Boniek: “Mourinho deve dare un gioco alla Roma, giusto aspettarsi dei rinforzi”

BONIEK ROMA MOURINHO – La Roma deve ritirarsi su dopo la sconfitta per 3-0 subita all’Olimpico contro l’Inter. La squadra giallorossa si trova ora in settima posizione in classifica scavalcata da Juventus e Fiorentina. Presente allo stadio durante il match contro i nerazzurri anche Zibì Boniek. L’ex centrocampista giallorosso, ha rilasciato un’intervista al Messaggero dove ha parlato della situazione del gruppo guidato da Josè Mourinho. Ecco alcuni stralci delle sue parole.

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Zibì Boniek sul momento della Roma

Deluso?
Sì, anche se mi capita spesso di uscire prima per evitare il traffico. Sabato, poi, non credo di essermi perso nulla.

Si attendeva una resa così?

No. Ero venuto a vedere una partita che purtroppo non c’è stata. Mourinho nel post-gara ha provato a giustificare il tutto con le assenze. È una spiegazione logica e ci può anche stare. Però….

Però?
Se è vero che la Roma è inferiore all’Inter e lo è ancor di più con le assenze, seguendo questo ragionamento allora bisognerebbe capire perché gli allenatori di Venezia, Verona e Bologna sono poi riusciti a vincere con i giallorossi. Il calcio è uno sport dove la squadra più forte non sempre vince. Quello che mi ha sorpreso è stato l’atteggiamento rinunciatario della squadra. L’Inter sembrava che stesse disputando la partitella del giovedì.

Così chiama in causa Mourinho.
Sono un estimatore di José, però non è lesa maestà affermare che mi aspettavo qualcosa in più. Ora bisogna sperare che la Roma stia viaggiando sui giusti binari.

A cosa si riferisce?
Ho visto tutte le gare casalinghe e spesso il risultato ha cancellato qualche perplessità. Con la Fiorentina sino all’espulsione di Dragowski la Roma non l’aveva quasi mai presa; con il Sassuolo e il Torino abbiamo sofferto. Bisogna giocare un calcio migliore.

Totti ha chiesto pazienza ma ha invocato l’acquisto di campioni.
Francesco ha ragione ma attenzione perché le squadre non si comprano ma si costruiscono. Non è che si acquistano gli 11 calciatori migliori al mondo e si vince. E poi, in questo contesto economico, non penso che sia la politica societaria.

E allora, qual è la soluzione?
Pur essendo lecito aspettarsi dei rinforzi, Mourinho deve concentrarsi sul modo di giocare della squadra e trasformarsi da allenatore che gestisce i calciatori in ‘giochista’, ossia in un tecnico che cerca di dare un gioco. Se lui pensa di migliorare i risultati soltanto con l’acquisto di giocatori, la vedo difficile. Anche perché poi bisogna chiarire cosa intendiamo per campioni. Quelli li prendono soltanto le 6-7-8 squadre più forti al mondo. Abraham, ad esempio, è stato presentato come tale ma si tratta di un talento che fino ad un anno fa era la terza punta del Chelsea, dietro Giroud. Gli va dato tempo, si vede che non è un grande realizzatore.

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I numeri certificano la crisi della Roma: 8 punti e 11 reti in meno della scorsa stagione

ROMA CRISI NUMERI – La Roma di Josè Mourinho è uscita sconfitta nel match contro l’Inter subendo la 7a sconfitta nelle prime 16 giornate di Serie A. I giallorossi, al momento, hanno 25 punti a -13 dal Milan capolista e con 9 lunghezze da recuperare sull’Atalanta che ricopre il quarto posto in classifica. Numeri molto deludenti per una formazione, quella giallorossa che ha ben 8 punti in meno rispetto alla gestione Fonseca dello scorso anno. La Roma, a parità di partite giocate, si trovava in terza posizione a quota 33 punti a +5 dal quinto posto e con una convincente vittoria sul campo del Crotone grazie alla tripletta di Borja Mayoral. Ora, invece, vede l’obiettivo Champions League sempre più lontano e con la possibilità di ritrovarsi in ottava posizione alla fine della 16a giornata. A questo va aggiunta anche la seconda posizione nel gruppo C di Conference League rispetto alla prima nel gruppo di Europa League conquistato da Fonseca.

I numeri della Roma di Mourinho in questa stagione

La squadra giallorossa, fino a questo momento, ha vinto 8 partite, un pareggio e ben 7 sconfitte. Un ruolino di marcia che vede la formazione allenata da Josè Mourinho, con 24 gol all’attivo e 19 al passivo. Numeri che al momento portano la Roma lontana dal quarto posto che dista ben 9 lunghezze. Il dato che preoccupa maggiormente rimane quello dei risultati nei big match. I giallorossi hanno giocato già 5 scontri diretti trovando solamente un punto contro il Napoli di Spalletti. Per il resto sono arrivate sconfitte contro Inter, Lazio, Juventus e Milan. La Roma è il terzo peggior attacco tra le prime 10 di A, meglio solo di Bologna e Juventus.

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La peggior partenza di campionato dal 2008/09: con Spalletti furono 6 le sconfitte e il sesto posto in campionato

Il dato delle sconfitte è il peggiore dalla stagione 2008/09 quando in panchina giallorossa c’era Luciano Spalletti che concluse la stagione in sesta piazza a cinque punti dai preliminari di Champions League. Anche in quell’annata ci fu una vittoria sonora dell’Inter per 4-0 con lo Special One che però si ritrovava a festeggiare sulla panchina nerazzurra. Ma un raffronto si può fare con la stagione di Fonseca: rispetto a 12 mesi fa la squadra dello Special One ha 8 punti in meno e soprattutto 11 gol segnati di differenza. Meglio il reparto difensivo che attualmente ha subito 19 gol contro i 24 della stagione scorsa. Numeri che sicuramente non possono soddisfare un allenatore vincente come Mourinho che però ha tutti i mezzi e l’esperienza per far cambiare rotta a questa squadra già a partire dal match di Sofia di giovedì prossimo.

Giacomo Emanuele Di Giulio

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Parla il papà di Volpato: “Australia o Italia? Mou gli ha detto di seguire il cuore, Totti di pensare alla Roma”

ROMA INTER VOLPATO – Ieri nella sconfitta della Roma contro l’Inter per 3-0 c’è stato l’esordio in Serie A per Cristian Volpato. Il ragazzo classe 2003 fa parte della scuderia di Francesco Totti ed ha il doppio passaporto. Per il centrocampista è quasi arrivato il momento di scegliere se provare la strada con la Nazionale Italiana oppure giocare per quella dell’Australia. Il papà Oscar, ha parlato ad un portale oceanico, ftbl.au parlando dell’emozione del figlio di ieri: “José non gli ha detto cosa fare, gli ha consigliato di seguire quello che dice il suo cuore. Lo ha fatto riflettere sul fatto che se decide per l’Australia ad ogni chiamata dovrà andare dall’altra parte del mondo. Cristian è comunque pronto per qualunque cosa accada, ora è concentrato sulla preparazione per giocare in Serie A. Totti? Gli ha detto di non pensare alla Nazionale, ma di concentrarsi solo sulla Roma”

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ROMA INTER VOLPATO – Ieri nella sconfitta della Roma contro l’Inter per 3-0 c’è stato l’esordio in Serie A per Cristian Volpato. Il ragazzo classe 2003 fa parte della scuderia di Francesco Totti ed ha il doppio passaporto. Per il centrocampista è quasi arrivato il momento di scegliere se provare la strada con la Nazionale Italiana oppure giocare per quella dell’Australia. Il papà Oscar, ha parlato ad un portale oceanico, ftbl.au parlando dell’emozione del figlio di ieri: “José non gli ha detto cosa fare, gli ha consigliato di seguire quello che dice il suo cuore. Lo ha fatto riflettere sul fatto che se decide per l’Australia ad ogni chiamata dovrà andare dall’altra parte del mondo. Cristian è comunque pronto per qualunque cosa accada, ora è concentrato sulla preparazione per giocare in Serie A. Totti? Gli ha detto di non pensare alla Nazionale, ma di concentrarsi solo sulla Roma”

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Roma-Inter, l’analisi tattica: una gara chiusa dopo 20 minuti con i giallorossi sempre più indigesti agli scontri diretti

ROMA INTER ANALISI TATTICA – Diventano 7 su 16 le sconfitte per la Roma di Mourinho, sempre più repellente e indigesta agli scontri diretti con le contendenti ai piazzamenti per i posti europei. Dopo Bologna non c’è stavolta né la reazione né la prestazione, col linguaggio del corpo dei protagonisti in giallorosso molto presto inequivocabile, tra una disarmante impotenza e un annoiata attesa del fischio finale per una gara sostanzialmente chiusa dopo 20 minuti.

Moduli e sviluppo di gioco

Entrambe schierate col 5-3-2 a specchio, Mourinho sorprende con 5 difensori di ruolo con Smalling, Mancini e Kumbulla centrali, Ibanez e Vina quinti e 5 giocatori offensivi. Cristante fa il perno centrale, Veretout e Mkhitaryan mezzali, alle spalle di Shomurodov e Zaniolo dove diventa fondamentale la ricerca dell’equilibrio e di non spaccare la squadra in due tronconi sul palleggio degli uomini di Inzaghi. L’ex tecnico laziale non recupera DeVrij e lo sostituisce con D’Ambrosio, a fianco di Skriniar e Bastoni, Dumfries e Perisic sulle corsie esterne in ampiezza e appoggio costante e puntuale all’azione offensiva. In mezzo Brozovic e Calhanoglu costruiscono e Barella va a sostegno dell’azione offensiva di Correa e l’ex Edin Dzeko.

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Primo tempo dove l’equilibrio si spezza dopo poco tempo

Con Correa vicino a Cristante, l’Inter ha un timido avvio tattico, con l’equilibrio ingannevole dei primi 15 minuti dove sembrano esserci i presupposti per una gara incerta. Entrambe le squadre scalano molto alte in fase di non possesso sulla costruzione bassa avversaria, così come si  potrebbe pensare che possano essere decisivi i duelli sulle catene esterne ma di fatto Ibanez, che non può avere la spinta imponente di Karsdorp, finisce per non soffrire Perisic limitandolo molto e concedendogli il solo riferimento in ampiezza. Sull’out opposto Vina e Dumfries finiscono per annullarsi a vicenda (il nerazzurro ben coadiuvato da D’Ambrosio) fatta eccezione per l’unica ma decisiva situazione su cui l’olandese sorprende e sovrasta il giallorosso in occasione del gol. Pur con l’equilibrio presente sul campo, Mourinho sceglie di attendere ordinato intorno alla compattezza centrale per poi ripartire, strategia che dopo 15 minuti diventa inutile. Calhanoglu sorprende Rui Patricio direttamente su corner, con Zaniolo e Cristante mal posizionati che falliscono l’intercetto della traiettoria facendo sorgere l’interrogativo sul motivo per il quale nonostante un calcio a rientrare (e per giunta di uno specialista balistico), ci sia l’insana moda da parte di molti di non posizionare più l’uomo a presidiare il palo. Il vantaggio indirizza inesorabilmente e immediatamente la gara, perché la Roma aldilà di qualche sortita dopo una transizione veloce non reagisce e comincia a ballare e correre a vuoto in mezzo al campo. L’Inter palleggia senza dare riferimenti in mezzo al campo, con Brozovic e Calhanoglu che si alternano in mezzo al campo nel costruire, così come il movimento senza palla, soprattutto quello immediato nel dare una nuova linea di passaggio dopo averlo smistato (terzo uomo), creano i presupposti per una ragnatela di passaggi e una circolazione fluida e veloce. Kumbulla drammatico in ogni gestione palla coi piedi (4 palloni giocati,3 dati agli avversari nei primi 15 minuti), dopo 20 minuti la gara è già finita, perché con un azione figlia del possesso di palla di qualità sopra descritto e gli interscambi e rotazioni sulla catena di sinistra, Dzeko può consumare la puntuale quanto scontata vendetta dell’ex. Per la Roma è buio pesto, con Skriniar e Bastoni che impacchettano molto presto Zaniolo e soprattutto Shomurodov, al quale viene sempre concesso solo di muoversi incontro a cucire o in ampiezza anziché attaccare la profondità. Il possesso palla nerazzurro è tambureggiante e quando Bastoni, che viene dentro al campo come braccetto godendo di troppe libertà, mette palla per Dumfries, Vina si fa sorprendere e non ha peso per contrastarlo consegnandosi allo stacco imperioso dell’olandese che chiude definitivamente la gara nella quale i giallorossi alla ricerca disperata dell’episodio non avranno più la forza di rientrare.

Ripresa accademica

Ripresa con gli stessi 22 del primo tempo, con la curiosità di vedere il tipo di reazione della Roma, per l’orgoglio, l’autostima futura ma soprattutto per gli encomiabili tifosi della Curva Sud che cantano ininterrottamente e che lo faranno fino oltre il novantesimo minuto. Si riparte con l inter che fa 5 minuti di possesso e con la Roma che deve decidere se provare a rischiare qualcosa per recuperare palla e rendere il risultato più accettabile o rinunciare a forzare per limitare il passivo già pesantissimo. Col risultato deciso comincia per Inzaghi la valutazione delle forze per l’impegno di Champions imminente, così come la valutazione delle criticità della gara. Barella ammonito, al cui posto entra Vidal e l’infortunio di Correa che apre all’ingresso in campo di Sanchez. Mourinho inserisce Bove per Kumbulla, con Cristante che va nei 3 centrali difensivi (braccetto di sinistra), ma l’unica entità viva dentro all’Olimpico continua ad essere la Curva Sud con l’Inter che abbassa i ritmi e palleggia facendo scorrere il tempo e risparmiando energie con Dimarco, Vecino, Sensi per Bastoni, Dzeko e Calhanoglu un 5-3-1-1 conservativo. A quel punto rimane solo da siglare e iscrivere a tabellino l’ammonizione di un annoiato Zaniolo (che salta lo Spezia), e l’ingresso dell’ennesimo prodotto di Trigoria, il classe 2003 Volpato.

Maurizio Rafaiani

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Moduli e sviluppo di gioco

Entrambe schierate col 5-3-2 a specchio, Mourinho sorprende con 5 difensori di ruolo con Smalling, Mancini e Kumbulla centrali, Ibanez e Vina quinti e 5 giocatori offensivi. Cristante fa il perno centrale, Veretout e Mkhitaryan mezzali, alle spalle di Shomurodov e Zaniolo dove diventa fondamentale la ricerca dell’equilibrio e di non spaccare la squadra in due tronconi sul palleggio degli uomini di Inzaghi. L’ex tecnico laziale non recupera DeVrij e lo sostituisce con D’Ambrosio, a fianco di Skriniar e Bastoni, Dumfries e Perisic sulle corsie esterne in ampiezza e appoggio costante e puntuale all’azione offensiva. In mezzo Brozovic e Calhanoglu costruiscono e Barella va a sostegno dell’azione offensiva di Correa e l’ex Edin Dzeko.

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Ripresa accademica

Ripresa con gli stessi 22 del primo tempo, con la curiosità di vedere il tipo di reazione della Roma, per l’orgoglio, l’autostima futura ma soprattutto per gli encomiabili tifosi della Curva Sud che cantano ininterrottamente e che lo faranno fino oltre il novantesimo minuto. Si riparte con l inter che fa 5 minuti di possesso e con la Roma che deve decidere se provare a rischiare qualcosa per recuperare palla e rendere il risultato più accettabile o rinunciare a forzare per limitare il passivo già pesantissimo. Col risultato deciso comincia per Inzaghi la valutazione delle forze per l’impegno di Champions imminente, così come la valutazione delle criticità della gara. Barella ammonito, al cui posto entra Vidal e l’infortunio di Correa che apre all’ingresso in campo di Sanchez. Mourinho inserisce Bove per Kumbulla, con Cristante che va nei 3 centrali difensivi (braccetto di sinistra), ma l’unica entità viva dentro all’Olimpico continua ad essere la Curva Sud con l’Inter che abbassa i ritmi e palleggia facendo scorrere il tempo e risparmiando energie con Dimarco, Vecino, Sensi per Bastoni, Dzeko e Calhanoglu un 5-3-1-1 conservativo. A quel punto rimane solo da siglare e iscrivere a tabellino l’ammonizione di un annoiato Zaniolo (che salta lo Spezia), e l’ingresso dell’ennesimo prodotto di Trigoria, il classe 2003 Volpato.

Maurizio Rafaiani

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Sconcerti: “Mourinho? Un istrione stanco messo su una macchina confusa e messa al minimo”

ROMA MOURINHO INTER – La sconfitta della Roma contro l’Inter è la numero 7 in questo campionato. Un andamento ondivago per la squadra allenata da Josè Mourinho che si trova a -9 dal quarto posto occupato dall’Atalanta.

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Sono passati cinque mesi dall’arrivo di Mourinho a Roma

“Sarebbe giusto chiedere a Mourinho se è soddisfatto di questi primi cinque mesi di lavoro a Roma”, così inizia l’editoriale di Mario Sconcerti per il Corriere della Sera. “Parla solo lui, gli altri possono sono prendere appunti. Credo che una parte dei disagi della Roma siano in questi comportamenti cesariani del tecnico che si mette fuori da qualunque mischia tecnica”. La sconfitta con l’Inter è settima in Serie A per lo Special One che trova anche il secondo ko all’Olimpico dopo quello contro il Milan di Pioli. Continua Sconcerti: “È un Mourinho che ha spostato la vecchia arroganza sulla propria difesa personale, la mette sul trascendente. Solo pensieri universali, un po’ equivoci e lontani dal campo, che resta la sua competenza, molta teatralità, un istrione stanco messo su una macchina confusa e costretta al minimo. Il solito destino del calcio vuole sia proprio l’Inter a mettere in evidenza il rumore di Mourinho.”

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Sacchi: “Mi aspettavo qualcosa in più da qualche giocatore della Roma, Zaniolo deve imparare che si gioca in 11”

ROMA INTER SACCHI – La Roma è uscita sconfitta dalla sfida contro l’Inter per 3-0 in un match che non ha mai avuto storia. Ai nerazzurri di Inzaghi sono bastati i primi 45 minuti per chiudere una sfida sfruttando le molte assenze nella rosa di Josè Mourinho. Di questo ha parlato anche Arrigo Sacchi alla Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni stralci delle parole dell’ex allenatore del Milan.

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Le parole di Sacchi su Roma-Inter e sulla Serie A

“La Roma ieri non mi ha deluso, ma mi aspettavo qualcosa di più da qualche giocatore. Ad esempio, Zaniolo deve imparare che si gioca in undici. Non può fare la battaglia uno contro tutti. Lui avrebbe grandi potenzialità, ma rischia di sperperarle tutte. Deve pensare di più. E’ entusiasmante.  Si sta giocando bene, a ritmi elevati. La velocità è fondamentale per dare adrenalina alla gente. Certo che una cosa va detta subito: ci sono troppe partite, e dunque troppi infortuni. Avanti di questo passo, le squadre si allargheranno, vedremo rose di trenta e più giocatori, i costi aumenteranno e lo spettacolo non ne trarrà benefici. Intervenire prima che sia troppo tardi, bisogna farlo.”

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Roma-Inter, le pagelle dei quotidiani: l’unico vicino alla sufficienza è Smalling, male tutta la squadra

ROMA INTER PAGELLE QUOTIDIANI – La Roma perde malamente contro l’Inter per 3-0 e compromette al momento la rincorsa al 4o posto. Uno stop pesane per gli uomini di Mourinho che trovano la settima sconfitta nelle prime 16 giornate di Serie A. Una prestazione che ha messo a nudo tutte le problematiche di una squadra che ha dovuto fare i conti con le tante assenze tra squalifiche e infortunati. L’unico calciatore vicino alla sufficienza è stato Smalling, l’inglese sembra poter tornare su buoni livelli dopo i tanti infortuni dell’ultimo periodo.

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Le pagelle dei quotidiani

IL MESSAGGERO
Rui Patricio 5; Mancini 5, Smalling 5,5 , Kumbulla 5; Ibanez, 4,5 Cristante 4,5, Veretout 4, Mkhitaryan 4, Vina 4; Zaniolo 4, Shomurodov 5. Subentrati: Bove 5,5, Volpato sv. Allenatore: Mourinho 4.

LA REPUBBLICA
Rui Patricio 4; Mancini 4, Smalling 4,5, Kumbulla 4; Ibanez 4, Cristante 4, Veretout 4, Mkhitaryan 5, Vina 4; Zaniolo 5,5, Shomurodov 4. Subentrati: Bove 5,5, Volpato sv. Allenatore: Mourinho 3.

IL TEMPO
Rui Patricio 4; Mancini 4,5, Smalling 4,5, Kumbulla 4; Ibanez 4, Cristante 4,5, Veretout 5, Mkhitaryan 5, Vina 4; Zaniolo 5, Shomurodov 4,5. Subentrati: Bove 5, Volpato sv. Allenatore: Mourinho 4.

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Rui Patricio 4,5; Mancini 5,5, Smalling 6, Kumbulla 5; Ibanez 4,5, Cristante 4,5, Veretou 4,5, Mkhitaryan 4,5, Vina 5; Zaniolo 6, Shomurodov 4,5. Subentrati: Bove 5,5, Volpato sv. Allenatore: Mourinho 4.

CORRIERE DELLO SPORT
Rui Patricio 4,5; Mancini 5, Smalling 5, Kumbulla 5,5; Ibanez 4, Cristante 5, Veretout 5,5, Mkhitaryan 5, Vina 4,5; Zaniolo 5, Shomurodov. 4,5 Subentrati: Bove 5,5, Volpato sv. Allenatore: Mourinho 4.

CORRIERE DELLA SERA
Rui Patricio 4; Mancini 4, Smalling 5, Kumbulla 4; Ibanez 4, Cristante 4,5, Veretout 4,5, Mkhitaryan 4,5, Vina 4; Zaniolo 4, Shomurodov 4. Subentrati: Bove sv, Volpato sv. Allenatore: Mourinho 4.

ROMANEWS.EU
Rui Patricio 5,5; Mancini 5, Smalling 5,5, Kumbulla 5; Ibanez 5, Cristante 5, Veretout 5, Mkhitaryan 5, Vina 5; Zaniolo 5, Shomurodov 5,5. Subentrati: Bove 6, Volpato sv. Allenatore: Mourinho 5

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Emozione per il ritorno di Totti in tribuna, domani conferenza stampa con il suo nuovo sponsor

ROMA OLIMPICO TOTTI – Ieri dopo più di due anni è tornato allo Stadio Olimpico, Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso è stato accolto dai cori della Curva Sud e da un’ovazione di tutti i tifosi giallorossi presenti nell’impianto.

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Domani una conferenza stampa per presentare la sua nuova partnership

Tra i 50mila dell’Olimpico di ieri c’era anche Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso ha assistito alla sconfitta degli uomini di Josè Mourinho dalla tribuna d’onore. Una presenza, come ricorda Il Tempo, dovuta al nuovo accordo con la DigitalBits, sponsor di Roma ed Inter, che ha scelto l’ex numero 10 come nuovo ambasciatore. Domani verrà annunciato il tutto in una conferenza stampa alla Lanterna di Fuksas. Nessun ritorno in società, dunque, anche se prima del match c’è stato un incontro con Dan e Ryan Friedkin di alcuni minuti. Lo storico capitano è stato accolto da un’ovazione ed è apparso visibilmente commosso in tribuna. Allo stadio presente anche il sindaco Roberto Gualtieri che ha avuto modo di conoscere i Friedkin con i quali dovrà parlare prima o poi del nuovo stadio. Tanti i vip presenti tra i quali il presidente del CONI Giovanni Malagò e Carlo Verdone.

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