PAGELLE di Roma-Napoli: Mancini ferma Osimhen, sempre più Zaniolo. Cristante è la centrale di recupero palloni

PAGELLE ROMA NAPOLI – Dopo l’umiliazione di Bodo, arriva la risposta della Roma (quella titolare) contro il Napoli: all’Olimpico davanti a 47 mila spettatori finisce 0-0 , in una partita giocata a viso aperto da entrambe le squadre. Un’occasione colossale per tempo e per squadra: nei primi 45 minuti sbaglia Abraham a tu-per-tu con Ospina, nella seconda frazione di gioco, invece, Osimhen prende un palo praticamente a porta vuota.

Le pagelle di Roma-Napoli

Rui Patricio 6. Non è mai chiamato a grandi interventi. Procura un piccolo brivido su un rinvio ciccato con Osimhen in pressione, ma fortunatamente ne esce indenne.

Karsdorp 6,5. Una certezza. Partita dopo partita si conferma un elemento importantissimo per la Roma di José Mourinho. Sale e scende sulla fascia destra che è una bellezza, serve bene i compagni, come quando mette in porta Pellegrini, ed è decisivo nel secondo tempo quando salva sul tiro di Mario Rui a Rui Patricio battuto.

Mancini 7. Semplicemente perfetto sull’attaccante più in forma del nostro campionato e tra i più performanti dei top-5 campionati europei. E’ subito decisivo su Osimhen al 14′, poi lo bracca in tutti i modi limitando fortemente il suo raggio d’azione. Il capolavoro poi è nel secondo tempo in collaborazione con Ibanez, quando sbarrano la strada al numero 9 a porta vuota. Può anche trovare il gol, ma il suo colpo di testa termina fuori di un soffio. Dopo l’assenza di Bodo, c’è un leader ritrovato.

Ibanez 7. Non parte benissimo, con un paio di errori dei ‘suoi’ in fase di impostazione. Poi cresce e in coppia con Mancini fermano in ogni modo il cliente più scomodo possibile, vale a dire Osimhen.

Vina 6. All’inizio fa fatica a prendere le misure su Politano, poi il suo rendimento inizia a salire con il passare dei minuti e con l’aiuto in copertura di Mkhitaryan.

Cristante 7. La migliore partita da quando è a Roma senza ombra di dubbio. E’ una centrale di recupero palloni (6 duelli vinti su 7) e anche in impostazione non se la cava affatto male: dai suoi piedi nasce la grande occasione di Abraham nel primo tempo. Enorme per tutti i 90 minuti.

Veretout 6. Il motore non è al massimo dei giri e questo, purtroppo, lo diciamo da più di qualche settimana. Meglio nel primo tempo sicuramente quando riesce a rompere di più il gioco e dar spazio a qualche ripartenza. Nel secondo, invece, si vede sempre meno. Urge ritrovare il miglior Jordan!

Zaniolo 6,5. Dopo la paura di Torino, un’altra bella conferma. Ma non di problemi fisici, ma di una forma fisica sempre più vicina a quella dei bei, vecchi tempi. Quando parte in velocità, i giocatori del Napoli non lo prendono mai e, soprattutto lontano dalla porta, è sempre lucido nelle scelte. Manca l’incisività in area di rigore per fare l’ultimo step, ma che bello rivederlo così!

Pellegrini 6,5. Sicuramente meglio rispetto a Torino, ma manca l’acuto finale. Ghiotta la chance a fine primo tempo: bravo ad arpionare il lancio di Veretout, con diverse soluzioni a portata di mano sceglie di calciare, finendo per colpire l’avversario davanti a sé. Pescato da Karsdorp, al volo di destro non trova la porta, da zona comunque difficile. Può mettere a referto un assist, ma Mancini non mette in rete da posizione favorevole.

Mkhitaryan 5. Un’accelerazione sul finale di tempo e un tiro pochi attimi prima di uscire: gli unici due squilli della sua partita. Poi tante imprecisione, poca freschezza fisica e la conferma di sembrare sempre di più alla copia sbiadita dello splendido calciatore ammirato per lunghi tratti della scorsa stagione.

Abraham 6. Gioca una partita in condizioni fisiche precarie, con il dolore alla caviglia che torna a bussargli alla porta. Ha l’occasione più grande della Roma in tutta la partita, ma sciupa clamorosamente. Nel lavoro lontano alla porta, invece, si dimostra sempre efficace ed estremamente utile alla squadra per salire e far ritrovare metri a un baricentro eccessivamente basso. E’ ora, però, di sbloccarsi e iniziare a segnare con continuità.

dal 66′ El Shaarawy 5,5. Non ci vuole molto a far meglio di Mkhitaryan, ma non riesce ad incidere.

dal 87′ Shomurodov sv. Qualche buona pressione, ma troppo poco tempo per farsi vedere.

Mourinho 6,5. Dopo la batosta di Bodo, la Roma ritrova carattere, prestazione e orgoglio contro la capolista: non era del tutto scontato. Non si sfata il tabù delle big, ma è un punto che consente ai giallorossi, almeno fino a mercoledì, di restare quarti in classifica da soli. Manca l’acuto finale, ma è un buon punto. Ora sotto con Cagliari e Milan.

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PAGELLE di Bodø/Glimt-Roma: non si salva nessuno, è lo ‘Squid Game’ delle seconde linee. Mou, la serata meno Special di sempre

BODO GLIMT ROMA PAGELLE – La Roma crolla e perde 6-1 contro il Bodo/Glimt. Una serata horror per la squadra di José Mourinho che, con 9 cambi rispetto a Torino, capitola nella trasferta norvegese valida per il terzo turno della Conference League. Può essere vista come lo ‘Squid Game’ delle seconde linee giallorosse: vengono messi in gioco, ma probabilmente verranno ‘eliminati’ o troveranno sempre meno spazio nella squadra dello Special One.

Le pagelle di Bodo/Glimt Roma

Rui Patricio 5. Tiene a galla la zattera giallorossa finché può, nel primo tempo salva pure il risultato. Poi capitola anche lui: ultimo dei colpevoli, ma in in una serata del genere non possono esservi sufficienze.

Reynolds 3. Al momento non è assolutamente adatto a determinati palcoscenici: sembra non saper mai che cosa fare in mezzo al campo, in nessuna fase del gioco. Dalla sua parte gli avversari fanno quello che vogliono e come vogliono. Un giocatore, almeno per ora, non da Roma.

Ibanez 4. Fino alla debacle è l’unico che prova a reggere in difesa. Poi affonda insieme a tutti gli altri.

Kumbulla 3. Inguardabile. Non è neanche il lontano parente del giovane promettente ammirato a Verona: incerto sul terzo gol, ingiustificabile l’atteggiamento in occasione del poker dei padroni di casa e si perde, in collaborazione con Calafiori, l’uomo sulla sesta rete. Se fino ad ora aveva trovato pochissimo spazio, da oggi probabilmente sarà ancora di meno.

Calafiori 3. Più di cento passi indietro in un percorso di crescita che, al di là dei problemi fisici, aveva fatto vedere perlopiù progressi. Sbaglia tutto quello che si può, tanto in avanti quanto indietro, avendo responsabilità in più di una rete avversaria.

Diawara 4. Mette a referto l’assist per il gol, ma non serve assolutamente a salvare la sua prestazione. Troppo leggera in fase di filtro, lento a rientrare sul vantaggio del Bodo, inguardabile e ingiustificabile l’azione (non) difensiva sul terzo gol. Poco spazio in questo inizio di stagione? Ecco il perché, probabilmente.

Darboe 4. Se la prima uscita da titolare in Conference League è stata un successo, non si può dire di certo lo stesso per la partita di oggi. Male in impostazione e lento in chiusura sul gol del vantaggio del Bodo. Deve ancora crescere tanto.

Perez 5. Il gol e poco di più. Ma quanto meno nel primo tempo ci prova.

Villar 4. Non è tranquillo e il suo stato d’animo si riflette sul modo di giocare: confuso e poco risoluto. Una sola buona giocata nel corso del suo primo tempo: un passaggio di prima in profondità per Reynolds. Poi il buio. Da dimenticare.

El Shaarawy 4. Non gli riesce praticamente nulla nei 60 minuti che resta in campo.

Mayoral 4. C’è poco da ricordare della sua partita, giusto un paio di corse senza successo in profondità. E fa capire perché, ad oggi, resta la terza scelta per l’attacco.

dal 46′ Cristante 4. I big dovevano entrare per riprendere la partita, invece la fanno scappare. Non può esserci voto diverso per i titolari entrato in gara.

dal 46′ Shomurodov 4. Delle buone impressioni di inizio stagione rimane ben poco.

dal 46′ Mkhitaryan 4. Un tiro, tra l’altro respinto, in 45 minuti. Poi un fantasma.

dal 60′ Abraham 4. Come gli altri big entrati in campo, assolutamente invisibile per tutta la permanenza in campo.

dal 60′ Pellegrini 4. Neanche il capitano fa nulla per provare a salvare la nave che affonda.

Mourinho 4. Viene accusato di fare poco turnover e allora decide di esagerare in Norvegia: la squadra crolla e quando c’è da provare a riprendere la partita i ‘big’ non aiutano, anzi. “Ci sono panchine e panchine in Serie A”, aveva detto dopo la sconfitta con la Juve e la serata di oggi gli dà ragione. Ma è possibile, anzi, si deve fare di più, una figuraccia del genere non è accettabile. Una notte norvegese per niente ‘Special’.

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PAGELLE di Juventus-Roma: Zaniolo, 26 minuti di rimpianti. Male Veretout, neanche Mou sfata il tabù big

PAGELLE JUVENTUS ROMA – Continua la maledizione Stadium per la Roma: perde per 1-0 contro la Juventus. Decide il gol di Kean al 15′ e sbaglia sul finale del primo tempo un rigore Veretout, in un episodio destinato a far discutere a lungo: Abraham, un secondo dopo l’assegnazione del penalty, mette la palla in rete ma ormai viene decretato il tiro dal dischetto con tanto di check Var. Un episodio molto più unico che raro. Nel secondo tempo i giallorossi provano a trovare il pari, ma la squadra di Allegri si chiude bene e chiude tutti gli spazi.

Le pagelle di Juventus-Roma

Rui Patricio 6. Al di là del gol, su cui è incolpevole, non viene mai impegnato in modo deciso.

Karsdorp 6. Ci si aspetta una partita ben più semplice con De Sciglio, ma il bianconero è in serata di grazia e si rivela un cliente estremamente scomodo. Combatte in avanti e dietro, ma al momento del cross è spesso impreciso e la sensazione è che possa fare molto di più.

Mancini 6. La Juventus, che trova il vantaggio dopo 15 minuti, non pensa più di tanto ad attaccare e il 23 il suo compito lo svolge in modo sufficiente.

Ibanez 5. Si fa prendere completamente il tempo in occasione del gol di Kean: è l’episodio che segna la sua prestazione.

Vina 6. E’ complice con Ibanez del gol subito da Kean. Cresce nettamente nel secondo tempo con una buona prestazione difensiva e qualche discesa interessante in avanti. Al 73′ rischia anche di fare un super-gol che Chiellini gli nega.

Cristante 5. Decisamente inconsistente: si vede e si sente molto poco.

Veretout 5. Non doveva neanche calciarlo, visto che doveva arrivare il gol, ma sbaglia il rigore – il primo da quando è in giallorosso – che può rimettere la partita in qualità. Poi poco ordine e non riesce nelle sue solite giocate in mediana. Prova a riscattarsi con un bel tiro a giro, ma termina di poco fuori.

Zaniolo 6,5. Venticinque minuti di grande qualità tra strappi, progessione palla al piede e giocate intelligenti. Poi si ferma per un problema fisico. Peccato, speriamo non sia nulla di grave.

Pellegrini 6. E’ l’osservato speciale della Juventus di Allegri: si ritrova spesso, specialmente nel primo tempo, ingabbiato tra le maglie bianconere senza riuscire ad esprimere tutte le sue qualità. Migliora nel secondo tempo, ma senza dubbio non è la miglior versione di Pellegrini vista fin qui.

Mkhitaryan 5,5. Tanta corsa e impegno ma anche moltissima imprecisione. Ci si aspetta di più da lui, specialmente in questi appuntamenti.

Abraham 6. Viene messo in campo con un recupero flash dal problema alla caviglia e il primo tempo conferma la bontà della volontà di volerlo a tutti i costi: è il più pericoloso con un paio di discese interessanti,

dal 26′ El Shaarawy 6,5. Entra al posto di Zaniolo e risulta, per continuità nel corso della partita, il più vivace di tutto il reparto offensivo. Purtroppo, però, a lui come a tutti gli altri, gli manca lo spunto decisivo.

Mourinho 6. Aveva avvisato tutti alla vigilia della difficoltà dell’impresa e alla Roma non riesce: anche con lui continua il tabù della big. Alla sua squadra, però, si può rimproverare poco o nulla, se non tanta ingenuità nell’occasione del gol e il fatto di non riuscire a segnare. In realtà, la Roma la palla in rete la mette ma Orsato decide di interpretare il calcio a modo suo. Ora Conference League e Napoli: reagire e dare un segnale, anche alle grandi del campionato, è d’obbligo.

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PAGELLE di Roma-Empoli: Pellegrini, rinnovo con regalo. Mkhitaryan e Zaniolo mettono le ali

PAGELLE ROMA EMPOLI – La Roma dimentica definitivamente il derby, batte l’Empoli per 2-0 e blinda il quarto posto. Basta un gol per tempo a regolare la squadra di Aurelio Andreazzoli: apre le danze un gol di Pellegrini al 42′, servito da Mkhitaryan, e poi è proprio l’armeno al 48′ dopo una grande traversa di Abraham a mettere la sua firma sul risultato. Prova positiva da parte di tutti e ancora una volta sprazzi del vero Zaniolo. Ecco le pagelle della sfida.

Le pagelle di Roma-Empoli

Rui Patricio 6. Non sono richiesti grandi interventi, ma anche in quelli più semplici mostra sempre sicurezza. Lo ripetiamo: è la garanzia tra i pali che la Roma cercava dall’addio di Alisson.

Karsdorp 6,5. La solita garanzia sulla fascia destra. Preciso in fase difensiva, sempre e costantemente presente quando bisogna spingere. Mourinho all’80esimo lo deve pregare per non salire più, ma fermarlo non è facile e continua a fare su e giù fino all’ultimo secondo.

Smalling 6. Duella con Pinamonti con buoni risultati, ma l’avversario in generale crea troppi problemi. Esce con qualche problema nel finale: speriamo che non ricominci alcun calvario.

Mancini 6. Rimedia all’errore di Darboe a inizio partita, poi ha ben poco di cui preoccuparsi.

Vina 6. Dopo l’incubo derby torna a buoni livelli con una prestazione diligente. Non rischia nulla dietro e cerca di accompagnare il più possibile di accompagnare l’azione offensiva.

Darboe 6. La partita non comincia benissimo: al 15esimo perde una palla sanguinosa e fa venire i brividi a tutto l’Olimpico. Poi prende coraggio, entra in ritmo partita e la sua prestazione migliora e non poco, con tanto ordinato (95% dei passaggi riusciti) e presenza accanto a Veretout. Ancora in rodaggio, ma è un’alternativa credibile.

Veretout 6,5. Dopo un rientro affannato dalla prima sosta, già al derby si era visto che i giri del motore di Jordan stavano salendo. Oggi la conferma, con una prestazione importante a far da filtro davanti la difesa: all’80esimo è provvidenziale il suo intervento su Mancuso pronto a colpire in porta. E con Darboe rappresenta una coppia ben assortita che può essere riproposta in futuro.

Zaniolo 7. Lo diciamo ancora a bassa voce, ma sembra proprio che il miglior Nicolò Zaniolo sia tornato. La prepotenza fisica, la velocità e la facilità di gioco sono quelli dei giorni migliori. Se riuscirà a ritrovare incisività in zona-gol, potremo veramente dire di avere nuovamente il giocatore che aveva fatto vedere lampi di talento incredibile.

Pellegrini 7. Sceglie il miglior modo di festeggiare il rinnovo di contratto: prestazione da incorniciare e gol del vantaggio. E il suo apporto alla fase difensiva fa capire quanto la sua assenza abbia pesato nel derby. Da inizio stagione sono 7 gol e due assist: livello spaventoso.

Mkhitaryan 7. A fine derby ci chiedevamo un po’ tutti che fine avesse fatto il ‘Magic Mikhi’ della scorsa stagione. Tanta corsa, lotta e impegno ma senza riuscire a fare la differenza negli ultimi 16 metri. Oggi, finalmente, sprazzi del vecchio Mkhitaryan e per la Roma è tutto più facile: prima l’assist per il vantaggio di Pellegrini, poi la rete del raddoppio. Non succedeva dal febbraio 2020. La speranza è che il rendimento torni definitivamente quello di un anno fa. La squadra di Mou ne ha bisogno.

Abraham 6,5. Dopo quasi due mesi è chiaro che la fortuna non lo assista. Sul secondo gol per poco non sfonda la traversa, poi sul colpo di testa trova anche il difensore dell’Empoli sulla linea che gli nega la gioia del gol. Ma non c’è da preoccuparsi, perché Tammy c’è: è sempre l’interno della manovra offensiva, crea gioco e per i difensori avversari è sempre un bel gratticapo visto il suo moto perpetuo. Arriveranno giorni migliori: d’altronde, la fortuna aiuta gli audaci, no? E Abraham sicuramente lo è.

dal 64′ Cristante 6. Entra con il risultato già sul 2-0. Poco meno di mezz’ora di gestione e cosa più importante senza mai rischiare di prendere il giallo.

dal 84′ Calafiori sv. Una bella discesa in cui prova a servire Abraham e poco più.

dal 85′ El Shaarawy sv. Dopo lo show di coppa, solo una manciata di minuti.

dal 90′ Ibanez sv. Dà il cambio a uno Smalling malconcio.

dal 90′ Zalewski sv. Qualche minuto anche oggi che dimostra la volontà di Mourinho di lavorare sul ragazzo.

Mourinho 7. Nessun problema come doveva essere contro l’Empoli: la Roma si rialza definitivamente dopo il derby e blinda il quarto posto con la sosta alle porte. Tutto ciò che si poteva chiedere. Ora la sosta per continuare a lavorare e migliorare ancora di più una squadra che dà l’impressione di poter crescere molto, specialmente in fase offensiva dove le potenzialità sono enormi. Darboe fa la seconda consecutiva e manda un messaggio alle altre riserve: con il lavoro si possono scalare posizioni e trovare spazio. Con lo ‘Special One’ funziona così.

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PAGELLE di Roma-Empoli: Pellegrini, rinnovo con regalo. Mkhitaryan e Zaniolo mettono le ali

PAGELLE ROMA EMPOLI – La Roma dimentica definitivamente il derby, batte l’Empoli per 2-0 e blinda il quarto posto. Basta un gol per tempo a regolare la squadra di Aurelio Andreazzoli: apre le danze un gol di Pellegrini al 42′, servito da Mkhitaryan, e poi è proprio l’armeno al 48′ dopo una grande traversa di Abraham a mettere la sua firma sul risultato. Prova positiva da parte di tutti e ancora una volta sprazzi del vero Zaniolo. Ecco le pagelle della sfida.

Le pagelle di Roma-Empoli

Rui Patricio 6. Non sono richiesti grandi interventi, ma anche in quelli più semplici mostra sempre sicurezza. Lo ripetiamo: è la garanzia tra i pali che la Roma cercava dall’addio di Alisson.

Karsdorp 6,5. La solita garanzia sulla fascia destra. Preciso in fase difensiva, sempre e costantemente presente quando bisogna spingere. Mourinho all’80esimo lo deve pregare per non salire più, ma fermarlo non è facile e continua a fare su e giù fino all’ultimo secondo.

Smalling 6. Duella con Pinamonti con buoni risultati, ma l’avversario in generale crea troppi problemi. Esce con qualche problema nel finale: speriamo che non ricominci alcun calvario.

Mancini 6. Rimedia all’errore di Darboe a inizio partita, poi ha ben poco di cui preoccuparsi.

Vina 6. Dopo l’incubo derby torna a buoni livelli con una prestazione diligente. Non rischia nulla dietro e cerca di accompagnare il più possibile di accompagnare l’azione offensiva.

Darboe 6. La partita non comincia benissimo: al 15esimo perde una palla sanguinosa e fa venire i brividi a tutto l’Olimpico. Poi prende coraggio, entra in ritmo partita e la sua prestazione migliora e non poco, con tanto ordinato (95% dei passaggi riusciti) e presenza accanto a Veretout. Ancora in rodaggio, ma è un’alternativa credibile.

Veretout 6,5. Dopo un rientro affannato dalla prima sosta, già al derby si era visto che i giri del motore di Jordan stavano salendo. Oggi la conferma, con una prestazione importante a far da filtro davanti la difesa: all’80esimo è provvidenziale il suo intervento su Mancuso pronto a colpire in porta. E con Darboe rappresenta una coppia ben assortita che può essere riproposta in futuro.

Zaniolo 7. Lo diciamo ancora a bassa voce, ma sembra proprio che il miglior Nicolò Zaniolo sia tornato. La prepotenza fisica, la velocità e la facilità di gioco sono quelli dei giorni migliori. Se riuscirà a ritrovare incisività in zona-gol, potremo veramente dire di avere nuovamente il giocatore che aveva fatto vedere lampi di talento incredibile.

Pellegrini 7. Sceglie il miglior modo di festeggiare il rinnovo di contratto: prestazione da incorniciare e gol del vantaggio. E il suo apporto alla fase difensiva fa capire quanto la sua assenza abbia pesato nel derby. Da inizio stagione sono 7 gol e due assist: livello spaventoso.

Mkhitaryan 7. A fine derby ci chiedevamo un po’ tutti che fine avesse fatto il ‘Magic Mikhi’ della scorsa stagione. Tanta corsa, lotta e impegno ma senza riuscire a fare la differenza negli ultimi 16 metri. Oggi, finalmente, sprazzi del vecchio Mkhitaryan e per la Roma è tutto più facile: prima l’assist per il vantaggio di Pellegrini, poi la rete del raddoppio. Non succedeva dal febbraio 2020. La speranza è che il rendimento torni definitivamente quello di un anno fa. La squadra di Mou ne ha bisogno.

Abraham 6,5. Dopo quasi due mesi è chiaro che la fortuna non lo assista. Sul secondo gol per poco non sfonda la traversa, poi sul colpo di testa trova anche il difensore dell’Empoli sulla linea che gli nega la gioia del gol. Ma non c’è da preoccuparsi, perché Tammy c’è: è sempre l’interno della manovra offensiva, crea gioco e per i difensori avversari è sempre un bel gratticapo visto il suo moto perpetuo. Arriveranno giorni migliori: d’altronde, la fortuna aiuta gli audaci, no? E Abraham sicuramente lo è.

dal 64′ Cristante 6. Entra con il risultato già sul 2-0. Poco meno di mezz’ora di gestione e cosa più importante senza mai rischiare di prendere il giallo.

dal 84′ Calafiori sv. Una bella discesa in cui prova a servire Abraham e poco più.

dal 85′ El Shaarawy sv. Dopo lo show di coppa, solo una manciata di minuti.

dal 90′ Ibanez sv. Dà il cambio a uno Smalling malconcio.

dal 90′ Zalewski sv. Qualche minuto anche oggi che dimostra la volontà di Mourinho di lavorare sul ragazzo.

Mourinho 7. Nessun problema come doveva essere contro l’Empoli: la Roma si rialza definitivamente dopo il derby e blinda il quarto posto con la sosta alle porte. Tutto ciò che si poteva chiedere. Ora la sosta per continuare a lavorare e migliorare ancora di più una squadra che dà l’impressione di poter crescere molto, specialmente in fase offensiva dove le potenzialità sono enormi. Darboe fa la seconda consecutiva e manda un messaggio alle altre riserve: con il lavoro si possono scalare posizioni e trovare spazio. Con lo ‘Special One’ funziona così.

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PAGELLE di Zorya-Roma: El Shaarawy il migliore, Abraham entra e domina

PAGELLE ZORYA ROMA – La Roma si rialza dopo il derby e batte per 3-0 in trasferta lo Zorya Luhansk, nella seconda giornata del girone C di Conference League. Una partita sicuramente non difficile per la squadra di Mourinho, che la indirizza già dal primo tempo con il vantaggio al 7′ di El Shaarawy. I padroni di casa non si fanno mai vedere e nei secondi 45 minuti, la squadra giallorossa preme sull’acceleratore: al 66′ c’è il raddoppio di Smalling e al 66′ il tris di Abraham.

Le pagelle di Zorya-Roma

Rui Patricio 6. La preoccupazione più grande della sua partita arriva a 30 secondi dal fischio finale e si fa trovare, come sempre, pronto. Per 90 minuti è praticamente giornata di riposo, se non per un retropassaggio alto pericoloso di Smalling su cui se la cava bene con stop di petto e rinvio al volo di destro.

Ibanez 6. Le prime uscite da terzino erano state difficili (per usare un eufemismo…), oggi va decisamente meglio. C’è da dire che gli avversari non fanno molto per metterlo in difficoltà. Anzi, praticamente nulla.

Smalling 6,5. In difesa non è mai eccessivamente sotto pressione e si regala anche la gioia della rete del raddoppio.

Kumbulla 6. Ritrova il campo da titolare: è la prima volta in questa stagione. Non passa una serata difficile, aiutato sicuramente dalla (non) forza degli avversari.

Calafiori 6,5. Come gli succede spesso cala con il passare dei minuti. Più di una buona iniziativa personale nel primo tempo, dove mette in perenne difficoltà il suo collega avversario sulla fascia, più ‘difensivo’ e spento nei secondi 45 minuti e si fa notare quasi solamente per il suo . Un altro aspetto su cui dovrà migliorare: la continuità nei 90 minuti.

Darboe 7. Mourinho lo mette in campo quando tutti si aspettavano Villar e Diawara e ricomincia esattamente da dove aveva finito lo scorso campionato. La sua è una buona prestazione di presenza a centrocampo, precisione (93% di passaggi riusciti) e mette la sua firma anche sul vantaggio della Roma servendo l’assist a El Shaarawy. Se continuerà così può rappresentare una risorsa preziosa.

Cristante 6. Sta pagando chiaramente lo scotto dei tanti impegni ravvicinati e della sua inamovibilità di Mourinho. Manca un po’ di brillantezza e di velocità, è ormai evidente. Ha il merito di fare l’assist a Smalling sul secondo gol, ma ha un dannato bisogno di rifiatare.

Perez 5,5. Sempre più spesso meglio da subentrante che da titolare. Anche oggi può fare di più, invece si fa vedere poco e svolge perlopiù il compitino.

Pellegrini 6. Per una volta niente fuochi d’artificio. Meglio nei primi 45 quando manda in porta Shomurodov e si muove con libertà tra le linee della trequarti avversaria. Come succede a tanti, specialmente a chi sta giocando di più in queste ultime settimane, il suo rendimento cala nella ripresa e viene sostituito da Villar.

El Shaarawy 7,5. Nel primo tempo decide quasi di mettersi in proprio e la gran parte delle occasioni della Roma vengono dai suoi piedi: prima segna il gol del vantaggio, poi impegna Matsapura in almeno un altro paio di occasioni con il solito tiro a giro. Quando viene chiamato in causa in Conference League si fa sempre trovare pronto, ora serve un guizzo importante da titolare anche in campionato.

Shomurodov 5,5. Bene il pressing offensivo, l’attacco alla profondità e la voglia costante di lavorare per la squadra. Deve assolutamente migliorare, però, sotto l’aspetto realizzativo: al 29′ ha l’occasione a tu-per-tu con il portiere per raddoppiare ma se lo divora in modo clamoroso.

dal 62′ Zaniolo 6. Entra quando la Roma chiude la partita.

dal 62′ Abraham 7. L’ingresso in campo è da calciatore dominante: prende subito un palo, poi si rifà qualche minuto più tardi con la rete del 3-0. N

dal 70′ Diawara 6. Venti minuti in chiaroscuro: un paio di buoni recuperi, ma anche qualche palla persa di troppo.

dal 77′ Villar 6. Appena quindici minuti (recupero compreso) e un tiro verso la porta. Poi ben poco.

dal 78′ Mayoral SV. Abraham gli serve una grande palla per far male in ripartenza, ma viene rimontato dalla difesa avversaria. Ha comunque troppo poco tempo per farsi vedere.

Mourinho 6,5. Almeno nella fase a gironi, giocare la Conference League non è la cosa che preferisce se così si può dire. Lo ‘Special One’ fa turnover, ma continua a ribadire le sue idee: Villar, Diawara e Reynolds sono ai margini del progetto. Nonostante questo, però, la squadra fa il suo e vince con facilità la partita senza soffrire quasi mai. Ora serve la risposta più importante: quella in campionato.

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PAGELLE di Lazio-Roma: Vina e Mancini, serata da incubo. Segnali del vecchio Zaniolo

LAZIO ROMA PAGELLE – Il primo scontro tra Sarri e Mourinho va al biancoceleste: la Lazio vince il derby contro la Roma per 3-2. La partita è subito fortemente in salita per i giallorossi che prendono un uno-due devastante in 19 minuti con i gol di Milinkovic-Savic e Pedro. Al 41′, però, Ibanez prova a rimettere in carreggiata la partita, ma al 63′ Felipe Anderson rimette i suoi sopra di due. Al 69′ Veretout la riapre su calcio di rigore procurato da Zaniolo, il migliore della Roma, ma il forcing finale non porta al pareggio finale.

Le pagelle di Lazio-Roma

Rui Patricio 5. Sul gol di Milinkovic non è perfetto e pure sul tiro di Pedro non sembra proprio velocissimo nella discesa a terra. Prima serata no da quando è in giallorosso. Ma pesa. Speriamo non faccia come Pau Lopez.

Karsdorp 5. Paga la stanchezza o la difficoltà dell’impegno, la prestazione però dice che non si è visto il solito Karsdorp. In difficoltà a prendere le misure a Pedro in fase difensiva e totalmente inefficace in quella offensiva.

Mancini 5. Dopo quello di Verona, un altro brutto pomeriggio. Sul primo gol si perde totalmente Milinkovic e anche nella gestione della ripartenza del raddoppio biancoceleste non è perfetto. Cresce sensibilmente nel secondo tempo, ma non è abbastanza per salvare una prestazione tutt’altro che sufficiente.

Ibanez 6,5. La difesa affonda, lui prova a rialzarla da solo. Naturalmente non ci può riuscire, ma fronteggia Immobile come può e segna il gol del momentaneo 2-1. Una prestazione di spessore, come ne ha già fatte vedere diverse in questa stagione.

Vina 4. Non è al meglio e si vede. Prendere Felipe Anderson è missione difficile, per lui oggi praticamente impossibile. Davanti poi non riesce mai a dare un contributo utile alla manvora. Serata da dimenticare totalmente.

Cristante 4,5. Continua il calo già visto contro l’Udinese. Lento con le gambe e con la testa, perde tanti palloni e prende un giallo ingenuo che ne condiziona il resto della partita.

Veretout 6. Il primo vero squillo della Roma verso la porta di Reina è il suo. Per il resto deve reggere il peso del centrocampo da solo, vista la serata nera di Cristante e realizza il rigore del 3-2. E’ uno di quelli che lotta e corre fino all’ultimo. Segnali di risveglio.

Zaniolo 6,5. Bentornato, vecchio Nicolò! E’ la nota positiva di questa partita, rivedere la versione più simile allo Zaniolo pre-infortunio. Presenza continua nella manovra offensiva, strappi con cui diventa imprendibile e ricerca costante di fare male negli ultimi 16 metri. Prende un palo, si procura il rigore e per poco con un azione personale non segna un eurogol. La bella notizia: il solito Nico.

Mkhitaryan 5,5. Tanta corsa e impegno, ma quello visto oggi è la copia sbiadita del Magic Mikhi visto dalla scorsa stagione fino all’inizio di questa. La Roma deve ritrovare il prima possibile la sua classe e fantasia per trovare maggior brio in fase offensiva.

El Shaarawy 5. C’è davvero El Shaarawy in campo? E’ la domanda che si saranno fatti la maggior parte dei tifosi della Roma alla sua unica iniziativa: un tiro deviato nel secondo tempo. Per il resto, il nulla.

Abraham 5,5. Corre tanto e si lamenta altrettanto perché viene servito poco. Troppo poco. La Roma deve lavorare su questo: servire di più il suo centravanti che può essere un’arma letale.

dal 64′ Shomurodov 5,5. Ha sui piedi una buona opportunità per il 3-3, ma il suo tiro a giro è troppo centrale. Prova a battersi, ma non riesce a lasciare il segno.

dal 78′ Perez 5,5. Una buona giocata per mandare Shomurodov al tiro, ma poco più: poi tanti dribbling sbagliati e poche giocate efficienti.

dal 83′ Zalewski sv. Prova qualche giocata, ma ha troppo poco tempo per incidere.

dal 83′ Smalling 5,5. Entra in modo frenetico: tante giocate sbagliate. E anche una rimessa laterale horror.

Mourinho 5. Nel pre-partita è chiaro: per un derby vanno equilibrate emozioni e razionalità. I suoi, però, stavolta non lo seguono: l’inizio è horror e la Lazio prende subito il sopravvento con i gol di Milinkovic-Savic e Pedro. La scelta di El Shaarawy dall’inizio non paga e anche Vina è in costante difficoltà dal 1′ minuto contro Felipe Anderson. Al più presto, però, vanno trovate soluzioni per quelli che sono i mali endemici della Roma: si soffre tremendamente a centrocampo e la difesa va in difficoltà con troppa facilità. La gestione dei cambi, poi, convince poco.

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PAGELLE di Roma-Udinese: Abraham canta, incanta e la decide. Calafiori, che risposta a Mou!

PAGELLE ROMA UDINESE – Dopo il brutto ko subito in casa del Verona, la Roma riparte subito col piede giusto: vittoria per 1-0 contro l’Udinese di Gotti, nel match valido per la 5° giornata di Serie A. Una sfida difficile e combattuta decisa dal gol al 36′ del primo tempo di Tammy Abraham. In una serata in cui arrivano i tre punti, ci sono anche notizie negative per Mourinho che perde Lorenzo Pellegrini per il derby, con l’espulsione rimediata nei minuti finali di match.

Le pagelle di Roma-Udinese

Rui Patricio 6. A dispetto di qualche pericolo di troppo corso, specialmente nel secondo tempo, non è mai messo veramente in difficoltà. Anche negli interventi più semplici si mostra sicuro.

Karsdorp 6,5. Si fa difficoltà a rinunciare a lui: sia perché ci sono alternative che non soddisfano, ma anche perché è ormai una garanzia. La locomotiva si mangia la fascia per 90 minuti senza troppi problemi, nonostante i tanti impegni ravvicinati giocati sempre da titolare. Inesauribile.

Ibanez 5,5. Tiene bene da centrale e si rende protagonista anche di un paio di buoni interventi in uno contro uno con un cliente scomodo come Deulofeu. Soffre tanto, però, quando va sulla sinistra e deve sfidare Soppy che non riesce a reggere praticamente mai.

Mancini 7. Per parlare della sua partita basterebbe il salvataggio dal 43′ su Pussetto che vale sicuramente come un gol. Ma anche lui, come altri, dopo le nubi di Verona torna a far rivedere tutte le sue qualità.

Calafiori 7. Dimostra maturità e intelligenza, trasformando le parole di Mourinho in conferenza stampa in pura carica ed energia per questa partita. Ripaga la fiducia del mister con una corsa di 60 metri e l’assist per il gol di Abraham. Al 68′ esce dal campo senza più energie, ma tra gli applausi convinti dell’Olimpico. La risposta giusta, al momento giusto: bravo, Cala!

Veretout 6. Dal post-sosta ancora dobbiamo rivedere il miglior Jordan, ma oggi i giri del motore hanno cominciato a risalire e la sua presenza in mezzo al campo si vede e si sente di più. Ma tutti sappiamo quanto ancora meglio possa fare. Speriamo ricominci dal derby.

Cristante 5,5. Non è la sua serata migliore. Sbaglia più di qualche appoggio e perde più di un pallone sulla trequarti avversaria. Un mezzo passaggio a vuoto per uno degli uomini migliori di questo inizio di stagione.

Zaniolo 6. Ha tanta voglia di dimostrare, dopo una settimana in cui se ne sono dette tante su di lui, e si vede già dai primissimi minuti di gioco. E’ sfortunato (ma può far meglio…) quando prende il palo di testa nel primo tempo, ma per il resto la sua partita ripercorre le tappe delle ultime uscite: tanto lavoro in fase difensiva, una miriade di corse all’indietro e raddoppi, ma ancora poco incisivo, per quelle che sono le sue qualità, nell’ultimo quarto di campo.

Pellegrini 6. La solita ottima prestazione, sempre nel vivo del gioco della Roma ma stavolta senza leggere il suo nome sul tabellino e lo sappiamo che omria fa strano. Nel finale si prende il cartellino rosso (molto generoso…) che gli farà saltare il derby. Che peccato.

Mkhitaryan 6,5. Pronti, via sfiora subito il gol con un bel tiro dalla distanza. Nel primo tempo è tra i migliori per corsa, intensità, ritmo e spirito di sacrificio. Le energie vengono a mancare nella ripresa e più passano i minuti più gli standard della sua prestazione calano notevolmente.

Abraham 7. Canta e incanta. La sua partita inizia ancora prima del fischio d’inizio, accompagnando i tifosi nel ‘Roma, Roma’ pre-gara. Poi si riprende tutto quello che non aveva trovato a Verona: la solita inesauribile prestazione e gol, il primo all’Olimpico in campionato.

dal 69′ Smalling 6. Un buon ingresso in campo: solido e deciso.

dal 74′ El Shaarawy 6. Volontà di aiutare la squadra e di fare bene: caratteristiche che Stephan mette in campo e che si vedono.

dal 86′ Shomurodov sv. Qualche minuto per buttarsi su tutti e palloni e provare a tenere la sfera il più lontano possibile dall’area di rigore della Roma.

Mourinho 6,5. Il diktat alla vigilia era chiaro: trasformare la delusione in motivazione. E la sua squadra sembra recepire bene il messaggio, con un ingresso in campo e un approccio alla partita assolutamente convincente. Dopo il vantaggio del primo tempo, però, la Roma si abbassa nuovamente e, come successo più di una volta dall’inizio di questa stagione, soffre un po’ troppo nei secondi 45 minuti. C’è ancora da lavorare e Mourinho lo sa richiamando sempre più spesso il concetto di tempo. Domenica, però, c’è il derby e bisognerà mettere mano subito a questi cali che in altre occasioni potrebbero rivelarsi fatali.

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PAGELLE di Verona-Roma: non basta il solito Pellegrini. La panchina stavolta non aiuta

PAGELLE VERONA ROMA – La Roma di Mourinho, dopo 6 partite, conosce la sconfitta: la squadra giallorossa, infatti, viene battuta per 3-2 al Bentegodi dall’Hellas Verona di Igor Tudor. Decidono i gol di Barak, dell’ex Caprari e di Faraoni, che superano lo splendido tacco di Pellegrini e l’autorete di Ilic. Fallisce dunque per i capitolini l’obiettivo è fare percorso netto, mantenendo la vetta della classifica, dopo il ko in una trasferta insidiosa.

Le pagelle di Verona-Roma

Rui Patricio 6,5. La certezza della Roma. Para tutto quello che può e se la Roma resta in partita fino alla fine è solo grazie a lui che compie un salvataggio a dir poco strepitoso su Caprari.

Karsdorp 5. I primi due gol dell’Hellas arrivano dalla sua parte dove né lui, né Mancini riescono a leggere bene le offensive dei padroni di casa. Ha il merito di mettere l’assist per il capolavoro di Lorenzo Pellegrini nel primo tempo, ma neanche lui può ritenere la sua prestazione sufficiente.

Mancini 5. La peggiore prestazione da un po’ di tempo a questa parte. E’ sfortunato in occasione della deviazione sul primo gol di Barak, ma lascia troppo spazio a Caprari per il raddoppio. Sembra essere un po’ in affanno e non è sempre lucido nelle scelte.

Ibanez 5,5. In difesa è quello che regge meglio, ma quando si prendono 3 gol dall’Hellas Verona vuol dire che non ha funzionato più di qualcosa a livello di reparto.

Calafiori 5. Davvero troppo timido in avanti. Dietro l’Hellas attacca specialmente sulla destra, ma in fase offensiva non riesce mai a sfondare o farsi vedere con convinzione. Passo indietro rispetto all’esordio da titolare in Europa.

Veretout 5,5. Confuso. Perde tanti possessi (14), recupera pochi palloni e non mette qualità nel palleggio (solo il 59% di passaggi riusciti). Nel secondo tempo poi, insieme a Cristante, non riesce praticamente più a fare filtro davanti alla difesa e la Roma va in svantaggio.

Cristante 5,5. Discorso molto simile a quanto fatto con Veretout e in più ha la colpa, insieme ai difensori, di ritardare l’uscita sull’eurogol di Faraoni.

Zaniolo 5,5. Torna in campo dopo il riposo europeo: tanto lavoro oscuro, specialmente in copertura, può fare ancora meglio nella trequarti avversaria. Deve ritrovare lo smalto dei bei tempi e ci vuole ancora un po’ di tempo.

Pellegrini 7,5. La luce della Roma: il gol di tacco è un capolavoro e l’autorete di Ilic nasce sempre da una sua iniziativa. Ogni iniziativa interessante della squadra di Mourinho nasce dai suoi piedi, in quello che è probabilmente il migliore momento della sua carriera. E forse la Roma si sta scoprendo anche un po’ dipendente dal suo capitano…

Shomurodov 5. Non riesce a ripetere la splendida prestazione messa in campo contro il CSKA Sofia. Trova pochi spazi, non è sempre lucido e preciso nelle giocate e non riesce a rendersi praticamente mai pericoloso.

Abraham 5. La partita più difficile. E prima o poi doveva succedere. Non preoccupa mai Montipò e non riesce a far valere i suoi chili e il suo fisico con la difesa scaligera. Ha l’unico merito di iniziare l’azione del secondo gol.

dal 66′ Mkhitaryan 5,5. Un ingresso senza lasciare il segno. E da lui ci si aspetta proprio questo, nonostante non fosse al meglio.

dal 66′ El Shaarawy 5,5. Stavolta non riesce nessuna magia che possa salvare la Roma nei minuti finali.

dal 66′ Perez 5,5. Dei subentrati è quello che prova a fare qualcosa in più, ma non è comunque incisivo.

dal 78′ Smalling sv. Poco più di 15 minuti in campo in cui si preoccupa di più di fare la differenza a livello offensivo che difensivo.

dal 78′ Mayoral sv. Mourinho lo elogia in conferenza, lui entra ma non riesce a ripagare i tanti complimenti del tecnico. Troppo poco il tempo a disposizione e in un momento in cui l’assalto della Roma è più dettato dai nervi che da qualsiasi altro schema o ragionamento tattico.

Mourinho 5. Aveva ricordato più volte che le sconfitte e i momenti difficili sarebbero arrivati. Non era facile immaginarsi, però, contro la squadra ultima in classifica dopo 3 giornate. La Roma entra in campo, e per la maggior parte della partite lo è, molle e superficiale in tante fasi di gioco. Prova a cambiarla buttando dentro tutta la forza offensiva ma non basta. Che arrivi subito la reazione per renderlo subito un fastidioso incidente di percorso.

Alessandro Tagliaboschi

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PAGELLE di Roma-CSKA Sofia: Pellegrini è Lorenzo d’Europa. El Shaarawy e Shomurodov, che voglia!

PAGELLE ROMA CSKA SOFIA – La Roma inizia con il piede giusto anche in Europa e vince per contro il CSKA Sofia, nella prima giornata del girone C di Conference League. Eppure per i giallorossi la partita si era messa male, con il vantaggio degli ospiti dopo 10′ minuti con il gol di Carey dopo una dormita collettiva della retroguardia capitolina. Gli uomini di Mourinho riescono a rimettere subito in piedi la partita e a rimontare nel primo tempo: il pareggio è di Pellegrini, il gol del vantaggio di El Shaarawy. Nel secondo tempo lo ‘Special One’ mette in campo più di un titolare e la Roma dilaga: arriva il tris, sempre con Pellegrini servito da Calafiori, poi il poker di Mancini e, infine, il primo gol all’Olimpico di Abraham per la manita. Il cammino europeo inizia nel modo giusto.

Leggi anche:
Roma, Pellegrini sul tetto d’Europa: nessuno come lui nei top cinque campionati

Le pagelle di Roma-CSKA Sofia

Rui Patricio 6. Non può nulla sul gol, per il resto è sempre attento e sicuro.

Karsdorp 6. Quarantacinque minuti di corsa e presenza sulla fascia destra e da un suo passaggio nasce il gol del pareggio di Pellegrini. Come tutto il resto della difesa, però, è troppo leggero in occasione della rete del momentaneo vantaggio del CSKA. Nel secondo tempo Mourinho gli concede del meritato riposo anche perché accusa un lieve affaticamento muscolare. Stakanovista.

Smalling 6. Come tutta la difesa è tutt’altro che esente da colpe in occasione del primo gol, ma guadagna sicurezza, dopo una lunga assenza dagli impegni ufficiali, man mano che la gara va avanti.

Mancini 6,5. Anche lui è troppo sufficiente in occasione del gol del Cska, ma con il passare dei minuti torna a comandare la difesa con sicurezza e affidabilità. Si toglie anche la soddisfazione della rete siglando il poker finale.

Calafiori . Una delle ultime gare giocate da titolare è quella dell’Olimpico in Europa League contro l’Ajax. Ritorna dal 1′ sempre in una competizione europea e con un’azione molto simile a quella sera in cui servì l’assist per il gol a Dzeko, fa la stessa cosa ma stavolta per Lorenzo Pellegrini. Oltre all’ottimo assist, però, c’è anche una prestazione solida e sicura. Fino al rientro di Spinazzola, la Roma con lui e Vina è in mani sicure sulla fascia sinistra.

Diawara 6. Prestazione sufficiente, si limita a non sbagliare e svolgere il suo compito nel modo più ordinato possibile.

Villar 6. Anche lui non è del tutto esente da colpe sul gol del vantaggio di Carey, con una corsa all’indietro verso l’area di rigore davvero troppo lenta. Con il passare dei minuti, però, la prestazione migliora: vince tanti duelli in mezzo al campo (7 su 9) e regala un cioccolatino ad El Shaarawy che, però, viene anticipato al momento del tiro. Esce dal campo con la faccia un po’ spenta: animo, Gonzalo!

Perez 6. Il più spento del reparto offensivo, ma comunque autore di una prestazione sufficiente.

Pellegrini 8. Serata da Lorenzo d’Europa. Non solo perché trova una grande doppietta (il primo gol è magnifico) all’esordio in Conference League ma anche perché stasera diventa il centrocampista ad aver segnato di più in questa stagione nei top 5 campionati continentali. E’ inoltre il primo giocatore della storia a segnare in tutte e tre le competizioni europee. Ci accodiamo a Mourinho: il rinnovo prima possibile.

El Shaarawy 7. 5 presenze, ma in realtà poco più di 100 minuti totali, e già 3 gol. In più, mai una polemica. E’ la forza di Stephan El Shaarawy: lavorare nel modo giusto, in silenzio, e farsi trovare pronti al momento giusto. Stasera un altro bellissimo tiro a giro per mettere la partita della Roma in discesa. La Cina ormai è davvero solo un ricordo: Stephan si vuole riprendere la capitale.

Shomurodov 7. Busatto gli nega la via del gol (anche se lui può fare molto meglio), ma la prestazione spiega perché Mourinho lo abbia voluto. E’ in costante movimento, è capace di dare fastidio gli avversari e recuperare palla in zona offensiva, detta sempre la profondità ed è lucido negli ultimi 16 metri: serve ancora una volta l’assist per il gol di El Shaarawy e poi quello per El Shaarawy. E’ sfortunato a non trovare il gol all’Olimpico: come Abraham viene fermato solo dai legni. Risorsa importantissima.

dal 46′ Ibanez 6. La serata giusta per iniziare a fargli prendere le misure con il ruolo di terzino.

dal 57′ Cristante 6. Poco più di mezz’ora di gestione e lavoro di ordinaria amministrazione in mezzo al campo.

dal 58′ Veretout 6. Anche per lui, come per Cristante, mezz’ora per non perdere ritmo e continuare a mettere benzina nelle gambe.

dal 74′ Abraham 6,5. Finalmente il ‘battesimo all’Olimpico: primo gol in casa con movimento in profondità e tocco sotto a saltare il portiere. L’Olimpico va in delirio e lui si sblocca anche in casa. Go ahead Tammy!

dal 76′ Kumbulla sv. Entra come terzino destro. Qualche corsa e poco più.

Mourinho 8. Sesta vittoria su sei partite e stavolta in Europa riuscendo a gestire al meglio le energie con un turnover ragionato. Anche in svantaggio, la squadra non si perde ritrova subito la partita e la chiude senza soffrire più. Per usare un termine sempre più inflazionato è senza dubbio un momento ‘Special’ per la Roma e la forza di Mou ora dovrà essere quello di gestirlo e di continuare ad alimentare questa magia. Se non lui, chi può farlo?

Alessandro Tagliaboschi

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