Dalla Spagna, Superlega: Juve, Barça e Real Madrid fuori dalle coppe per due anni

SUPERLEGA JUVENTUS BARCELLONA REAL MADRID – Juventus, Real Madrid e Barcellona rischiano grosso dopo il progetto Superlega (naufragato poco dopo il lancio). Secondo una clamorosa indiscrezione dell’emittente spagnola Cadena Cope per le prossime due stagioni questi tre club sarebbero esclusi dalle coppe europee. La notizia lanciata dalla fonte iberica specifica che la decisione sarebbe già stata presa dalla Uefa (in particolare dal presidente Ceferin), ma che verrà annunciata solamente dopo la finale di Champions League tra Chelsea e Manchester City, in programma il 29 maggio.

Leggi anche:
Superlega, comunicato congiunto di Juve, Real e Barça

L'articolo Dalla Spagna, Superlega: Juve, Barça e Real Madrid fuori dalle coppe per due anni sembra essere il primo su Roma news.

Superlega, comunicato congiunto di Juve, Real Madrid e Barcellona: “Inaccettabili le minacce dell’Uefa”

SUPERLEGA JUVE REAL MADRID BARCELLONA – La Uefa ha di recente minacciato pesanti sanzioni nei confronti Juventus, Real Madrid e Barcellona dopo il progetto Superlega. I tre club sono stati deferiti agli organi disciplinari e rischiano addirittura l’esclusione dalle coppe. Le tre società hanno quindi diramato un comunicato congiunto, nel quale si ritengono inaccettabili tali pressioni e minacce, e nel quale le due spagnole e l’italiana cercano di fornire il loro punto di vista e le loro giustificazioni sulla vicenda. A quanto si legge, la Superlega è descritta come “un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio”. Di seguito il comunicato integrale.

Leggi anche:
Superlega, le sanzioni dell’Uefa ai 12 club

Il comunicato di Juve, Real e Barça

In relazione al comunicato emesso da Uefa il 7 maggio sulla Super League e alla posizione assunta da nove dei suoi membri fondatori, Fútbol Club Barcelona, Juventus Football Club e Real Madrid Club de Fútbol comunicano che:

(i) I club fondatori hanno ricevuto, e continuano a ricevere, inaccettabili pressioni, minacce ed offese da terze parti al fine di ritirare il progetto proposto e, conseguentemente, desistere dal loro diritto/dovere di fornire soluzioni all’ecosistema del calcio mediante proposte concrete ed un dialogo costruttivo. Ciò è intollerabile in punto di diritto e la giustizia si è già pronunciata in favore della proposta di Super League, ordinando a FIFA e UEFA di astenersi, sia direttamente sia per il tramite dei propri associati, dall’intraprendere ogni azione che possa pregiudicare l’iniziativa in qualsiasi modo in pendenza del procedimento.

(ii) Il progetto Super League è stato concepito congiuntamente dai dodici club fondatori:

a. Con lo scopo di fornire soluzioni all’attuale insostenibile situazione del settore calcistico. I dodici club fondatori hanno condiviso la stessa preoccupazione – così come altri stakeholders nel calcio europeo – particolarmente nel contesto socio-economico corrente, che riforme strutturali siano indispensabili per assicurare che il nostro sport permanga di interesse e sopravviva nel lungo periodo. Per rispondere a ciò, il 18 aprile hanno annunciato la loro volontà di creare la Super League e di instaurare un canale di comunicazione con UEFA e FIFA, in un costruttivo spirito di collaborazione tra le parti, così come reso noto a ciascuna di esse nella stessa data;

b. Con il massimo rispetto per le attuali strutture e per l’ecosistema del calcio. I club fondatori hanno espressamente convenuto che la Super League avrà luogo quando riconosciuta da UEFA, da FIFA o da entrambe, oppure quando, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili, considerata quale competizione compatibile a tutti gli effetti con il permanere dei club fondatori nelle rispettive competizioni domestiche. Tuttavia, a dispetto di tali circostanze, UEFA e FIFA si sono sinora rifiutate di stabilire un adeguato canale di comunicazione; e

c. Al fine di apportare stabilità finanziaria all’intera famiglia del football europeo, attualmente impattata da una crisi profonda che minaccia la sopravvivenza di molti club. Testimonianza di questo sono gli impegni annunciati a destinare annualmente fondi di solidarietà di importo garantito, rispetto a quelli distribuiti da UEFA, e a rafforzare le regole di sostenibilità finanziaria, attraverso la creazione di un chiaro, trasparente ed efficace sistema di controllo, soggetto a verifiche da parte di esperti.

(iii) I dodici club fondatori hanno condiviso come la Super League rappresenti un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio, che non è un fatto immutabile e che è soggetto a nuovi trend generazionali. Inoltre, hanno condiviso che uno degli obiettivi principali è la promozione del calcio femminile su scala globale, una enorme, ma attualmente sottostimata, opportunità per il settore.

(iv) Siamo totalmente consapevoli della diversità di reazioni all’iniziativa della Super League e, conseguentemente, della necessità di riflettere sulle ragioni di alcune di esse. Siamo pronti a riconsiderare l’approccio proposto, per quanto necessario. Tuttavia, saremmo altamente irresponsabili qualora, consapevoli dei bisogni e della crisi sistemica del settore calcistico che ci hanno indotti ad annunciare la Super League, abbandonassimo la missione di fornire risposte efficaci e sostenibili alle questioni esistenziali che minacciano il settore calcistico.

(v) Ci rincresce vedere come i club nostri amici e partner fondatori della Super League si trovino ora in posizione incoerente e contraddittoria avendo sottoscritto ieri numerosi impegni con UEFA. Tuttavia, poiché permangono i problemi concreti che hanno portato i dodici club fondatori ad annunciare la Super League alcune settimane fa, ribadiamo che, per onorare la nostra storia, per ottemperare agli impegni assunti nei confronti dei nostri stakeholders e dei nostri tifosi, per il bene del calcio e per la sostenibilità finanziaria del settore, abbiamo il dovere di agire in maniera responsabile e di perseverare nel raggiungere i nostri obiettivi, nonostante le continue ed inaccettabili pressioni e minacce ricevute da UEFA.

(vi) Soprattutto, ribadiamo a FIFA, UEFA e a tutti gli stakeholder del calcio, come abbiamo fatto in numerose occasioni a partire dall’annuncio della Super League, il nostro impegno e la nostra ferma volontà di discutere insieme, con rispetto e nell’osservanza dei principi di diritto ma scevri da intollerabili pressioni, le soluzioni più appropriate per la sostenibilità dell’intera famiglia del calcio.

L'articolo Superlega, comunicato congiunto di Juve, Real Madrid e Barcellona: “Inaccettabili le minacce dell’Uefa” sembra essere il primo su Roma news.

Superlega, comunicato congiunto di Juve, Real Madrid e Barcellona: “Inaccettabili le minacce dell’Uefa”

SUPERLEGA JUVE REAL MADRID BARCELLONA – La Uefa ha di recente minacciato pesanti sanzioni nei confronti Juventus, Real Madrid e Barcellona dopo il progetto Superlega. I tre club sono stati deferiti agli organi disciplinari e rischiano addirittura l’esclusione dalle coppe. Le tre società hanno quindi diramato un comunicato congiunto, nel quale si ritengono inaccettabili tali pressioni e minacce, e nel quale le due spagnole e l’italiana cercano di fornire il loro punto di vista e le loro giustificazioni sulla vicenda. A quanto si legge, la Superlega è descritta come “un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio”. Di seguito il comunicato integrale.

Leggi anche:
Superlega, le sanzioni dell’Uefa ai 12 club

Il comunicato di Juve, Real e Barça

In relazione al comunicato emesso da Uefa il 7 maggio sulla Super League e alla posizione assunta da nove dei suoi membri fondatori, Fútbol Club Barcelona, Juventus Football Club e Real Madrid Club de Fútbol comunicano che:

(i) I club fondatori hanno ricevuto, e continuano a ricevere, inaccettabili pressioni, minacce ed offese da terze parti al fine di ritirare il progetto proposto e, conseguentemente, desistere dal loro diritto/dovere di fornire soluzioni all’ecosistema del calcio mediante proposte concrete ed un dialogo costruttivo. Ciò è intollerabile in punto di diritto e la giustizia si è già pronunciata in favore della proposta di Super League, ordinando a FIFA e UEFA di astenersi, sia direttamente sia per il tramite dei propri associati, dall’intraprendere ogni azione che possa pregiudicare l’iniziativa in qualsiasi modo in pendenza del procedimento.

(ii) Il progetto Super League è stato concepito congiuntamente dai dodici club fondatori:

a. Con lo scopo di fornire soluzioni all’attuale insostenibile situazione del settore calcistico. I dodici club fondatori hanno condiviso la stessa preoccupazione – così come altri stakeholders nel calcio europeo – particolarmente nel contesto socio-economico corrente, che riforme strutturali siano indispensabili per assicurare che il nostro sport permanga di interesse e sopravviva nel lungo periodo. Per rispondere a ciò, il 18 aprile hanno annunciato la loro volontà di creare la Super League e di instaurare un canale di comunicazione con UEFA e FIFA, in un costruttivo spirito di collaborazione tra le parti, così come reso noto a ciascuna di esse nella stessa data;

b. Con il massimo rispetto per le attuali strutture e per l’ecosistema del calcio. I club fondatori hanno espressamente convenuto che la Super League avrà luogo quando riconosciuta da UEFA, da FIFA o da entrambe, oppure quando, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti applicabili, considerata quale competizione compatibile a tutti gli effetti con il permanere dei club fondatori nelle rispettive competizioni domestiche. Tuttavia, a dispetto di tali circostanze, UEFA e FIFA si sono sinora rifiutate di stabilire un adeguato canale di comunicazione; e

c. Al fine di apportare stabilità finanziaria all’intera famiglia del football europeo, attualmente impattata da una crisi profonda che minaccia la sopravvivenza di molti club. Testimonianza di questo sono gli impegni annunciati a destinare annualmente fondi di solidarietà di importo garantito, rispetto a quelli distribuiti da UEFA, e a rafforzare le regole di sostenibilità finanziaria, attraverso la creazione di un chiaro, trasparente ed efficace sistema di controllo, soggetto a verifiche da parte di esperti.

(iii) I dodici club fondatori hanno condiviso come la Super League rappresenti un’opportunità unica per offrire ai tifosi in tutto il mondo il miglior spettacolo possibile e per rafforzare l’interesse globale nel calcio, che non è un fatto immutabile e che è soggetto a nuovi trend generazionali. Inoltre, hanno condiviso che uno degli obiettivi principali è la promozione del calcio femminile su scala globale, una enorme, ma attualmente sottostimata, opportunità per il settore.

(iv) Siamo totalmente consapevoli della diversità di reazioni all’iniziativa della Super League e, conseguentemente, della necessità di riflettere sulle ragioni di alcune di esse. Siamo pronti a riconsiderare l’approccio proposto, per quanto necessario. Tuttavia, saremmo altamente irresponsabili qualora, consapevoli dei bisogni e della crisi sistemica del settore calcistico che ci hanno indotti ad annunciare la Super League, abbandonassimo la missione di fornire risposte efficaci e sostenibili alle questioni esistenziali che minacciano il settore calcistico.

(v) Ci rincresce vedere come i club nostri amici e partner fondatori della Super League si trovino ora in posizione incoerente e contraddittoria avendo sottoscritto ieri numerosi impegni con UEFA. Tuttavia, poiché permangono i problemi concreti che hanno portato i dodici club fondatori ad annunciare la Super League alcune settimane fa, ribadiamo che, per onorare la nostra storia, per ottemperare agli impegni assunti nei confronti dei nostri stakeholders e dei nostri tifosi, per il bene del calcio e per la sostenibilità finanziaria del settore, abbiamo il dovere di agire in maniera responsabile e di perseverare nel raggiungere i nostri obiettivi, nonostante le continue ed inaccettabili pressioni e minacce ricevute da UEFA.

(vi) Soprattutto, ribadiamo a FIFA, UEFA e a tutti gli stakeholder del calcio, come abbiamo fatto in numerose occasioni a partire dall’annuncio della Super League, il nostro impegno e la nostra ferma volontà di discutere insieme, con rispetto e nell’osservanza dei principi di diritto ma scevri da intollerabili pressioni, le soluzioni più appropriate per la sostenibilità dell’intera famiglia del calcio.

L'articolo Superlega, comunicato congiunto di Juve, Real Madrid e Barcellona: “Inaccettabili le minacce dell’Uefa” sembra essere il primo su Roma news.

Superlega: Real Madrid, Juventus e Barcellona pronte a chiedere i danni ai club che hanno rinunciato

SUPERLEGA – La Superlega fa ancora discutere e probabilmente continuerà a farlo per molto tempo. Secondo quanto riporta il New York Times, infatti, Juventus, Real Madrid e Barcellona, che non hanno firmato la lettera di rinuncia al progetto inviata dall’Uefa, sarebbero pronti a passare al contrattacco. I tre club starebbero infatti minacciando di intraprendere un’azione legale contro le squadre che si sono tirate indietro. Fanno riferimento al già noto documento istitutivo della Superlega, che tra le altre cose prevedeva una penale di circa 150 milioni di euro.

Leggi anche:
Superlega, le sanzioni dell’Uefa: Milan e Juventus rischiano di perdere la Champions per due anni

Le sanzioni Uefa e la rabbia delle ‘rivoltose’

La Uefa minaccia due anni di esclusione dalle Coppe europee per chi non lascerà il progetto, ma, intanto, Juventus, Barcellona e Real Madrid sono pronte a tutto per dimostrare che le attuali regole del calcio non sono compatibili con le leggi sulla concorrenza e sul libero scambio. In una lettera, inviata giovedì, i club hanno accusato le squadre che hanno abbandonato la Superlega di aver commesso una “violazione materiale” dell’accordo tra i fondatori.

L'articolo Superlega: Real Madrid, Juventus e Barcellona pronte a chiedere i danni ai club che hanno rinunciato sembra essere il primo su Roma news.

Superlega: Real Madrid, Juventus e Barcellona pronte a chiedere i danni ai club che hanno rinunciato

SUPERLEGA – La Superlega fa ancora discutere e probabilmente continuerà a farlo per molto tempo. Secondo quanto riporta il New York Times, infatti, Juventus, Real Madrid e Barcellona, che non hanno firmato la lettera di rinuncia al progetto inviata dall’Uefa, sarebbero pronti a passare al contrattacco. I tre club starebbero infatti minacciando di intraprendere un’azione legale contro le squadre che si sono tirate indietro. Fanno riferimento al già noto documento istitutivo della Superlega, che tra le altre cose prevedeva una penale di circa 150 milioni di euro.

Leggi anche:
Superlega, le sanzioni dell’Uefa: Milan e Juventus rischiano di perdere la Champions per due anni

Le sanzioni Uefa e la rabbia delle ‘rivoltose’

La Uefa minaccia due anni di esclusione dalle Coppe europee per chi non lascerà il progetto, ma, intanto, Juventus, Barcellona e Real Madrid sono pronte a tutto per dimostrare che le attuali regole del calcio non sono compatibili con le leggi sulla concorrenza e sul libero scambio. In una lettera, inviata giovedì, i club hanno accusato le squadre che hanno abbandonato la Superlega di aver commesso una “violazione materiale” dell’accordo tra i fondatori.

L'articolo Superlega: Real Madrid, Juventus e Barcellona pronte a chiedere i danni ai club che hanno rinunciato sembra essere il primo su Roma news.

Roma, Isco sul taccuino di Mourinho: Tiago Pinto fiuta il colpo dal Real Madrid

ROMA MOURINHO ISCO – Solo da un giorno Mourinho è un nuovo allenatore della Roma, ma già i nomi accostati ai giallorossi sono tanti. I Friedkin non hanno mai nascosto le loro ambizioni e potrebbero mettere a segno un colpo importante, come quello di Isco del Real Madrid. Lo spagnolo, come riporta Diariogol, potrebbe dire addio ai Galacticos a fine stagione e con il tesoretto di 50 milioni stanziati per il mercato, Tiago Pinto potrebbe fiutare il colpo. Il costo del cartellino si aggirerebbe sui 30 milioni di euro. Ci sarebbe da convincere il giocatore a trasferirsi nella Capitale e battere la concorrenza del Siviglia di Lopetegui, che al momento avrebbero presentato un’offerta di soli 15 milioni di euro: per Florentino Perez sarebbero non sufficienti e per questo il president dei Blancos potrebbe incontrare la Roma.

Leggi anche:
Roma, Matic per la mediana: il serbo è un fedelissimo di Mourinho

L'articolo Roma, Isco sul taccuino di Mourinho: Tiago Pinto fiuta il colpo dal Real Madrid sembra essere il primo su Roma news.

Champions League, tempo di verdetti: Mahrez porta avanti il City con il PSG

CHAMPIONS LEAGUE RISULTATI – Una due giorni che ci dirà quali le due squadre che si giocheranno ad Istanbul la prossima Champions League. Si apre dall’Etihad Stadium con il match fra Manchester City e PSG. Mercoledì sarà il turno di Chelsea-Real Madrid.

Martedì

Man City-PSG 0-0*

Mercoledì

Chelsea-Real Madrid

*in corso

L'articolo Champions League, tempo di verdetti: Mahrez porta avanti il City con il PSG sembra essere il primo su Roma news.

Champions League, tempo di verdetti: iniziata la seconda semifinale Chelsea-Real Madrid

CHAMPIONS LEAGUE RISULTATI – Una due giorni che ci dirà quali le due squadre che si giocheranno ad Istanbul la prossima Champions League. Si apre dall’Etihad Stadium con il match fra Manchester City e PSG. Mercoledì sarà il turno di Chelsea-Real Madrid.

Martedì

Man City-PSG 2-0 (11′, 63′ Mahrez)

Mercoledì

Chelsea-Real Madrid 0-0*

in corso *

L'articolo Champions League, tempo di verdetti: iniziata la seconda semifinale Chelsea-Real Madrid sembra essere il primo su Roma news.

Rimonta Roma contro il Manchester: chi è riuscito in Europa nell’impresa impossibile

RIMONTA ROMA MANCHESTER – All’Olimpico per la Roma di Fonseca giovedì sera servirà un’impresa contro il Manchester United. Il tennistico 6-2 subito all’Old Trafford non sembra lasciare molte speranze per assistere ad una gloriosa rimonta. Il calcio, però, delle volte sfugge alla logica e ad ogni tipo di pronostico, per diventare teatro di sogni impossibili da realizzare, che solo nel rettangolo di gioco si esaudiscono. Ne sanno qualcosa Leixões SC, Partizan Belgrado, Real Madrid, Panathinaikos e Barcellona che in Europa hanno sovvertito, in epoche diverse, pronostici, entusiasmando i propri tifosi e facendo innamorare ancora di più gli appassionati del gioco più bello mondo. I giallorossi, giovedì, partiranno con poche ambizioni e con  il morale a pezzi, ma la storia insegna che anche i risultati più solidi possono essere spazzati via dal cuore, dalla grinta e dalla voglia di incidere. 

Leggi anche:
Roma, escluse le dimissioni di Fonseca

Leixoes, che rimonta nel 1962

 La prima grande rimonta della storia del calcio è da collegare ad una squadra portoghese, che oggi milita in Secunda Liga: il Leixoes. Correva la stagione 1961/62 e i portoghesi al primo turno di Coppa delle Coppe incontrarono gli svizzeri del Chaux-de-Fonds. L’andata per i lusitani fu una diaspora: in Svizzera fini proprio per 6 a 2 per i padroni di casa e tutto sembrava preludere ad un’uscita dalla competizione. Non andò però così. Infatti, in Portogallo si assistette ad sonoro 5-0, storico tanto da farli rimanere nella storia come l’unica squadra ad aver rimontato quattro gol e ad essersi qualificata senza ricorrere alla regola dei gol in trasferta.

Partizan-Qpr 1984/85

Un altro 6-2 all’andata si ebbe nella stagione 1984/85 in Coppa UEFA e riguardò l’incontro fra Queens Park Rangers e Partizan Fc. Gli inglesi nel primo match si mostrano superiori rispetto ai serbi, tanto da rifilargli una sconfitta, che anche per valori in campo, impossibile da ribaltare. In Serbia al ritorno la musica però fu ben diversa: 4-0 per la squadra di Belgrado che stacco il pass per il secondo turno di quella che oggi noi chiamiamo Europa League. Per la storia della squadra di Londra quella sconfitta  rappresenta un vero e proprio macigno: a distanza di tempo Gary Waddock centrocampista della squadra e presente in quell’occasione ha dichiarato tutto il suo stupore per l’impresa subita e ha sottolineato come in Europa tutti i risultati possano essere sovvertiti.

Real Madrid, rimonta nel 1985/86 nel segno di Valdano

Nella storia delle grandi rimonte europee rientra anche il Real Madrid che nel 1985/86 mise a segno un’impresa europea nel segno di Jorge Valdano. Anche in questa occasione lo scenario è quello della Coppa UEFA: il Borussia Mönchengladbach, allenato da Heynckes, ex tecnico del Bayern, in Germania rifila alle Merengues un 5-1 che sembra allontanare gli spagnoli dalla vittoria della coppa. Valdano, assente nella partita d’andata Santillana al Bernabeu firmano il 4-0 che li conduce alla finale di coppa contro un’altra tedesca, ossia il Colonia. Dopo la storica impresa, i Galacticos riuscirono a vincere anche la finale e ad aggiudicarsi la coppa.

Panathinaikos 5-1 Honvéd, un marchio nella storia greca

Anche in Grecia nel 1987/88 si realizzò un capolavoro sportivo senza precedenti. Il Panathinaikos riuscì infatti a sovvertire il punteggio di 5-2 subito all’andata dagli ungheresi dell’Honved, con un 5-1 in terra ellenica. Ciò per cui questo incontro è passato alla storia è il fatto che i greci nella gara di andata si trovarono sotto per cinque reti a zero, per poi ribaltarla con due gol all’andata e con i cinque realizzati poi al ritorno. Unica squadra nell’almanacco a riuscire in un’impresa così temeraria.

Barcellona-PSG, nel segno di Neymar

Per addentrarci più nei nostri giorni, arriviamo alla Champions League della stagione 2016/17. È l’8 marzo e il teatro è il Camp Nou, il Barcellona insegue la remuntada contro il PSG. I francesi partono molto favoriti, forti del 4-0 al Parco dei Principi nel segno di Cavani. L’atmosfera del glorioso stadio spagnolo però ha tutta l’aria di una serata di festa e di gloria: Neymar dirige l’orchestra blaugrana, che al minuto 95’ manda in visibilio i 90mila del Camp Nou con la rete siglata da Sergio Roberto, che mette a referto il clamoroso passaggio del turno di Messi e compagni.

La Roma non è mai riuscita a ribaltare un parziale così pesante nella sua storia, ma le notti di sogni e di coppe, come reciterebbe Venditti, non sono mancate negli anni per i giallorossi: dal 3-0 al Dundee United con Pruzzo e Di Bartolomei nel 1984 fino ad arrivare, per i più giovani, alla Champions League del 2018 e a quel 3-0 capitolino con reti di Dzeko, De Rossi e Manolas che volle dire semifinale contro il Liverpool. Dovrà essere una notte magica quella del 6 maggio all’Olimpico contro il Manchester, in cui gli uomini di Fonseca inseguiranno un miraggio, che solo un miracolo può realizzare. Bisogna crederci.

Leggi anche:
Roma, la giornata a Trigoria

L'articolo Rimonta Roma contro il Manchester: chi è riuscito in Europa nell’impresa impossibile sembra essere il primo su Roma news.

Superlega, Ceferin torna all’attacco: “Per Juve, Real e Barcellona le sanzioni più dure”

SUPERLEGA CEFERIN – Il numero uno dell’Uefa, Aleksander Ceferin, torna a parlare di Superlega sulla pagine del tabloid inglese Daily Mail e continua a promettere sanzioni per i club che hanno sostenuto e aderito all’iniziativa di un nuovo torneo continentale tra le migliori squadre del mondo. “Real Madrid, Barcellona e Juventus riceveranno le punizioni più dure. Sono degli flat-earthers che credono ancora che la Super League esista. Sono le squadre che sono più minacciate di essere espulse dalla prossima stagione della Champions League. I club della Super League saranno puniti e potrebbero anche essere banditi dalla prossima stagione. I club inglesi saranno trattati con più indulgenza. Tutti devono prendere le conseguenze per quello che hanno fatto e non possiamo far finta che non sia successo niente. C’è una chiara differenza tra i club inglesi e gli altri sei. Si sono tirati fuori prima, hanno ammesso di aver fatto un errore”. Non risparmia un passaggio su Andrea Agnelli, per il presidente Uefa un vero e proprio ‘traditore’: “E’ stato molto stressante, mi sono sentito come messo in lavatrice. Sabato sono andato in Svizzera, otto ore di auto, e avevo tutto pronto per parlare delle nuove riforme per la Champions League e le coppe europee. Stavo anche ringraziando Agnelli, ma da allora ho cambiato quattro volte il discorso. Stavano preparando cose che non mi hanno mai detto. Il tizio (Agnelli, ndr) mi mentiva dicendo ‘Non è vero, non è vero…’. Alla fine invece era vero e io devo raccontare pubblicamente ciò che è successo”.

Leggi anche:
Superlega, Serie A in guerra: undici club contro le secessioniste

L'articolo Superlega, Ceferin torna all’attacco: “Per Juve, Real e Barcellona le sanzioni più dure” sembra essere il primo su Roma news.