Kumbulla: “Ora testa al lavoro perchè vogliamo chiudere bene la stagione”

KUMBULLA EUROPA LEAGUE – Sono tanti i giocatori che si sono espressi sui social dopo la vittoria della Roma di ieri sera contro il Manchester United ma che non ha comunque permesso ai giallorossi di passare il turno. Tra questi anche Marash Kumbulla che su Instagram si è espresso anche sul futuro: “Essere arrivati in semifinale di Europa League è motivo di orgoglio, ma non basta. Volevamo la finale e non siamo contenti per l’eliminazione. Ora testa al lavoro perché vogliamo chiudere bene questa stagione che non è ancora finita. Tutti uniti!”

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Kumbulla: “Ora testa al lavoro perchè vogliamo chiudere bene la stagione”

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Pedro: “Peccato non aver raggiunto la finale, Forza Roma!”

PEDRO EUROPA LEAGUE ROMA – La Roma è stata eliminata dall’Europa League dopo il doppio confronto con il Manchester United in semifinale nonostante la vittoria per 3-2 all’Olimpico. Un match giocato con il cuore dalla squadra giallorossa come testimoniato da Pedro su Twitter: “Peccato non avere raggiunto la finale. Abbiamo lottato tutti insieme per raggiungere l’obiettivo ma non abbiamo avuto fortuna. Orgoglioso di questa squadra. Sempre Forza Roma!”

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Roma, una piccola rivincita per salutare con dignità. Ora ‘inizia’ il futuro

ROMA EUROPA LEAGUE – La Roma chiude l’Europa League con una partita dignitosa e orgogliosa. I giallorossi terminano il loro cammino dopo 14 partite, al penultimo atto. All’Olimpico finisce con un meritato 3-2 santificato dalle reti di Dzeko, Cristante e Zalewski, con tantissime parate di De Gea.

Match dominato. Ma il miracolo non si avvera

Visti gli indisponibili, Fonseca, come ricorda La Gazzetta dello Sport, vara la squadra la squadra più anziana della sua storia in Coppa Uefa/Europa League (29 anni e 247 giorni) e rispolvera la difesa a quattro, con Mancini davanti fin quando Smalling getta la spugna per l’ennesimo infortunio. Il 4-1-4-1 che ne viene fuori consente il pressing alto di Pedro, Cristante, Pellegrini e Mkhitaryan per rubare palla e innescare subito Dzeko. La mossa giallorossa funziona perché gli inglesi concedono tre occasioni alla Roma in sei minuti, con De Gea bravo su Mancini, e con Mkhitaryan e Pellegrini che non trovano lo specchio. La Roma è viva, ma nel gioco di chi tira il pugno più forte, è lo United ad imporsi, con Cavani che al 39′ non sbaglia. Nella ripresa la Roma sogna il miracolo: 5 occasioni da gol, due realizzati da Dzeko e Cristante, ma è ancora una volta il portiere a tenere a galla lo United, facendo mezzi miracoli su Dzeko, Pellegrini e Pedro. Cavani di testa, su assist di Fernandes, segna il raddoppio, ma l’orgoglio consente al Roma di restare viva e Mkhitaryan al 29’ colpisce un palo. Al 38’, su cross di Santon, l’esordiente Zalewski tira e segna, con la deviazione decisiva di Telles (la Uefa dà autogol). Fonseca saluta la Coppa in modo dignitoso. Ora è tempo di guardare al futuro. Un futuro che ha nome e cognome: Josè Mourinho. Al tecnico portoghese sembra essere piaciuta la dimostrazione d’orgoglio dei suoi nuovi giocatori. Lo dimostrano i due cuori giallorossi dello Special One sotto al post della Roma a fine partita.

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Incerottata e generosa la Roma onora la maglia. Ma che rimpianto il 2° tempo di Manchester!

ROMA MANCHESTER UNITED – Quanti rimpianti per quel secondo tempo dell’Old Trafford buttato via! La Roma all’Olimpico, ancora stordita dalla sbornia per l’annuncio di Jose’ Mourinho, nel return match salva almeno l’onore. Complice un Manchester molto disattento, nel primo tempo Pellegrini e compagni collezionano una serie di occasioni limpidissime per far gol, poi però in vantaggio ci vanno i Red Devils con il solito Cavani.

Roma tra rimpianti e sfortuna

Solo nei primi 45 minuti i giallorossi hanno tirato verso la porta 9 volte, più di ciascuna delle precedenti tre partite in Europa League in cui non ne aveva mai realizzati più di sette nell’intero match. E’ la Roma di quest’anno è già stata capace in altre due occasioni di chiudere in svantaggio un primo tempo nel quale aveva effettuato almeno nove tiri. E’ successo con il Milan in casa e con il Parma fuori. Poi il gol dell’1-1 di Dzeko sotto porta, il raddoppio di Cristante e l’esordio con rete del giovane Zalewski. Tre gol strameritati perché non si può certo dire che la Roma non ci abbia provato. Certo, tirare tanto se poi non si riesce a concretizzare è un puro esercizio di stile.

Roma – Manchester United con la maledizione degli infortuni

Anche Pedro, desaparecido del girone di ritorno, nell’ultima passerella europea di stagionale ha suonato uno squillo di tromba, tra i più positivi dei suoi. Come all’andata però, Fonseca è finito ancora preda della maledizione degli infortuni. Questa volta a pagare dazio è Smalling, costretto a lasciare a metà del primo tempo il posto al giovane della Primavera Darboe, e Bruno Peres capitolato nella ripresa. E così con una Roma incerottata, già scesa in campo con la formazione più agée della sua storia nella competizione (29 anni e 247 giorni), il portoghese si congeda dal palcoscenico europeo almeno senza perdere l’ultima battaglia, con una prestazione generosa, grintosa, dimostrando cuore e attaccamento alla maglia. Perché la maglia va sempre onorata!

GSpin

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Zalewski: “Il gol è tutto merito dei miei compagni, mi hanno sempre aiutato”

ROMA MANCHESTER UNITED INTERVISTA ZALEWSKI – Tutte le dichiarazioni del giallorosso in occasione di Roma-Manchester United, match valido per il ritorno delle semifinali di Europa League.

Zalewski a Sky Sport

Cosa ti ha chiesto il mister?
“Mi ha detto di fare quello che sapevo fare e ho cercato di stare a sentire le sue parole”.

Siete soddisfatti della prestazione di oggi?
“Si siamo stati bravi a vincere la partita, per la qualificazione ovviamente moto ha fatto il secondo tempo dell’Old Trafford in cui abbiamo mollato”.

Zalewski a Roma Tv

Cosa hai pensato al momento del tuo ingresso?
“Ero emozionato, sapevo cosa fare e penso di aver dato tutto. Sono soddisfatto”.

I compagni ti hanno aiutato molto.
“Ringrazio per questo i compagni, il mister per la fiducia che ha dimostrato nei miei confronti. I compagni ci hanno aiutato molto e penso che questo risultato e il gol è grazie a loro”.

Una dedica per il gol?
“Una dedica particolare no. So che non hanno assegnato il gol ma l’importante era la vittoria”.

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Fonseca: “Mai pensato alle dimissioni. Mourinho è stato molto corretto con me. Addio all’Italia? Vedremo”

ROMA MANCHESTER UNITED FONSECA INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del tecnico portoghese nel post partita di Roma-Manchester United, semifinale di ritorno di Europa League.

Fonseca a Sky Sport

Come se lo spiega che 3 tempi su 4 avete fatto meglio dello United e come si spiega quel blackout del secondo tempo?
“Difficile spiegare, abbiamo perso questo round in 45 minuti di Manchester nel secondo tempo. Oggi abbiamo fatto una buona partita”.

Ci sono rimpianti?
“Oggi abbiamo fatto una grande partita, la partita dell’Old Trafford è andata oramai e stasera era importante vincere. Io credevo nella finale, ma abbiamo sbagliato troppo nel secondo tempo di Manchester. Stasera era difficile fare 4 gol e ribaltare la partita”.

Ci racconti la gestione di Darboe
“Si stava allenando bene da mesi, quando Smalling si è fatto male non ho avuto dubbi. Avrei potuto farlo giocare dall’inizio. Sono contento sia per lui che per Zalewski”.

Cosa si porta via di questi due anni alla Roma
“Per me è stato un grande piacere essere stato allenatore della Roma. Ho imparato molto in Italia, ho trovato molte cose positive a Roma. È stata un’esperienza difficile, ma molto bella”.

Quello con l’Italia è un addio o un arrivederci
“Ora non lo so, l’Italia sicuro mi piace molto. Dipende dalle opportunità”.

Vi siete sentiti con Mourinho?
“Si sì, ci siamo sentiti. Mourinho è portoghese come me e si è comportato in maniera del tutto corretta con il sottoscritto. Non gli ho dato nessun consiglio, uno come Mourinho non ha bisogno dei miei consigli”.

Ha mai pensato alle dimissioni?
“Mai, ci sono stati momenti difficili in questi due anni, ma non ho mai pensato alle dimissioni. Nelle cose bisogna sempre crederci e stare sul pezzo”.

Fonseca in conferenza stampa

E’ ancora più rammaricato per il 2° tempo di Manchester?
Prima di tutto complimenti al Manchester che è in finale. Si, potevamo fare di più per arrivare noi in finale. E’ difficile spiegare quei 45’. Oggi abbiamo finito la partita con la sensazione che potevamo arrivare alla finale.

Resta il rimpianto di non aver utilizzato alcuni di questi giovani giocatori prima?
Questi giovani non vanno rischiati in momenti troppo difficili. Oggi c’era la possibilità, perché non avevamo molte soluzioni e hanno fatto molto bene.

Come sta Smalling?
Vedremo domani, lui è stato fermo tanto tempo e poi di recente ne ha giocate tante. Ma non potevamo farre altrimenti.

Se avesse avuto tutte le condizioni ideali, come sarebbe finita la qualificazione?
Non lo so, non abbiamo avuto tanti giocatori e credo che le cose sarebbero andate diversamente.

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Darboe: “Emozione indescrivibile. Fonseca? mi ha detto che sono forte e di giocare come so fare”

ROMA MANCHESTER UNITED INTERVISTE – Tutte le dichiarazioni del giallorosso in occasione di Roma-Manchester United, match valido per il ritorno delle semifinali di Europa League.

Darboe a Sky Sport


Non è facile giocare contro il Manchester a quest’età..
“Una cosa indescrivibile, ho tanta emozione. Non so nemmeno come spiegarlo…”

Cosa hai provato quando sei entrato?
“Noi cerchiamo di allenarci al massimo con la prima squadra. Quando stavo per entrare Fonseca mi ha detto che sono forte e di giocare tranquillo come sapevo. Quindi quando sono entrato ho cercato di giocare semplice e aiutare la squadra”.

Chi ti sta aiutando?
“Prima c’era De Rossi, poi anche Kolarov. Un po’ tutti i compagni, ma sono legato a Diawara che mi sta aiutando molto”.

Aiutaci a raccontare la tua storia, sei un esempio per tanti ragazzi…
“Avevo questo sogno fin da piccolo. In Africa è difficile giocare ad alti livelli senza aiuto. Avevo un amico che mi diceva sempre che ero forte, mi diceva di parlare con i miei genitori per farmi portare in Europa, era convinto che potessi giocare ad alti livelli. Con i documenti non è stato facile, sono fuggito con due amici, è stato un viaggio avventuroso e duro. Ringrazio Dio e l’Italia, quando sono arrivato mi hanno messo in casa famiglia, ringrazio lo Sprar. Dopo un anno ho conosciuto una scout e mi ha cambiato la vita. Mi ha reso parte della loro famiglia, ero piccolo e ne avevo bisogno. Mi sono sentito a casa. Vorrei ringraziarli, so che mi stanno guardando”.

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PAGELLE di Roma-Manchester United: Pedro sente aria di Mourinho, Dzeko in Europa c’è. Darboe, che personalità

PAGELLE ROMA MANCHESTER UNITED – La Roma non riesce nell’impresa di ribaltare il 6-2 di Old Trafford, ma vince 3-2 allo Stadio Olimpico contro il Manchester United nel ritorno della semifinale di Europa League. Una buona prestazione per i giallorossi che probabilmente avrebbero meritato anche qualche gol in più, considerate le tante occasioni avute e sciupate o parate da De Gea. Per i ‘Red Devils’ doppietta di Cavani, mentre per la squadra di Fonseca a segno Dzeko, Cristante e Zalewski. Ecco le pagelle della sfida.

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Le pagelle di Roma-Manchester United

MIRANTE 6. Un buon intervento per tempo e poco più. Sicuramente meglio di Old Trafford. Non che ci volesse tanto…

KARSDORP 6,5. Può essere più lucido e servire Pellegrini nel primo tempo quando ruba, in modo astuto, la palla a Shaw dentro l’area. Vince a mani basse il confronto con il collega dello United, nonostante oggi avesse più compiti difensivi considerata la presenza di Bruno Peres a sinistra. Il migliore a Old Trafford, uno dei più positivi oggi. In costante miglioramento.

SMALLING 6. Qualche difficoltà quando si ritrova palla al piede a dover impostare, ma nel complesso gioca una buona mezz’ora. Poi i soliti problemi fisici e alza bandiera bianca. Chissà che non sia la fine di questa maledetta stagione.

IBANEZ 5. Fa arrabbiare e non poco Mancini per gli errori di marcatura su Cavani. E poi, non può essere una casualità, se è lui a tenerlo in gioco in occasione del gol che chiude ogni tipo di velleità di impresa per la Roma. Involuzione continua.

PERES 6. Non riesce a far male quando va in avanti, e con Karsdorp spesso bloccato è un problema, ma regge bene il confronto con Wan-Bissaka e difficilmente va in difficoltà.

MANCINI 5,5. Il paradosso: meglio a centrocampo che in difesa. Torna a fare il mediano, ruolo interpretato splendidamente a metà della scorsa stagione, e lo interpreta divinamente: tempi giusti di pressione, ricerca costante del recupero palla in zona offensiva e buone intuizioni in fase di impostazione. Smalling lo costringe a tornare in difesa e fatica, anche perché Ibanez non lo aiuta affatto. E, infatti, si arrabbia, lo sgrida, ma serve a poco.

CRISTANTE 7. Se contro la Sampdoria il ritorno a centrocampo si era rivelato al fallimento, oggi Cristante ricorda a tutti perché quello è il ruolo con cui aveva convinto la Roma a puntare su di lui. Il secondo tempo di oggi è uno dei migliori disputati da quando è nella Capitale. Segna il gol che per qualche secondo regala una flebile speranza di impresa ed è uno degli ultimi a mollare.

MKHITARYAN 6,5. Tanto volume di gioco creato, ma merita mezzo voto in meno per le tante occasioni avute e non sfruttate. Peccato, perché la prima di testa dopo pochi minuti poteva aprire scenari inaspettati.

PELLEGRINI 6,5. Come Mkhitaryan, crea tanto gioco ed è sempre presente nella manovra offensiva giallorossa. Tante giocate pulite e intelligenti: una bella prestazione per dimostrare e confermare di essere un perno per la Roma del futuro. Anche quella di Mourinho.

PEDRO 7. Un sussulto in una stagione difficile. Sempre nel vivo del gioco, vivace, guida tutto il reparto offensivo e trova l’assist per il gol del pareggio di Dzeko. Sarà l’aria di Mourinho, l’allenatore che tanto lo volle al Chelsea per poi allenarlo solo pochi mesi.

DZEKO 7. Al di là di come andrà il futuro, di Dzeko si ricorderà la costante presenza decisiva nelle notti europee. Anche oggi mette in campo tutto il repertorio tra duelli aerei vinti (3 su 4), tante sponde utili e anche il gol. Prova anche a riaprirla con un grande colpo di testa, ma De Gea si salva in modo clamoroso. Poteva riaprire un sogno, come spesso ha fatto in 5 anni di Roma.

DAL 30′ DARBOE 7. Il giovane che entra con la personalità da veterano. Una storia già sentita molte volte, ma sicuramente più rara quando si gioca contro il Manchester United. La partita di Darboe è un manifesto di personalità e ragionata sfrontatezza e i numeri non mentono: 94% di passaggi riusciti e ben 7 duelli vinti su 9. Se il buongiorno di vede dal mattino…

DAL 70′ SANTON 5,5. Fa peggio di Bruno Peres, il ritardo di condizione rispetto ai compagni è evidente.

DAL 77′ ZALEWSKI 6,5. Ha meno tempo per farsi vedere rispetto a Darboe, ma si regala il primo gol tra i professionisti, aiutato dalla deviazione di Telles.

DAL 77′ MAYORAL SV. Si vede poco, anzi, quasi per niente.

FONSECA 6,5. Una Roma generosa, vogliosa di riscatto e con le idee chiare gioca una bella gara di ritorno contro il Manchester United, dopo lo scempio del secondo tempo di Old Trafford. C’è, però, la fotografia di un’intera stagione: troppo facile prendere gol ed estremamente difficile farli. La scelta di puntare su Darboe e Zalewski a partita iniziata viene premiata con un ingresso più che positivo dei due giovanotti.

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Sogno Zalewski: esordio e gol del 3-2 contro il Manchester United

ROMA MANCHESTER UNITED ZALEWSKI – La semifinale di ritorno, all’Olimpico, tra Roma e Manchester United rimarrà per sempre impressa nella memoria di Nicola Zalewski. Il giovanissimo italo-polacco, classe 2002, ha trovato l’esordio assoluto con la maglia della Roma, subentrando a Pedro a 15 minuti dalla fine. Pochi minuti dopo lo stesso Zalewski ha reso la sua serata ancor più memorabile grazie al gol del 3-2 segnato con un tiro al volo, deviato, che ha battuto De Gea.

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