Sabatini: “Zaniolo un crack, Alisson l’operazione migliore. Alla Roma ci tornerei”

CALCIOMERCATO ROMA SABATINI – Walter Sabatini, ex ds di numerose squadre di Serie A tra cui la Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Radio commentando in generale l’attuale campionato e soffermandosi in particolare sulla stagione dei giallorossi.

Sabatini su Zaniolo: “Sarà il crack della stagione, non gli consiglio di andare all’estero”

Come sta? Sta seguendo la Serie A? 
“La domenica vedo tutte le partite o comunque quelle che posso vedere, in particolare vedo il Bologna al quale sono legato fino al 30 giugno. Attualmente sono a riposo ma è un riposo attivo”.

Che campionato è questo? Come la vede? chi è favorita? 
“Io fino a un mese fa e anche oggi la confermo, avevo puntato sul Napoli, seppur adesso hanno avuto tanti infortuni. Spalletti riassemblerà la squadra e gli darà spinta. L’Inter gioca bene e c’è grande alchimia. Il Milan l’ho sempre pronosticato come possibile vincitore. Se ci pensate il campionato è bellissimo e le piazze sono ambite. Tutti dovranno combattere anche per la Champions. Mi sembra un campionato stimolante”.

Manca la Juventus. Lei come si spiega questo inizio così travagliato nonostante in panchina ci sia uno come Allegri. Cosa non va?
“La Juve non ha trovato un canovaccio giusto. Ci sono parecchie discontinuità ma questo dipende anche dall’abbandono di Ronaldo. L’anno scorso la Juve puntava molto sul portoghese. Oggi orfani di uno così stanno facendo fatica. La squadra manca molto a centrocampo, dove ha dei limiti”.

Lì c’è Rabiot che lei avrebbe voluto alla Roma.
“Si Rabiot volevo portarlo alla Roma, avrei voluto. Mi aspettavo molto di più da lui. Più incisività. Consideriamo che lui a 17 anni era un titolare del PSG”.

Lei impazzisce per il talento inespresso. E lui non si arrende a questo. Arnautovic ad esempio 10 anni fa doveva fare la carriera che sta facendo. Ad esempio lei l’avrebbe preso. Ora i giallorossi hanno Shomurodov. 
“A me sembra che alla Roma manca una proteina importante che faccia grande la squadra. La Roma alterna grandi partite a tonfi incredibili”.

La proteina è più la squadra o la società? 
“La società ha un ruolo primario chiaramente. Non so quant’è l’impatto di Tiago Pinto sullo spogliatoio e su Mourinho e i Friedkin ma devo stare zitto. Sono un tifoso della Roma, così come lo è mio figlio. Ho lavorato anche per la Lazio e mai mi dissocerò da quella scelta di vita perché Lotito mi ha tirato fuori da una situazione personale. A Lotito posso riservare solo la mia gratitudine e siccome gratitudine e conoscenza devono essere sempre alla base. La Roma è stata la mia vita, l’ho sempre detto e lo ribadisco oggi. Mai mi sono discostato dall’essere un direttore sportivo della Roma. Lo facevo sempre sulla base di quello che ero e dalle azioni che compivo”.

Lei è stato tanti anni direttore della Roma e l’ha vissuta intensamente. Le chiedo, perché è così complicato vincere?
“Perché la Juve faceva 102 punti. Un anno con Spalletti 82 e con Garcia 85. ma sfortunatamente la Juve ne ha fatti 106 di punti. L’ambiente è difficile ma l’ambiente siete voi. A Roma l’ambiente siamo tutti noi, è una piazza turbolenta, polemica, ma non è un cross sbagliato che deve preoccupare una critica fatta alla radio il giorno prima. Si tratta di un alibi che voglio togliere. Mi compiaccio delle mie e delle plusvalenze alla Roma. Sono state plusvalenze reali e me ne compiaccio di più perché scopro che moltissime altre prodotte sono state truccate. non mi scandalizzo me il calcio non si fermerà per questo. Basta che ci saranno le dovute sanzioni e apposto. Il calcio ha sempre ritrovato la strada maestra per cui non sarà questo a fermare il Calcio. Il calcio è della gente e la gente non permetterà la fine”.

Non vai al Genoa giusto? 
“No, perché non c’è unità di vedute nella gestione del club, perché non c’è identità di vedute che non voglio fare”.

E sugli allenatori che ha avuto? 
“Ho avuto allenatori meravigliosi. Se ne devo scegliere uno scelgo Spalletti anche se a Roma questo non sarà ben accetto. La qualità dei giocatori con Spalletti era straordinaria. Totti vinse la scarpa d’oro. A Zeman gli sono grato perché ha fatto giocare titolari bambini come Marquinos e Lamela. Lo stesso Rudi Garcia veniva da una stagione di contestazione ed è venuto con una leggerezza che è stata colta dallo spogliatoio e abbiamo fatto 10 vittorie di seguito. Tutti lo dicevano. Anche De Rossi mi diceva ‘ti rendi conto quanto eravamo forti?’. Gli stessi giocatori erano consapevoli che si potesse fare qualcosa di grande. Nella partita del violino di Garcia ho incontrato Rocchi poi, e lui mi disse che se avesse potuto tornare indietro avrebbe cancellato tutta quella partita. Mi disse che fece una marea di ca**te. Il risultato lì sarebbe stato diverso e in quel contesto il risultato sarebbe stato determinante per il prosieguo del campionato. Ma non avvertivo nessun clima anti Roma”.

Ora lo avverte un clima persegutorio?
“Per me se ci sono sono errori, dovuti a un ricambio. Sarebbe merito che sbagliassero anche a discapito di qualcun altro ma non credo ci sia un disegno contro la Roma. Una volta quando c’erano le dinastie dei Sensi e dei Viola poteva essere così. Oggi le proprietà sono tutte straniere quindi non credo che qualcuno voglia penalizzare i Friedkin”.

C’è stato mai la possibilità di tornare? Che consiglio darebbe a Zaniolo? 
“Su Zaniolo ho particolare affetto, sarà il crack della stagione e mi dispiace per i contraccolpi che ha avuto. Ha una forza e una tecnica superlativa. Gli consiglio di evitare l’inutile. Deve pensare alle sue qualità e semplificare il suo gioco. Non può fare a meno della lotta perché è il suo modo di giocare. E’ un giocatore incommensurabile, fortissimo e sarà fondamentale per lo spareggio della Nazionale”

Quindi non gli consiglierebbe di andare all’estero?
“Assolutamente no, la Roma è la culla dei campioni. Io non ho mai sentito una tifoseria che sotto di 3 gol canta per un quarto d’ora”.

C’è stato modo di rientrare? 
“No, ma come si fa chiedere a me se tornerei? Certo che tornerei. Ma non c’è stato modo. Ormai il calcio tende a individuare i nuovi dirigenti con altri metodi. Il calcio va a vanti e ci devo convivere, personalmente non vorrei essere identificato come algoritmo”.

Zamparini Lotito Pallotta e Zang. Con chi è più difficile lavorare?
“Avete deciso di mettermi all’angolo. Sono stati tutti presidenti potenti. Zhang ho avuto modo di riscontrare quanto sia potente. In Cina era un semidio. Zamparini un presidente incredibile. Con lui ballavi sempre il tip tap. Era un grande intenditore di calcio. Lotito è il miglior presidente in assoluto. Lotito era presidente quando la Lazio era alle soglie del tribunale. Da lì con le sue intuizioni e il suo coraggio ha combattuto battaglia che ha portato la Lazio a una dimensione europea. Quell’anno arrivammo in Champions con una serie di prestiti. Su Pallotta sorvolo ma mi ha dato la Roma. La Roma è una grande cosa e me l’ha dato lui. Apprezzo il fatto che lui mi stimi”.

Era vero che stava portando Allegri?
“Sì era l’Allegri che usciva dal Milan, ma poi non si concluse”.

L’operazione peggiore tra Dumbia Iturbe e Zeman? 
“No su Zeman non sono d’accordo. Dumbia è stata un operazione sbagliata. Fece comunque 2 gol consecutivi che ci tenne attaccati alla Champions. Ma non posso dire che è stata una grande operazione”.

E su Alisson e Marquinos? 
“Alison l’operazione migliore, preso a 7 rivenduto a 40. Marquinos preso a 4 rivenduto a 32. Oggi sono più orgoglioso di un tempo”.

Lei ha portato Dzeko per 15 milioni, Pinto ha portato Abraham per 40. Puo avere un futuro alla Dzeko e diventare tra i più importanti della storia della Roma.
“Abraham ho provato a portarlo alla Sampdoria. Io stravedo per Abraham e vedo le movenze che ha in campo e i margini di miglioramento che può avere. Il suo problema è che la squadra intera trovi la sua dimensione, allora sarà determinante”.

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Un turno di squalifica per Mancini e Zaniolo, salteranno la sfida con lo Spezia

ROMA SQUALIFICHE SERIE A – Il giudice sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandea, ha squalificato ben sette giocatori dopo la 16a giornata di campionato. Per quel che riguarda la Roma, saranno out per il match contro lo Spezia, Gianluca Mancini e Nicolò Zaniolo. Per entrambi la squalifica è dovuta alla ammonizione subita nel match contro l’Inter da già diffidati. Torneranno in campo, invece, sia Karsdorp che Abraham che hanno scontato il loro turno.

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Sacchi: “Mi aspettavo qualcosa in più da qualche giocatore della Roma, Zaniolo deve imparare che si gioca in 11”

ROMA INTER SACCHI – La Roma è uscita sconfitta dalla sfida contro l’Inter per 3-0 in un match che non ha mai avuto storia. Ai nerazzurri di Inzaghi sono bastati i primi 45 minuti per chiudere una sfida sfruttando le molte assenze nella rosa di Josè Mourinho. Di questo ha parlato anche Arrigo Sacchi alla Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni stralci delle parole dell’ex allenatore del Milan.

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Le parole di Sacchi su Roma-Inter e sulla Serie A

“La Roma ieri non mi ha deluso, ma mi aspettavo qualcosa di più da qualche giocatore. Ad esempio, Zaniolo deve imparare che si gioca in undici. Non può fare la battaglia uno contro tutti. Lui avrebbe grandi potenzialità, ma rischia di sperperarle tutte. Deve pensare di più. E’ entusiasmante.  Si sta giocando bene, a ritmi elevati. La velocità è fondamentale per dare adrenalina alla gente. Certo che una cosa va detta subito: ci sono troppe partite, e dunque troppi infortuni. Avanti di questo passo, le squadre si allargheranno, vedremo rose di trenta e più giocatori, i costi aumenteranno e lo spettacolo non ne trarrà benefici. Intervenire prima che sia troppo tardi, bisogna farlo.”

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Contro l’Inter è solo little Roma. Mourinho nobile decaduto contro la sua “storia”

ROMA INTER MOURINHO – Dopo 39 giri di lancette, Roma-Inter era già finita. Il tempo di concedere l’onore del gol anche Denzel Dumfries che ha trovato all’Olimpico la sua prima rete in Serie A con il quinto tiro nello specchio nella competizione. Solo dopo aver concesso ovviamente l’attesissimo, basso-quotato anche dai bookmakers, gol dell’ex Dzeko, oltre all’1-0 da polli di Calhanoglu, direttamente da calcio d’angolo. La sedicesima giornata regala insomma solo amarezza ai giallorossi, nonostante dalla tribuna, a tifare, ci siano 51.000 anime innamorate e mai stanche di sostenerli, e il simbolo del romanismo, Francesco Totti, tornato all’Olimpico dopo due anni. Neppure il suo ascendente ha potuto far molto su quello che doveva essere il big match dai mille significati, tra punti pesanti in palio per la classifica e sfide tra grandi ex.

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Little Roma nel big match dei grandi ex

Di big sotto l’ombra del Colosseo c’è stato bene poco. La little Roma è stata sparring partner degli interisti, che hanno affondato quando e come hanno voluto. Padroni assoluti del campo dinanzi a uno sgomento Jose’ Mourinho. Il silenzio del tecnico fatto precedere alla vigilia della sfida, è servito solo ad amplificare il malessere di una squadra che aveva vissuto l’illusione di essersi ritrovata dopo la sosta delle nazionali. Tre risultati utili non fanno però primavera nell’inverno gelido di Trigoria. Troppo timida la reazione della squadra giallorossa, orfana delle pesanti assenze per squalifica di Abraham e Karsdorp.  Riesce a creare pochissimo in avanti malgrado il grande lavoro di Zaniolo. L’attacco spuntato affidato a Shomurodov e Mkhitaryan, di fatto non impensierisce mai il solido Handanovic.

Mourinho nobile decaduto di fronte alla sua “storia”

E così ai tifosi della Magica tocca digerire anche gli olè dei colleghi interisti che accompagnano i passaggi della loro squadra in completo dominio. Rispondono continuando a cantare “Alè Alè Roma Aleè”, mentre Mourinho abbassa il capo, rimugina sul match contro la sua “storia” che si è trasformato in un incubo. Prende, porta a casa, e ripone nel cassetto più distante dagli occhi, il secondo, pesante record negativo della sua carriera. Dopo i 6 gol presi dal Bodo in Conference League, incassa per la prima volta in assoluto con una sua squadra, tre reti nei primi 45 minuti. Mentre la Roma, che si fregiava di essere la compagine con la porta meno inviolata in gare casalinghe di Serie A in questo 2021 che volge al termine, deve aggiungere il numero 3 alle sole 10 segnature accumulate in 12 mesi.

GSpin

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Sabatini: “Sono d’accordo con Mou sulla tutela di Zaniolo. I tifosi devono avere pazienza”

ROMA MOURINHO SABATINI – Torna a parlare l’ex direttore sportivo della Roma e attuale consulente del Genoa, Walter Sabatini. Il dirigente calcistico è intervenuto al premio “Fioravante Polito” in provincia di Salerno ed ha risposto alle domande dei cronisti presenti. Tra i tanti temi trattati anche l’attuale situazione giallorossa e il comportamento di Josè Mourinho. Ecco uno stralcio delle sue parole.

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Le parole di Sabatini su Mourinho

“Mourinho si comporta da Mourinho. Sulla tutela di Zaniolo sarei anche d’accordo. Ha un modo di giocare che porta al contrasto e i grandi talenti andrebbero tutelati. Totti li prendeva i calci ma era un semidio, non apparteneva al genere umano e sapeva come evitare le botte degli uomini”.

La previsione di Roma-Inter

“Roma-Inter? La squadra di Mourinho tirerà fuori tutto il temperamento che ha per restare legata al carro delle prime. Ha bisogno di un grande successo con una grande squadra. Loro lo sanno. Un voto a Mou? Non sono per i voti, quello glielo ha dato tutta la sua vita sportiva e i suoi successi. È la vita che gli ha dato un voto. Se i tifosi giallorossi saranno pazienti? Devono esserlo, a Mou si deve concedere tutto quello che merita per la sua storia. Gode di un grande carisma e non va inficiato. È proprio con il carisma che potrà portare a casa le cose che i tifosi vogliono”.

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Zaniolo come Totti, il difficile rapporto con gli arbitri. Ecco perché apprezza la ‘difesa’ di Mourinho

ROMA ZANIOLO MOURINHO – Domani la Roma tornerà in campo contro l’Inter alle ore 18 allo Stadio Olimpico. Nell’11 giallorosso ci sarà sicuramente Nicolò Zaniolo che è stato pubblicamente difeso da Josè Mourinho dopo la sfida contro il Bologna persa dai giallorossi per 1-0.

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Per il numero 22 un trattamento simile a quello subito da Totti in gioventù

Probabilmente Josè Mourinho ha esagerato anche se un pizzico di verità nelle sue parole c’è: Nicolò Zaniolo ha bisogno di essere protetto. Secondo Il Messaggero, il numero 22 viene punito alla prima protesta anche davanti a evidenti scorrettezze subite. Le parole dello Special One sono piaciute molto al classe ’99 che si è sentito protetto ma che ora deve cambiare atteggiamento limando qualche difetto di gioventù. Una situazione simile a quella successa a Totti più di 20 anni fa. Dall’arbitro Pairetto aveva rimediato la sua unica espulsione stagionale contro la Fiorentina. Non ci sono prove ma qualche episodio ha indispettito più di qualche fischietto italiano. Le attenzioni per il 22 arrivano anche dall’estero dove ci sono molti estimatori. Il Tottenham di Conte è alla finestra così come il Psg. La Roma non pensa a venderlo ma lo valuta tra i 50 e i 60 milioni di euro. Il calciatore guadagna meno di molti suoi compagni di squadra e si aspetta un adeguamento di contratto anche se il club non considera questa come una priorità.

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Delvecchio: “Zaniolo non è un simulatore. Contro l’Inter sarà dura”

ROMA ZANIOLO DELVECCHIO – Torna a parlare un ex grande giocatore giallorosso come Marco Delvecchio. L’ex attaccante milanese, classe 1973, ha giocato con la maglia giallorossa dal 1995 al 2005 per 231 partite segnando ben 62 gol di cui 9 nei derby capitolini. Tanti i temi trattati nell’intervista rilasciata al Messaggero, a partire dal trattamento riservato dalle squadre avversarie a Nicolò Zaniolo. Ecco uno stralcio delle sue parole.

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Le parole di Marco Delvecchio

Zaniolo è un simulatore?
“Beh, stando a quanto visto a Bologna, direi di no. Il tocco c’è stato ed è caduto. Un tocco lieve, ma parlare di grande simulazione mi pare esagerato. Non era rigore, basta. Perché il giallo per simulazione? Troppo.”


Gli arbitri ce l’hanno con lui?

“Gli episodi vanno in quella direzione, ma non credo si tratti di accanimento.”

Mourinho è stato chiaro: deve andare via dall’Italia?
“Non so se abbia ragione, non penso ci sia un qualcosa di specifico contro Zaniolo. Posso capire se Mourinho si riferisce a un qualcosa contro la Roma più in generale. A volte capita che gli arbitri ti prendano di mira, non ne farei una tragedia, bisogna reagire: Zaniolo deve continuare a giocare al calcio, come sa fare. Forse questa è una fase in cui ha difficoltà a comunicare con i direttori di gara e viene spesso punito. Ma sono cose che col tempo si risolvono.”

Succedeva anche al Totti ventenne, ricorda?
“Come no? È vero, un po’ era così anche per Francesco. Che sapeva, come Zaniolo, di essere forte, e quando vedeva che non gli fischiavano i falli, magari protestava platealmente. Succede che per questo gli arbitri ti prendano di mira, magari notano la tua attitudine a reagire o certi atteggiamenti che non vanno bene. Ma ripeto, sono questioni che si superano, Totti è stato bravo negli anni a far ricredere tutti, ha cambiato rotta e sappiamo poi come siano andate le cose, senza dover andare a giocare all’estero. Ci sono i presupposti che succeda anche a Zaniolo, non ho dubbi. Poi se Nicolò voglia fare una scelta diversa per altri motivi, può farlo senza problemi, ci mancherebbe. Ma non è che all’estero gli arbitri siano diversi.”

L’arbitro di Bologna, Pairetto, non ha punito solo Zaniolo.
“C’è anche la questione Abraham, che si è preso un’ammonizione immeritata e pesantissima. Quando ho visto le immagini non ci volevo credere: si è girato, per sbaglio è finito addosso a Svanberg. Ammonito. No, c’è stato un errore. Si vedeva che non era un gesto cercato, violento. È stato uno scontro casuale.”

C’è Roma-Inter, è pronto per giocare?
“In effetti, le assenze saranno molte. È dura. Senza Abraham, ElSha, Karsdorp. Per Mou sarà una partita speciale, magari sperava di giocarsela con altri presupposti. Ecco, magari la risolve Zaniolo….”

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Amore tra Zaniolo e Abraham sui social: “Love”, “Mio Fratello”

ZANIOLO ABRAHAM ROMA – Grande amore tra Nicolò Zaniolo e Tammy Abraham. I due hanno giocato per la seconda insieme nel nuovo modulo di Josè Mourinho che ha regalato altri 3 punti contro il Torino di Milan Juric. Il numero 22 ha postato una foto sul suo profilo Instagram abbracciato alla punta inglese commentando così “Love”. L’ex Chelsea ha commentato così: “Mio fratello”. Una coppia che sta piacendo molto anche allo Special One che li ha riproposti questa sera dopo l’ottima prestazione in Conference League contro lo Zorya che ha visto i giallorossi vittoriosi per 4-0 e qualificarsi per il prossimo turno della competizione europea.

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La Roma cinica di Abraham vince lo stesso, a dispetto dei fuorigioco millimetrici

ROMA ABRAHAM – Una Roma vibrante e tosta capitalizza il gol di Abraham del primo tempo e conquista tre punti importanti che la portano a 25 punti in classifica, in piena corsa per il 4° posto. Un 4° posto, va detto, complicato da ottenere vista l’ottima Atalanta (distante 3 punti) che sabato ha battuto la Juventus e visto l’assembramento di squadre in lotta per un posto in Champions. Complicata altresì per le difficoltà oggettive che le direzioni arbitrali con tanto di seguito di Var annesso stanno imponendo al percorso della Roma in questa Serie A. Anche contro il Torino non sono mancate le polemiche, lasciateci dire legittime, scaturite dall’episodio del rigore prima concesso e poi a sorpresa annullato. Per Abraham poteva essere doppietta dagli 11 metri, ma l’arbitro Chiffi ha revocato il penalty dopo un consulto record con il Var durato quasi 5′ per un millimetrico fuorigioco dello stesso attaccante inglese. Il pensiero unico vorrebbe che episodi simili vengano trattati allo stesso modo. Vigileremo!

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Mourinho: “Pellegrini starà fuori per qualche settimana”

La difesa tiene, l’attacco ottiene il massimo con il minimo sforzo

La squadra ha saputo reagire quando appena dopo un quarto d’ora ha perso il suo capitano. Pellegrini ha accusato un problema muscolare al quadricipite destro, per lui si prevede uno stop di qualche settimana. Mourinho, lucido dalla panchina, da parte sua ha saputo trovare subito trovare la soluzione reinventandosi il centrocampo mandando in campo Carles Perez per un’inedita linea mediana a tre con Diawara e Mkhitaryan. Con ordine e disciplina, senza troppo strafare, la Roma ha cercato e ottenuto la vittoria che le serviva per dare continuità agli ultimi risultati e per chiudere una settimana positiva. La difesa, inoltre, con il modulo a 3, sembra aver trovato la giusta compattezza, capace di chiudere il match ancora senza gol presi, per la terza volta consecutiva (Genoa, Zorya e Torino). Per Mancini è compagni sono 6 i clean sheets per la in questo campionato, solo il Napoli di Spalletti ne ha collezionati di piú, 8.

Nel segno di Abraham e Zaniolo

I giallorossi battendo il Torino tornano a inanellare due successi di fila in campionato, non accadeva dalle prime tre giornate del torneo. E’ una vittoria che fa felice Mourinho e anche Tammy Abraham, al secondo gol consecutivo dopo il centro in Conference League. Funziona bene poi l’intesa con Nicolò Zaniolo questa sera anche lui tra i migliori in campo. Dirompente con le sue ritrovate fiammate a spaccare la difesa granata, in fiducia e prepotente con le sue accelerazioni e percussioni che non gli vedevamo fare da tempo. Il numero 22 ha mostrato uno strapotere fisico a lungo sofferto dalla retroguardia di Juric.  Per quanto fatto, avrebbe meritato di più del decisivo innesco con cui avvia l’azione del gol dell’inglese.  Così la banda giallorossa non demorde, in netta ripresa dopo un autunno affollato di profonde ombre e tanti dubbi.  Aspettando quei rinforzi dal mercato di riparazione che lo Special One reclama da mesi.

GSpin

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Nazionale: Joao Pedro, Spinazzola e Zaniolo per conquistare un posto in Qatar

QUALIFICAZIONI MONDIALI ITALIA – La nazionale di Roberto Mancini non è in un gran momento e si pensa a come migliorare questa formazione in vista degli spareggi di marzo. Si pensa a Joao Pedro (Gravina è al lavoro per cercare di renderlo convocabile dal CT) e si attendono i ritorni di Spinazzola e Zaniolo.

Un’Italia diversa senza Spinazzola

L’ultima volta che abbiamo vinto un match importante al 90′ era contro il Belgio ai quarti di Euro2020, partita nella quale si è infortunato Leonardo Spinazzola. Secondo La Gazzetta dello Sport, l’esterno della Roma era la chiave per far giocare bene la nazionale, attaccante e difensore al tempo stesso. Oltre al terzino giallorosso, pedina fondamentale per il ‘Mancio’, si aspettano notizie da Zaniolo, Scamacca e Raspadori. oltre a loro, si pensa anche di convocare Joao Pedro e Luiz Felipe che ora possono essere chiamati da Roberto Mancini per cercare di scacciare i problemi offensivi di questa nazionale. Anche a centrocampo ci sarà qualche novità, in attesa dei veri Verratti e Jorginho, si stanno facendo spazio i vari Tonali e Pellegrini.

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