Ha avuto la forza di venirne fuori con qualità. Non siete riusciti a passare da Abraham ma la prestazione c’è stata no?
“Serenità sempre anche in momenti di difficoltà al di là del risultato che è sempre stato giù. Al di là di questa situazione siamo stati in difficoltà per 10 minuti. All’intervallo ho detto che in transizione ci potevano fare male ed era un rischio che dovevamo prendere. Lo abbiamo fatto, orgoglio si e qualità si. Magari qualcuno non è d’accordo con me ma meritavamo un risultato positivo. L’arbitro ha influenzato il match”.

Poteva finire 3-3 o vincere voi
“Complimenti, ero sincero. Non ero sarcastico, quello era il tuo passato (riferendosi a Parolo, ndr)”

Mourinho a DAZN nel pre partita

In una partita così, il comunicatore Mourinho cosa fa?
“No, bisogna essere equilibrati. Se sei solo emotivo è difficile vincere, solo razionale non si può per una partita che è un po’ diversa. Serve equilibrio tra razionalità e emotività”.

Giocherà Mkhitaryan al posto di Pellegrini?
“Sono giocatori diversi. Di Pellegrini ne abbiamo solo uno e oggi non c’è. Mi fido degli altri, la rosa serve anche a questo. Non è giusto che non ci sia ma dobbiamo dimenticare questo.”

Contro il Torino la Lazio ha sofferto il pressing alto, lei è un grande tattico quanto ha preparato questa partita?
“Paragonare noi con il Torino è una perdita di tempo. Siamo completamente diversi, questa partita non è attendibile per noi.”

Ha preparato il match sulla Lazio?
“Lo facciamo sempre, non perdiamo l’identità ma cerchiamo i punti forti e meno del nostro avversario.”

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Mourinho contro Lazio: 8-0, lo Special spietato in A

MOURINHO LAZIO – Primo derby della Capitale per José Mourinho. Dopo più di due mesi nella Capitale, quindi, per lo ‘Special One’ arriva il primo grande appuntamento, con una squadra contro cui in carriera ha sempre raccolto successi.

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I precedenti

MourinhoLazio 8-0. È lo schiacciante risultato dei 4 precedenti in campionato del portoghese, che li ha vinti tutti, riporta La Repubblica. Lo ‘Special One’, imbattuto contro la Lazio anche nelle prime due sfide col Porto (4-1 in casa, 0-0 a Roma, semifinale della Coppa Uefa poi vinta nel 2003), una partita su 7 però l’ha persa. Matuzalem, con un gol fortunoso, e Rocchi, con un pallonetto fantastico, decisero il 2-1 biancoeleste nella Supercoppa italiana a Pechino, l’8 agosto 2009, poi segnò e il pareggio di Milito venne annullato per fuorigioco. Sarri, invece, ha nella Roma la sua bestia nera: ci ha perso 6 volte su 12 confronti diretti: l’ultimo ko è quello del confronto più recente, Juve-Roma 1-2 il 1° agosto 2020 per concludere un campionato già vinto dai bianconeri. Il bilancio contro i giallorossi è completato da 4 vittorie e 2 pareggi.

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Il derby dei debuttanti: prima volta per Mourinho e altri cinque giallorossi

DERBY LAZIO ROMA – Quello di domenica sarà il primo derby per tanti giallorossi, sia in campo che in panchina. Si parte con José Mourinho, alla prima sfida contro Sarri in Italia, che nel nostro paese ha già vinto più di un derby di Milano, sulla panchina dell’Inter, e ora vuole lasciare il segno anche nella capitale.

Sulla fascia sinistra un altro debutto

Sarà la prima stracittadina anche per Eldor Shomurodov, che in Italia ha già giocato un derby: quello della lanterna tra Genoa e Sampdoria con la maglia del Grifone. Ne ha giocati tantissimi di derby di Lisbona, con il suo Sporting contro il Benfica, Rui Patricio, che domani debutterà nella stracittadina di Roma. Anche Abraham pregusta l’attesissimo esordio: “Mi hanno parlato del derby dal primo giorno che sono arrivato a Roma”. Debutto, scrive Il Tempo, anche sulla fascia sinistra. Uno tra Calafiori, romano e romanista, e Vina, occuperà la fascia. Ed entrambi non hanno mai raccolto minuti (solo panchine per Calafiori) nel derby della capitale.

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Fonseca: “Sapevo che Pinto aveva scelto Mourinho. José con me ha avuto un ottimo atteggiamento”

FONSECA MOURINHO – L’ex allenatore della Roma, Paulo Fonseca, torna a parlare in un’intervista al quotidiano inglese The Telegraph. Tra i temi, anche l’esperienza biennale in giallorosso e l’annuncio di José Mourinho quando il tecnico era ancora sulla panchina della Roma: “In alcuni paesi forse non è normale, ma è normale in posti come la Germania un annuncio di un allenatore 6-8 mesi prima. Sapevo già che Tiago Pinto avrebbe scelto José Mourinho. È stato un processo chiaro per me. José ha avuto un ottimo atteggiamento con me. Mi ha chiamato e parlato e non ci sono stati problemi”.

Sul mancato approdo al Tottenham

“Tottenham? L’accordo era fatto, non era stato annunciato ma avevamo pianificato i calciatori nel pre-campionato. Ma le cose sono cambiate quando è arrivato Paratici, su alcune idee non eravamo d’accordo e ha preferito un altro allenatore – ha spiegato l’ex tecnico della Roma – Ho alcuni principi. Volevo guidare una grande squadra, ma voglio un progetto giusto e una società in cui le persone credano nelle mie idee, nel mio modo di giocare. E questo non è successo con l’amministratore delegato”. “Costruire una squadra che giochi un calcio propositivo e d’attacco, non posso essere diverso: tutte le mie squadre avranno queste direttive – ha concluso Fonseca – Alla Roma o allo Shakhtar in Champions League non ho mandato la mia squadra a difendere vicino all’area di rigore contro i club più forti”.

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Fisichella: “Roma? Sono fiducioso, quando hanno annunciato Mou non ci credevo”, poi scherza: “Se serve per vincere guido il pullman…”

FISICHELLA ROMA – Giancarlo Fisichella pilota Ferrari per le competizioni GT ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di New Sound Level, nel corso della presentazione dell’evento ROMA XXIVh. Tra gli argomenti trattati l’attuale andamento della Roma e le speranze per i futuri obiettivi giallorossi. Queste le sue parole:

Le dichiarazioni di Fisichella

“La Roma? Vorrei cancellare solo la partita contro il Verona perché non è stata come ci aspettavamo, soprattutto il risultato che è stato molto negativo, perché fino a questa partita ho visto una bella Roma che ci da tanta speranza. Quest’anno abbiamo ritrovato alcuni giocatori come Zaniolo, è arrivato Abraham che esploderà. Sono contento e fiducioso. Quando è stato annunciato Mourinho non ci credevo, non dico che ho pensato che fosse uno scherzo ma quasi. Poi quando l’ho visto, mi sono detto questa è una bella risposta della società anche perché uno come Mourinho non è venuto soltanto per i soldi, ma anche perché gli sarà stata garantita una certa rosa su cui lavorare. Si può migliorare, si sta crescendo però non dimentichiamoci che la Roma fino adesso ha sempre vinto a parte l’ultima partita. Se mi piace la nuova proprietà? Certo, l’importante che abbia le idee chiare e che faccia gli investimenti per dare a Mourinho la possibilità di far crescere la squadra. Quest’anno il minimo risultato è quello di arrivare tra le prime quattro per tornare in Champions il prossimo anno e speriamo di arrivare almeno in finale in Coppa Italia o in Conference League. Se serve per vincere faccio anche l’autista del pullman della squadra” .

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Mourinho e il suo rapporto con i derby: tante vittorie, in difficoltà solo con il City

DERBY MOURINHO – La partita più attesa dell’anno è alle porte. Sale l’attesa dei tifosi per la prima sfida tra Roma e Lazio di questa stagione. Un derby che sarà ancora più speciale con la presenza sulle panchine di due grandi allenatori, Josè Mourinho e Maurizio Sarri, entrambi all’esordio assoluto in questo match. Per lo Special One una carriera con già 38 stracittadine sulle spalle in ben quattro nazioni diverse tra Portogallo, Spagna, Italia ed Inghilterra. Ecco il suo curriculum nelle sfide per il predominio della città.

Sono ben 24 le vittorie di Mou negli scontri cittadini

La media vittorie dello Special One negli scontri cittadini rispecchia quello della sua lunga carriera in panchina. Per lui, infatti, ben 24 vittorie in 38 incontri tra due squadre che si combattevano lo scettro in città. Nella sua avventura in questo tipo di incontri si può notare anche una grande mole di gioco su match che di solito sono molto fisici e poco tecnici. Sono ben 65 le reti segnate dalle sue squadre, ben 1,71 reti ogni 90 minuti. La difesa, come da tradizione del tecnico lusitano, è il fulcro delle sue vittorie nei derby con i soli 26 gol subiti, 0,68 a partita. Numeri che fanno capire anche come il tecnico riesce a plagiare a sua immagine e somiglianza le proprie formazioni in partite così sentite al livello psicologico oltre che tecnico.

Arsenal vittima preferita in Inghilterra, male contro il City

In Inghilterra per Mourinho ben 13 vittorie in 25 partite. Sulla panchina del Chelsea, nel derby del West London contro l’Arsenal, ben 9 successi, 7 i pareggi e solamente 2 le sconfitte. Un dominio che si è confermato in tutte e due le sue avventure con i Blues. Tantissime anche le reti siglate dalla sua formazione contro quella di Arsene Wenger, 25 in 18 partite contro le sole 7 subite. Quando atterrato nel 2016 a Manchester, lo Special One si è ritrovato un’avversaria probabilmente più forte e che lo ha messo spesso in difficoltà. Contro il City solamente 2 le vittorie nei 6 match, 3 le sconfitte e una parità. Una squadra, quella dei Red Devils, che faticava a segnare e subiva più di quanto riusciva a creare. Solamente 7 i gol fatti contro i 9 subiti. Nel suo anno e mezzo al Tottenham, invece, percorso netto con 2 vittorie nei derby di nuovo contro l’Arsenal. Questa volta, però, contro lo spagnolo Mikel Arteta ex vice di uno degli allenatori che più hanno lottato in carriera con Josè Mourinho: Pep Guardiola.

In Serie A una sola sconfitta contro il Milan all’esordio nei derby della Madonnina

I due anni dell’Inter, secondo alcuni i migliori della carriera dello Special One, hanno visto la squadra nerazzurra battere per 3 volte i cugini subendo una sola sconfitta nella prima sfida. Memorabile il 4-0 della squadra interista con Mourinho che inserì il neoacquisto Sneijder che risultò poi il migliore calciatore della partita e uno dei grandi artefici del Triplete. Nei derby della “Madonnina” 8 le reti segnate dalla squadra del patron Moratti contro le uniche due reti subite nel primo dei quattro incontri.

Madrid terra di conquista di Mou, una sola sconfitta in tre stagioni

I tre anni ai Blancos hanno mostrato un Mourinho quasi imbattibile nelle stracittadine spagnole. Nelle partite contro l’Atletico Madrid, ben 8 le vittorie e una sola sconfitta, anche se in finale di Copa del Rey. Nella sua avventura spagnola, lo Special One ha incontrato ben tre allenatori sulla panchina avversaria nei derby. Percorso netto sia con Quique Sanchez Flores e con Gregorio Manzano, la sconfitta arrivò solamente nell’ultimo match contro Diego Pablo Simeone nella finale di coppa nazionale. Un dominio stracittadino che si può vedere anche nei numeri: 21 i gol segnati dalla squadra del lusitano e solamente 7 quelli messi a segno dai “Colchoneros”.

Giacomo Emanuele Di Giulio

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Roma, cercasi leader per la difesa: Mou sorridi, arriva Smalling

ROMA DIFESA SMALLING – Se da una parte c’è Rui Patricio, autore di una stagione fino a qui straordinaria, dall’altra c’è una difesa, o per meglio dire una fase difensiva, che non sembra quella classica di Mourinho. Come riportato da gazzetta.it, la Roma, finora, ha preso un gol a partita (7 su 7), ha chiuso solo due volte con la porta inviolata. Ecco perché per arrivare al top, oltre al filtro del centrocampo e al lavoro che dovranno fare gli esterni (alti e bassi), la Roma ha bisogno di ritrovare il miglior Smalling. L’inglese è il giocatore più esperto della difesa, quello che tra i centrali può dare più certezze. Da quando è rientrato ha giocato 90’ contro il Cska Sofia e l’ultimo quarto d’ora contro il Verona, adesso con l’Udinese, e soprattutto il derby, alle porte il suo rientro a pieno regime diventa determinante. Lui ce la sta mettendo tutta per tornare al 100%. Lavora a Trigoria, lavora a casa anche con un suo staff (in estate si è affidato all’osteopata Laura Licci, specializzata in colonna vertebrale e schiena) ed è ancora più attento al lavoro di prevenzione degli infortuni. Per Mourinho, prima che si facesse male, la coppia titolare era formata da Chris e da Mancini, adesso Ibanez ha scalato posizioni, ma il miglior Smalling, per Mourinho, è sempre fondamentale. Ecco perché ora andrà gestito: l’inglese fatica a reggere tre partite a settimana e sembra difficile immaginarlo in campo sia contro l’Udinese sia contro la Lazio. Ma non è detto: se dovesse giocare, e giocare bene, contro i friulani prenoterebbe un posto da titolare anche contro la Lazio.

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