Roma-Udinese, l’analisi tattica: grande primo tempo per i giallorossi, calo graduale nella ripresa

ROMA UDINESE ANALISI TATTICA – Uscire dal Tunnel, rifuggire il Loop mentale avverso, rifiutare la negatività degli eventi. La Roma reagisce alla brutta sconfitta di Verona, figlia di un secondo tempo deficitario e riparte muovendo la classifica e proiettandosi al Derby che lo attende tra poco meno di 72 ore. Una condizione fisica non eccelsa, visto l’ultimo quarto di gara in apnea e con un Pellegrini in meno, frutto di una cervellotica quanto imbarazzante decisione di chi dimostra di non conoscere neanche la dinamica del movimento dei segmenti del corpo umano. Un’interpretazione che potrà pesare sugli equilibri e le dinamiche di una squadra che sta avviando un percorso vincente, ma che, prima di raggiungere il traguardo, dovrà dimostrare di sapere sopperire alle assenze.

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Moduli e sviluppi di gioco

Per Mourinho nessuna sorpresa rispetto all’11 istituzionale, un 4-2-3-1 con scelte pressoché obbligate. Davanti a Rui Patricio ci sono Mancini e Ibanez al centro con Karsdorp e Calafiori sulle corsie esterne. Obbligate le scelte sui 6 giocatori avanzati, con Cristante e Veretout in mediana, al cui vertice si sistema come consuetudine Pellegrini sotto punta, con Zaniolo e Mkhitaryan punte esterne a piede invertito, e Abraham a chiudere. Per Gotti un 3-5-1-1 molto compatto nell’asse centrale del campo, con i 3 corazzieri Becao, Nuytinck, Samir, davanti a Silvestri. Molina a destra e Udogie a sinistra quinti di difesa, in mezzo al campo Walace regista basso, con Pereyra e Makengo mezzali di sostegno negli spazi liberati da Deulofeu che muove alle spalle di Pussetto.

Primo tempo autoritario ma vantaggio minimo all’intervallo

L’avvio giallorosso è dirompente, la squadra dimostra una reazione immediata alla sconfitta precedente e assale subito la partita con un atteggiamento prepotente e determinato. Scala subito in avanti sulle pressioni, con l’Udinese che subisce tale veemenza compattandosi con un sotto palla totale con tutti gli effettivi sin sulla linea di metà campo. Alla Roma non rimane che un possesso palla paziente, perché i friulani fanno molta densità al centro e sugli esterni i giallorossi non riescono a trovare superiorità numerica. L’avvio imponente, impattante, genera 2 pali in 5 minuti, che diventano 5 complessivi finora in campionato (come sempre Roma leader nella jella), e 5 calci d’angolo in 13 minuti, con l’Udinese che prova a spezzettare il ritmo con un timido possesso, ma l’aggressività immediata in zona palla e il recupero, in mezzo al campo come sempre, è per i giallorossi un optimum. Gli uomini di Gotti sono squadra fisica in ogni reparto e zona di campo, per la Roma diventa fondamentale non cercare duelli fisici individuali, ma muovere palla velocemente. Per i giallorossi è una supremazia territoriale e possesso schiaccianti, ma ancora manca il forcing completo, con linee di passaggio più ficcanti che nei pochi momenti che vengono trovate penetrano e tagliano lo schieramento opposto dagli avversari davanti agli ultimi 25 metri di campo. In fase di possesso Cristante e Veretout si alternano nella costruzione bassa, serve pazienza e muovere palla velocemente cercando imbucate davanti o il raccordo su Abraham, ma bisogna che l’Udinese si sbilanci un po’ per trovare spazi praticabili dopo la transizione. L’opportunità si materializza al minuto 35, quando Pereyra semina il panico dentro l’area giallorossa, sbattendo su Rui Patricio, dalla cui respinta si avvia una ripartenza gestita e conclusa da una percussione caparbia e devastante di Calafiori, che assiste a centro area la presenza puntuale di Abraham che rompe un equilibrio di gara non scontato. I friulani, con 5 giocatori bassissimi e in linea, lavorando su un unico riferimento (Abraham), obbligavano la Roma a fare lavorare le catene esterne ma con poca ispirazione, nonostante spazi evidenti.

Ripresa in calo graduale, finale confuso

In una gara simile diventa scontata la soluzione di continuità tra i due tempi, con la ripresa sulla falsariga dei primi 45 minuti, uguale, come formazioni, atteggiamenti e prerogative delle due squadre. Alla Roma serve più coraggio a gestire palla con Mancini e Ibanez per evitare che debba sempre abbassarsi uno dei due mediani, perché così facendo toglie una linea di passaggio in più dentro al campo. Al 60esimo Cristante perde una palla ingenuamente e per sua causa Pellegrini deve sprecare un giallo che finirà per rivelarsi decisivo nel finale convulso. Nel frattempo, Gotti sta provvedendo ad armare i suoi per annullare lo svantaggio minimo che ancora lì penalizza, con Soppy(interessantissimo)e Beto per Molina e Pussetto. Forze fresche, un modulo invariato, con la Roma che cala vistosamente col passare dei minuti e fatica a dare ritmo al suo possesso con i friulani che spezzettano molto. Mourinho interviene, con Smalling per Calafiori (Ibanez va a sinistra), e l’inglese porta corsa, centimetri e solidità nell’imbuto centrale che risulteranno decisivi nei 10 convulsi minuti finali. La Roma ha perso iniziativa, abbassato baricentro in funzione di ciò e l’Udinese prende campo, con i giallorossi che corrono a vuoto dietro al possesso avversario, in ritardo col ricorso al fallo inevitabile e con la gara che si sporca e che può diventare incerta. Non c’è filtro in mezzo al campo, i reparti sono slegati, i giallorossi non ripartono più e non tengono palla dopo il recupero, con l Udinese che serra i tempi con Stryger-Larsen e Samardzic per Udogie e Nuytinck.  Mourinho risponde con El Shaarawy per Zaniolo (Mkhitaryan va a destra). La Roma a protezione della sua trequarti finisce sulle gambe, con lo spetro della condizione fisica in riserva a 72 ore dalla stracittadina. Un’espulsione patetica (già descritta), e con Gotti che fiuta il sangue inserendo Arslan per Makengo (ora più ragionamento e meno fisicità), mentre Shomurodov per Abraham toglie fisicità davanti, dove la Roma avrebbe bisogno di tenere palla. Finisce in gloria, perché anche il sapere soffrire e vincere col minimo scarto fa parte di un percorso di crescita verso un futuro radioso che la Roma NON vuole negarsi

Maurizio Rafaiani

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Roma-Udinese, la moviola: eccessivo il secondo giallo a Pellegrini

ROMA UDINESE MOVIOLA – La Roma ha vinto contro l’Udinese per 1-0 ma ha perso il suo capitano Pellegrini in vista del derby. La squadra di Mourinho si porta quindi a 12 punti in quarta posizione a -3 dal Napoli capolista.

Sbagliata l’interpretazione di Rapuano sul secondo giallo a Pellegrini

Secondo la moviola fatta dalla Gazzetta dello Sport, è sbagliata l’interpretazione dell’arbitro Rapuano sull’espulsione di Pellegrini. L’episodio clou accade al minuto 90 quando il capitano della Roma salta di testa per contendere un pallone a Samardzic allargando leggermente il braccio e toccando l’avversario. Il direttore di gara ha quindi tirato fuori il secondo giallo che farà saltare il derby al numero 7 giallorosso. Il fallo ci poteva stare, molto meno la scelta di estrarre il cartellino.

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Roma-Udinese, le pagelle dei quotidiani: Abraham regala i tre punti, Cristante un po’ stanco

ROMA UDINESE PAGELLE QUOTIDIANI – La Roma torna alla vittoria quattro giorni dopo il primo ko stagionale. La squadra di Josè Mourinho batte per 1-0 l’Udinese grazie al gol del proprio numero 9 Tammy Abraham che ha siglato la sua seconda rete in campionato dopo la grande azione di Calafiori sulla sinistra. Domenica, però, ci sarà il derby e i giallorossi dovranno affrontarlo senza il capitano Lorenzo Pellegrini. Per i quotidiani l’autore del gol è il migliore in campo, qualche problema in più per il centrocampo.

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LA GAZZETTA DELLO SPORT (M.CECCHINI)


Rui Patricio 6; Karsdorp 6, Mancini 6.5, Ibanez 6.5, Calafiori 6.5 (69’ Smalling 6); Cristante 5.5, Veretout 6.5; Zaniolo 6 (74’ El Shaarawy 5.5), Pellegrini 5.5, Mkhitaryan 5.5; Abraham 7 (85’ Shomurodov sv). All.: Mourinho 6.

CORRIERE DELLO SPORT (R.MAIDA)

Rui Patricio 6; Karsdorp 6.5, Mancini 7, Ibanez 6.5, Calafiori 7 (69’ Smalling 6); Cristante 5.5, Veretout 6.5; Zaniolo 6 (74’ El Shaarawy sv), Pellegrini 5, Mkhitaryan 6; Abraham 7 (85’ Shomurodov sv). All.: Mourinho 6.5.

CORRIERE DELLA SERA (L.VALDISERRI)

Rui Patricio 6.5; Karsdorp 5.5, Mancini 7, Ibanez 6, Calafiori 6.5 (69’ Smalling 6); Cristante 6, Veretout 6; Zaniolo 5.5 (74’ El Shaarawy 5.5), Pellegrini 6, Mkhitaryan 5; Abraham 6.5 (85’ Shomurodov sv). All.: Mourinho 6.

LA REPUBBLICA (M.PINCI)

Rui Patricio 6; Karsdorp 6.5, Mancini 7, Ibanez 6, Calafiori 7 (69’ Smalling 6.5); Cristante 5, Veretout 6.5; Zaniolo 5.5 (74’ El Shaarawy 6), Pellegrini 5.5, Mkhitaryan 6; Abraham 6.5 (85’ Shomurodov sv). All.: Mourinho 7.

LEGGO (F.BALZANI)

Rui Patricio 6; Karsdorp 6, Mancini 7, Ibanez 6.5, Calafiori 7 (69’ Smalling 6); Cristante 5.5, Veretout 6; Zaniolo 6 (74’ El Shaarawy sv), Pellegrini 6, Mkhitaryan 6; Abraham 7 (85’ Shomurodov sv). All.: Mourinho 6.5.

TUTTOSPORT (S.CARINA)

Rui Patricio 6; Karsdorp 6, Mancini 6.5, Ibanez 6.5, Calafiori 6.5 (69’ Smalling 5.5); Cristante 6, Veretout 6; Zaniolo 6 (74’ El Shaarawy 5.5), Pellegrini 5, Mkhitaryan 5.5; Abraham 7 (85’ Shomurodov sv). All.: Mourinho 6.

ROMANEWS.EU

Rui Patricio 6; Karsdorp 6,5, Mancini 7, Ibanez 5,5, Calafiori 7 (Smalling 6); Veretout 6, Cristante 5,5; Zaniolo 6 (El Shaarawy 6), Pellegrini 6, Mkhitaryan 6,5; Abraham 7 (Shomurodov sv). All.: Mourinho 6,5

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La Roma è connessa con Mourinho: dimenticata in fretta la sconfitta col Verona

ROMA UDINESE MOURINHO – La Roma ha dimenticato in fretta il primo ko di Verona e ha battuto per 1-0 l’Udinese grazie al gol di Tammy Abraham nel primo tempo dopo una grande sgroppata di Calafiori. Gli uomini di Mourinho si preparano così al meglio in vista del derby contro la Lazio che si giocherà domenica.

Domenica il derby contro una Lazio poco serena

Un ritorno alla vittoria fondamentale per la Roma che si è messa alle spalle in fretta la sconfitta del Bentegodi. Come riportato da Il Messaggero, i giallorossi hanno subito rispedito al mittente le critiche grazie ad un gol di Abraham. La squadra di Mourinho sembra essersi caricata a dovere in vista del derby di domenica alle 18, La Lazio, dal canto suo, arriva a questa sfida con poca serenità sia per i risultati che per il rapporto con il proprio tecnico che ancora non riesce a trasmettere le proprie idee. Tutto il contrario di quello che accade alla Roma dove l’entusiasmo non manca e la squadra è un una cosa sola con il proprio tecnico.

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Roma, vittoria dolceamara: Abraham la risolve ma Pellegrini salterà il derby

ROMA UDINESE PELLEGRINI – La Roma torna alla vittoria ma perde il suo capitano in vista del derby di domenica prossima. Josè Mourinho, infatti, per la sfida contro la Lazio, dovrà fare a meno di Lorenzo Pellegrini per un’espulsione dubbia al 90esimo minuto.

I giallorossi a più 4 sulla Lazio a tre giorni dal derby

Dolce la vittoria per la Roma ma amaro il rosso ingiusto a Lorenzo Pellegrini che salterà il derby di domenica. Secondo quanto scritto da Leggo, sono molti i gusti che si confondono nel giovedì sera di Josè Mourinho. La sua squadra conquista i tre punti e si rimette nella scia delle big portandosi anche a +4 sulla Lazio. Cinici i giallorossi che superano il ko di Verona grazie al tacco di Abraham che ha sfruttato al meglio la discesa di Calafiori al minuto 36 della prima frazione. Nella ripresa tanta sofferenza per contenere l’Udinese composta da tanti giovani. La squadra di Gotti ci ha provato trovando però il muro di una difesa che non ha subito gol. L’amaro però rimane per il doppio giallo a Pellegrini che ha abbandonato anzitempo il campo e anche la possibilità di giocare il derby da capitano.

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Abraham fa ripartire la Roma, ma Mourinho vince a fatica contro l’Udinese

ROMA UDINESE ABRAHAM – Torna a vincere la Roma. La squadra di José Mourinho ha battuto per 1-0 l’Udinese grazie al gol di Tammy Abraham. Per i giallorossi un successo fondamentale in vista del derby di domenica prossima.

Mourinho dovrà fare a meno di Pellegrini nella prossima stracittadina

La Roma vince anche se soffre molto più del previsto. Secondo la Gazzetta dello Sport, una buona difesa permette alla squadra giallorossa di proteggere il tesoretto del gol di Abraham che porterà la formazione di Mourinho al derby con 4 punti di vantaggio. Alla stracittadina, però, non ci sarà Lorenzo Pellegrini espulso al 90esimo. Un match a due facce con la Roma che ha giocato un grandissimo primo tempo soprattutto grazie alle fasce. Nella ripresa, però, la metamorfosi. La Roma si è poi accontentata nella ripresa e ha subito i cambi di Gotti che, con l’inserimento di Beto e Soppy ha messo in difficoltà i giallorossi. Lo Special One ha risposto inserendo Smalling con Ibanez spostato a sinistra. La Roma si è poi accontentata di qualche ripartenza senza rendersi pericolosa ma ha comunque portato a casa i tre punti.

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Riecco Mourinho contro tutti: la provocazione acrobatica per accompagnare la Roma al derby

MOURINHO DERBY – “Posso dare esperienza e il mio contributo ma abbiamo bisogno di tempo e di qualcosa in più. Anche la dirigenza ha bisogno di tempo: in Europa ci sono tante proprietà pazze che non si preoccupano del futuro del club, mentre i Friedkin vogliono rendere sostenibile la società”. Il messaggio urbi et orbi, chiaro e tonico, di mister Mourinho chiude i primi 4 giorni della Roma senza vittorie da quando è iniziata “la nuova era portoghese”. Dopo 96 ore i giallorossi chiudono l’astinenza da tre punti e si proiettano verso il derby di domenica gettandosi alle spalle la sconfitta con il Verona.

Sacrificio, organizzazione tattica e il guizzo di Calafiori e Abraham

La Roma quarta in classifica con 12 punti non può ovviamente bastare a Mourinho che ha davanti a sé da vivere la lunga – per fortuna non troppo – vigilia del suo primo derby del Tevere. Le insidie dell’impegno con i laziali gli sono ben chiari, a cominciare dalla voglia di rivalsa che avranno gli uomini di Sarri che anche nel turno infrasettimanale non hanno brillato (solo 1-1 con il Torino).  Poi c’è la sua squadra, che sì ha saputo soffrire nel secondo tempo dell’Olimpico, ma che ha dato evidenti segnali di stanchezza. La Roma non ha convinto ma l’ha spuntata con spirito di sacrificio, organizzazione tattica, e il guizzo di Calafiori e Abraham.

Riecco Mourinho contro tutti

A incendiare il post partita con l’Udinese ci ha pensato poi l’arbitro Rapuano della sezione di Rimini che, all’ultimo giro di orologio del match, ha espulso Pellegrini, già ammonito, per una presunta manata a Samardzic. “Una decisione ridicola”, l’ha battezzata lo Special One che poi si è lanciato in una un’acrobatica sfida al calcio italiano per annullare la squalifica del numero 7 in vista del derby. “Non conosco i meccanismi legali” ha premesso. Ma Jose’ li conosce e bene, e sa che una decisione eventuale di portare prove televisive a discolpa di Pellegrini, significherebbe creare un precedente in Serie A. Dunque sa benissimo che domenica, contro la Lazio, non avrà a disposizione il gioiello giallorosso. Allora perché parlare di “meccanismi legali”? Perché Mourinho vuole compattare l’ambiente e lo spogliatoio intorno a nemico comune, colpevole di aver privato la Roma del suo giocatore più in forma nel match più importante di questa prima parte di stagione. Un’arma di distrazione di massa per menti e orecchie esterne, per catalizzare l’attenzione all’interno del gruppo, per proteggere i suoi. Mourinho e la Roma contro tutti. Buon derby!

GSpin

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Mourinho raggiunge il record di Allegri con 41 gare interne di fila senza perdere

MOURINHO GARE INTERNE – Con l’1-0 all’Udinese nel turno infrasettimanale alla 5a giornata di campionato, Jose’ Mourinho raggiunge le 41 partite casalinghe consecutive in Serie A senza perdere.

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Il tecnico giallorosso, con questi filotto eguaglia il record nell’era dei tre punti a vittoria, ovvero dal 1994/95, di Massimiliano Allegri con la Juventus tra settembre 2015 e settembre 2017.

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PAGELLE di Roma-Udinese: Abraham canta, incanta e la decide. Calafiori, che risposta a Mou!

PAGELLE ROMA UDINESE – Dopo il brutto ko subito in casa del Verona, la Roma riparte subito col piede giusto: vittoria per 1-0 contro l’Udinese di Gotti, nel match valido per la 5° giornata di Serie A. Una sfida difficile e combattuta decisa dal gol al 36′ del primo tempo di Tammy Abraham. In una serata in cui arrivano i tre punti, ci sono anche notizie negative per Mourinho che perde Lorenzo Pellegrini per il derby, con l’espulsione rimediata nei minuti finali di match.

Le pagelle di Roma-Udinese

Rui Patricio 6. A dispetto di qualche pericolo di troppo corso, specialmente nel secondo tempo, non è mai messo veramente in difficoltà. Anche negli interventi più semplici si mostra sicuro.

Karsdorp 6,5. Si fa difficoltà a rinunciare a lui: sia perché ci sono alternative che non soddisfano, ma anche perché è ormai una garanzia. La locomotiva si mangia la fascia per 90 minuti senza troppi problemi, nonostante i tanti impegni ravvicinati giocati sempre da titolare. Inesauribile.

Ibanez 5,5. Tiene bene da centrale e si rende protagonista anche di un paio di buoni interventi in uno contro uno con un cliente scomodo come Deulofeu. Soffre tanto, però, quando va sulla sinistra e deve sfidare Soppy che non riesce a reggere praticamente mai.

Mancini 7. Per parlare della sua partita basterebbe il salvataggio dal 43′ su Pussetto che vale sicuramente come un gol. Ma anche lui, come altri, dopo le nubi di Verona torna a far rivedere tutte le sue qualità.

Calafiori 7. Dimostra maturità e intelligenza, trasformando le parole di Mourinho in conferenza stampa in pura carica ed energia per questa partita. Ripaga la fiducia del mister con una corsa di 60 metri e l’assist per il gol di Abraham. Al 68′ esce dal campo senza più energie, ma tra gli applausi convinti dell’Olimpico. La risposta giusta, al momento giusto: bravo, Cala!

Veretout 6. Dal post-sosta ancora dobbiamo rivedere il miglior Jordan, ma oggi i giri del motore hanno cominciato a risalire e la sua presenza in mezzo al campo si vede e si sente di più. Ma tutti sappiamo quanto ancora meglio possa fare. Speriamo ricominci dal derby.

Cristante 5,5. Non è la sua serata migliore. Sbaglia più di qualche appoggio e perde più di un pallone sulla trequarti avversaria. Un mezzo passaggio a vuoto per uno degli uomini migliori di questo inizio di stagione.

Zaniolo 6. Ha tanta voglia di dimostrare, dopo una settimana in cui se ne sono dette tante su di lui, e si vede già dai primissimi minuti di gioco. E’ sfortunato (ma può far meglio…) quando prende il palo di testa nel primo tempo, ma per il resto la sua partita ripercorre le tappe delle ultime uscite: tanto lavoro in fase difensiva, una miriade di corse all’indietro e raddoppi, ma ancora poco incisivo, per quelle che sono le sue qualità, nell’ultimo quarto di campo.

Pellegrini 6. La solita ottima prestazione, sempre nel vivo del gioco della Roma ma stavolta senza leggere il suo nome sul tabellino e lo sappiamo che omria fa strano. Nel finale si prende il cartellino rosso (molto generoso…) che gli farà saltare il derby. Che peccato.

Mkhitaryan 6,5. Pronti, via sfiora subito il gol con un bel tiro dalla distanza. Nel primo tempo è tra i migliori per corsa, intensità, ritmo e spirito di sacrificio. Le energie vengono a mancare nella ripresa e più passano i minuti più gli standard della sua prestazione calano notevolmente.

Abraham 7. Canta e incanta. La sua partita inizia ancora prima del fischio d’inizio, accompagnando i tifosi nel ‘Roma, Roma’ pre-gara. Poi si riprende tutto quello che non aveva trovato a Verona: la solita inesauribile prestazione e gol, il primo all’Olimpico in campionato.

dal 69′ Smalling 6. Un buon ingresso in campo: solido e deciso.

dal 74′ El Shaarawy 6. Volontà di aiutare la squadra e di fare bene: caratteristiche che Stephan mette in campo e che si vedono.

dal 86′ Shomurodov sv. Qualche minuto per buttarsi su tutti e palloni e provare a tenere la sfera il più lontano possibile dall’area di rigore della Roma.

Mourinho 6,5. Il diktat alla vigilia era chiaro: trasformare la delusione in motivazione. E la sua squadra sembra recepire bene il messaggio, con un ingresso in campo e un approccio alla partita assolutamente convincente. Dopo il vantaggio del primo tempo, però, la Roma si abbassa nuovamente e, come successo più di una volta dall’inizio di questa stagione, soffre un po’ troppo nei secondi 45 minuti. C’è ancora da lavorare e Mourinho lo sa richiamando sempre più spesso il concetto di tempo. Domenica, però, c’è il derby e bisognerà mettere mano subito a questi cali che in altre occasioni potrebbero rivelarsi fatali.

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