Sabatini “De Rossi alla Salernitana? No. Fazio? Forse”

SABATINI DE ROSSI FAZIO – Walter Sabatini è stato presentato ufficialmente come nuovo direttore sportivo della Salernitana. Nel corso della conferenza stampa ha parlato così su Daniele De Rossi: “Per me è come un figlio ma non potrà arrivare anche per una questione tecnica. Non è abilitato a farlo. Ma ora c’è un allenatore che sta allenando, martedì sarà nello spogliatoio insieme a me e merita rispetto”. Invece, sul possibile interessamento del difensore della Roma Federico Fazio ha fatto trapelare in modo enigmatico una possibile apertura di dialogo: “Sapete chi era il difensore di quella Roma di Spalletti che fece 87 punti? Federico Fazio. Perché lo cito? Non è un riferimento casuale”.

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Ufficiale, il nuovo DS della Salernitana è l’ex Roma Walter Sabatini

WALTER SABATINI SALERNITANA – Il nuovo corso della Salernitana è iniziato, è cambiato anche il ds. Si tratta di una vecchia conoscenza della Roma di Pallotta: Walter Sabatini. Non riesce a stare lontano dai campi la ‘vecchia volpe’ del mercato. La società del nuovo presidente Iervolino ha diramato un comunicato ufficiale per presentarlo: “L’U.S. Salernitana 1919 comunica di aver formalizzato l’accordo con il Sig. Walter Sabatini che ricoprirà il ruolo di Direttore Sportivo. Il Direttore Sabatini assisterà domani allo Stadio alla gara Salernitana – Lazio”.

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Sabatini: “Tuanzebe mi ricorda Smalling. I giovani? Frattesi ha fatto il salto, peccato per Antonucci”

SABATINI ROMA INTERVISTA – L’ex ds della Roma Walter Sabatini in una recente intervista concessa a La Gazzetta Dello Sport parla del tema Covid e poi dei giovani talenti della Serie A, alcuni dei quali con un passato giallorosso. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Le dichiarazioni

«Tuanzebe del Napoli è un ottimo difensore, somiglia a Smalling. Farà bene. Onana è bravo e divertente. Somiglia a Higuita. Speriamo non faccia lo scorpione. Ma mi piace anche Ikoné. Anche i nostri gioielli meritano fiducia. I giovani? Punto su Frattesi e Pobega: arriveranno in Nazionale. Il primo, quando era negli Allievi della Roma, un giorno lo chiamai con Antonucci, perché non sprecassero il talento. Ha fatto il salto, peccato per Antonucci».

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Sabatini: “Zaniolo un crack, Alisson l’operazione migliore. Alla Roma ci tornerei”

CALCIOMERCATO ROMA SABATINI – Walter Sabatini, ex ds di numerose squadre di Serie A tra cui la Roma, è intervenuto ai microfoni di Radio Radio commentando in generale l’attuale campionato e soffermandosi in particolare sulla stagione dei giallorossi.

Sabatini su Zaniolo: “Sarà il crack della stagione, non gli consiglio di andare all’estero”

Come sta? Sta seguendo la Serie A? 
“La domenica vedo tutte le partite o comunque quelle che posso vedere, in particolare vedo il Bologna al quale sono legato fino al 30 giugno. Attualmente sono a riposo ma è un riposo attivo”.

Che campionato è questo? Come la vede? chi è favorita? 
“Io fino a un mese fa e anche oggi la confermo, avevo puntato sul Napoli, seppur adesso hanno avuto tanti infortuni. Spalletti riassemblerà la squadra e gli darà spinta. L’Inter gioca bene e c’è grande alchimia. Il Milan l’ho sempre pronosticato come possibile vincitore. Se ci pensate il campionato è bellissimo e le piazze sono ambite. Tutti dovranno combattere anche per la Champions. Mi sembra un campionato stimolante”.

Manca la Juventus. Lei come si spiega questo inizio così travagliato nonostante in panchina ci sia uno come Allegri. Cosa non va?
“La Juve non ha trovato un canovaccio giusto. Ci sono parecchie discontinuità ma questo dipende anche dall’abbandono di Ronaldo. L’anno scorso la Juve puntava molto sul portoghese. Oggi orfani di uno così stanno facendo fatica. La squadra manca molto a centrocampo, dove ha dei limiti”.

Lì c’è Rabiot che lei avrebbe voluto alla Roma.
“Si Rabiot volevo portarlo alla Roma, avrei voluto. Mi aspettavo molto di più da lui. Più incisività. Consideriamo che lui a 17 anni era un titolare del PSG”.

Lei impazzisce per il talento inespresso. E lui non si arrende a questo. Arnautovic ad esempio 10 anni fa doveva fare la carriera che sta facendo. Ad esempio lei l’avrebbe preso. Ora i giallorossi hanno Shomurodov. 
“A me sembra che alla Roma manca una proteina importante che faccia grande la squadra. La Roma alterna grandi partite a tonfi incredibili”.

La proteina è più la squadra o la società? 
“La società ha un ruolo primario chiaramente. Non so quant’è l’impatto di Tiago Pinto sullo spogliatoio e su Mourinho e i Friedkin ma devo stare zitto. Sono un tifoso della Roma, così come lo è mio figlio. Ho lavorato anche per la Lazio e mai mi dissocerò da quella scelta di vita perché Lotito mi ha tirato fuori da una situazione personale. A Lotito posso riservare solo la mia gratitudine e siccome gratitudine e conoscenza devono essere sempre alla base. La Roma è stata la mia vita, l’ho sempre detto e lo ribadisco oggi. Mai mi sono discostato dall’essere un direttore sportivo della Roma. Lo facevo sempre sulla base di quello che ero e dalle azioni che compivo”.

Lei è stato tanti anni direttore della Roma e l’ha vissuta intensamente. Le chiedo, perché è così complicato vincere?
“Perché la Juve faceva 102 punti. Un anno con Spalletti 82 e con Garcia 85. ma sfortunatamente la Juve ne ha fatti 106 di punti. L’ambiente è difficile ma l’ambiente siete voi. A Roma l’ambiente siamo tutti noi, è una piazza turbolenta, polemica, ma non è un cross sbagliato che deve preoccupare una critica fatta alla radio il giorno prima. Si tratta di un alibi che voglio togliere. Mi compiaccio delle mie e delle plusvalenze alla Roma. Sono state plusvalenze reali e me ne compiaccio di più perché scopro che moltissime altre prodotte sono state truccate. non mi scandalizzo me il calcio non si fermerà per questo. Basta che ci saranno le dovute sanzioni e apposto. Il calcio ha sempre ritrovato la strada maestra per cui non sarà questo a fermare il Calcio. Il calcio è della gente e la gente non permetterà la fine”.

Non vai al Genoa giusto? 
“No, perché non c’è unità di vedute nella gestione del club, perché non c’è identità di vedute che non voglio fare”.

E sugli allenatori che ha avuto? 
“Ho avuto allenatori meravigliosi. Se ne devo scegliere uno scelgo Spalletti anche se a Roma questo non sarà ben accetto. La qualità dei giocatori con Spalletti era straordinaria. Totti vinse la scarpa d’oro. A Zeman gli sono grato perché ha fatto giocare titolari bambini come Marquinos e Lamela. Lo stesso Rudi Garcia veniva da una stagione di contestazione ed è venuto con una leggerezza che è stata colta dallo spogliatoio e abbiamo fatto 10 vittorie di seguito. Tutti lo dicevano. Anche De Rossi mi diceva ‘ti rendi conto quanto eravamo forti?’. Gli stessi giocatori erano consapevoli che si potesse fare qualcosa di grande. Nella partita del violino di Garcia ho incontrato Rocchi poi, e lui mi disse che se avesse potuto tornare indietro avrebbe cancellato tutta quella partita. Mi disse che fece una marea di ca**te. Il risultato lì sarebbe stato diverso e in quel contesto il risultato sarebbe stato determinante per il prosieguo del campionato. Ma non avvertivo nessun clima anti Roma”.

Ora lo avverte un clima persegutorio?
“Per me se ci sono sono errori, dovuti a un ricambio. Sarebbe merito che sbagliassero anche a discapito di qualcun altro ma non credo ci sia un disegno contro la Roma. Una volta quando c’erano le dinastie dei Sensi e dei Viola poteva essere così. Oggi le proprietà sono tutte straniere quindi non credo che qualcuno voglia penalizzare i Friedkin”.

C’è stato mai la possibilità di tornare? Che consiglio darebbe a Zaniolo? 
“Su Zaniolo ho particolare affetto, sarà il crack della stagione e mi dispiace per i contraccolpi che ha avuto. Ha una forza e una tecnica superlativa. Gli consiglio di evitare l’inutile. Deve pensare alle sue qualità e semplificare il suo gioco. Non può fare a meno della lotta perché è il suo modo di giocare. E’ un giocatore incommensurabile, fortissimo e sarà fondamentale per lo spareggio della Nazionale”

Quindi non gli consiglierebbe di andare all’estero?
“Assolutamente no, la Roma è la culla dei campioni. Io non ho mai sentito una tifoseria che sotto di 3 gol canta per un quarto d’ora”.

C’è stato modo di rientrare? 
“No, ma come si fa chiedere a me se tornerei? Certo che tornerei. Ma non c’è stato modo. Ormai il calcio tende a individuare i nuovi dirigenti con altri metodi. Il calcio va a vanti e ci devo convivere, personalmente non vorrei essere identificato come algoritmo”.

Zamparini Lotito Pallotta e Zang. Con chi è più difficile lavorare?
“Avete deciso di mettermi all’angolo. Sono stati tutti presidenti potenti. Zhang ho avuto modo di riscontrare quanto sia potente. In Cina era un semidio. Zamparini un presidente incredibile. Con lui ballavi sempre il tip tap. Era un grande intenditore di calcio. Lotito è il miglior presidente in assoluto. Lotito era presidente quando la Lazio era alle soglie del tribunale. Da lì con le sue intuizioni e il suo coraggio ha combattuto battaglia che ha portato la Lazio a una dimensione europea. Quell’anno arrivammo in Champions con una serie di prestiti. Su Pallotta sorvolo ma mi ha dato la Roma. La Roma è una grande cosa e me l’ha dato lui. Apprezzo il fatto che lui mi stimi”.

Era vero che stava portando Allegri?
“Sì era l’Allegri che usciva dal Milan, ma poi non si concluse”.

L’operazione peggiore tra Dumbia Iturbe e Zeman? 
“No su Zeman non sono d’accordo. Dumbia è stata un operazione sbagliata. Fece comunque 2 gol consecutivi che ci tenne attaccati alla Champions. Ma non posso dire che è stata una grande operazione”.

E su Alisson e Marquinos? 
“Alison l’operazione migliore, preso a 7 rivenduto a 40. Marquinos preso a 4 rivenduto a 32. Oggi sono più orgoglioso di un tempo”.

Lei ha portato Dzeko per 15 milioni, Pinto ha portato Abraham per 40. Puo avere un futuro alla Dzeko e diventare tra i più importanti della storia della Roma.
“Abraham ho provato a portarlo alla Sampdoria. Io stravedo per Abraham e vedo le movenze che ha in campo e i margini di miglioramento che può avere. Il suo problema è che la squadra intera trovi la sua dimensione, allora sarà determinante”.

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Sabatini: “Mourinho artista della comunicazione. Oggi si parla delle sue frasi su Zaniolo e non del fatto che ha perso col Bologna”

INTERVISTA SABATINI – “Io sono pronto a tornare non è pronto il calcio, io sono sempre pronto”. In un’intervista concessa a Radio Sportiva l’ex direttore sportivo del Bologna, Walter Sabatini, scherza e parla del suo futuro. Si parla di un possibile approdo nel nuovo Genoa, ma il ds non entra nello specifico.

“Date tempo a Mourinho”

“Vedo partite, mi diverto continuo a seguire il Bologna a messaggiarmi con i calciatori e il mister: spesso mi è capitato di non finire
campionati mantenendo con le squadre un rapporto vivo. Adoro il Bologna, credo che quello che sta facendo possa durare, è uno
spogliatoio serio e importante”. Poi chiude su Mourinho. “Mi aspetto sempre qualche uscita delle sue, è un’artista della comunicazione è lui che ha inventato quella moderna, le prime pagine oggi parlano delle sue frasi su Zaniolo e non del fatto che ha perso col Bologna. Poi quello non è sufficiente, Mourinho oggi ha una squadra incompleta, è costretto a provare Mkhitharyan e Perez interni, inventa cose che solo un allenatore importante si può permettere, ha valorizzato Pellegrini, il bilancio se non è esaltante sicuramente si può considerare soddisfacente, ha 3 anni di contratto gli va dato tempo”.

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Walter Sabatini licenziato dal Bologna, paga lo sfogo post-Empoli: “È stata costruita una squadra a c…”

SABATINI BOLOGNA – Il Bologna prende posizione dopo la pesante sconfitta rimediata contro l’Empoli. Tra i cambiamenti del club rossoblù, ce n’è uno che coinvolge l’ex ds della Roma. La strada del coordinatore dell’area tecnica e della società emiliana si separano, come annuncia una nota ufficiale della società: “Free 2 Be Holdings Inc., la società controllante di Bologna Fc 1909 e CF Montreal, comunica che il contratto di consulenza con Walter Sabatini di comune accordo non sarà rinnovato” A seguire, il ringraziamento del patron Joey Saputo: “Ringrazio Walter per il lavoro svolto in questi anni e per il prezioso contributo di idee che ha dato ai due Club anche nella fase iniziale del processo di condivisione di strategie e metodologie di lavoro. Ho conosciuto una persona di grande spessore umano, professionale e intellettuale: gli auguro le migliori fortune per il futuro”. Walter Sabatini paga con tutts probabilità anche lo sfogo a caldo dopo la sconfitta di Empoli: “È stata costruita una squadra a c…”

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Sabatini: “Mourinho ha un’aura di eroismo. Allegri-Roma? Max aveva preso un impegno con me”

SABATINI ROMA – Walter Sabatini dice la sua sull’imminente inizio del campionato. L’ex direttore sportivo della Roma, ora al Bologna, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole.

L’intervista a Walter Sabatini

“In un’altra epoca cercai di portare Allegri alla Roma. Lui sa che è in debito con me, perché si prese un impegno, poi disatteso”.

Lei è stato con Spalletti a Roma: la guerra santa con Totti….
Questa storia ha oscurato il gran lavoro di Luciano in giallorosso. Un anno (nel 2016-17, ndr ) la sua Roma raggiunse gli 87 punti e a 87 spesso si vince lo scudetto (lo vinse la Juve di Allegri con 91, ndr). Lo scontro con Totti è stato umiliante per tutti, per Totti stesso. Troppi equivoci, non mi va di parlarne.

Oggi alla Roma c’è Mourinho.
Il Napoli di Spalletti e la Roma di Mou saranno le sorprese del campionato. Anche Mou è pragmatico e determinato.

Mourinho come il colonnello Aureliano Buendia di “Cent’anni di solitudine”, il romanzo più noto di Marquez?
Ci sta. Come lui sopravviverà a ogni attentato e tentativo di fucilazione. Mourinho può essere assimilato a qualsiasi personaggio letterario e ha detto una verità inconfutabile: “Chi sa tutto di calcio non sa niente di calcio”. Mou come Buendia ha un’aura di eroismo e di invulnerabilità.

Il giovane più forte?
Zaniolo ha tutto: tecnica e forza. Se non lavorassi al Bologna, aggiungerei Musa Barrow.

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Sabatini: “La Roma mi ha fatto fisicamente male. I Friedkin non hanno bisogno di consigli, e su Pallotta…”

SABATINI INTERVISTA – L’ex ds della Roma Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero. Il dirigente del Bologna è tornato anche sulla Roma, in particolare sui Friedkin e su Mourinho, ma soprattutto sul suo passato in giallorosso, e ha raccontato qualche retroscena sull’ex proprietario James Pallotta. Ecco alcune delle sue parole:

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Mourinho sceglierà casa in centro

Su Mourinho e sui Friedkin

I Friedkin non hanno bisogno di consigli. Sono silenziosi, non si mettono nell’agone come facevo io, non vanno a negoziare con la piazza. Mourinho un colpo della madonna, che intanto gli ha consentito di mettere un tappo al vaso di Pandora. Qualcuno arriverà. Mourinho è troppo furbo e intelligente.

Sul passato alla Roma e su Pallotta

Un’immagine. E’ stato un bel fiume che correva lento ma prepotente verso il mare, con qualche turbinio, poi c’è stata un’esondazione quando la Roma è diventata forte, e dopo il fiume è rientrato e sono rimasti solo i detriti, la mia vita. Io ho solo i detriti della Roma. La Roma mi ha fatto male fisicamente. La squadra avrebbe lottato per lo scudetto per quattro o cinque anni. Ma c’era l’esigenza di vendere, mai dichiarata da Pallotta. Lui era senza pietà, mandava le persone da me con la faccia contrita a chiedermi se potessi tirar fuori 5 o 10 milioni perché altrimenti saremmo andati a gambe all’aria.

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Sabatini: “La Roma può giocarsi lo scudetto. E su Pallotta…”

SABATINI INTERVISTA – L’ex ds della Roma Walter Sabatini ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero. Il dirigente del Bologna è tornato anche sulla Roma, in particolare sui Friedkin e su Mourinho, ma soprattutto sul suo passato in giallorosso, e ha raccontato qualche retroscena sull’ex proprietario James Pallotta. Ecco alcune delle sue parole:

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Su Mourinho e sui Friedkin

I Friedkin non hanno bisogno di consigli. Sono silenziosi, non si mettono nell’agone come facevo io, non vanno a negoziare con la piazza. Mourinho un colpo della madonna, che intanto gli ha consentito di mettere un tappo al vaso di Pandora. Qualcuno arriverà. Mourinho è troppo furbo e intelligente. Il prossimo campionato? Anche la Roma si giocherà le sue carte per lo scudetto, c’è un aggiustamento collettivo di cui può approfittare. Lo sciamano ce l’avete, e anche dei valori: guardate Spinazzola, e il mio idolo, il ragazzino, Zaniolo. Quando è dentro il campo va dritto per dritto, è forte perché è prepotente”

Sul passato alla Roma e su Pallotta

Un’immagine. E’ stato un bel fiume che correva lento ma prepotente verso il mare, con qualche turbinio, poi c’è stata un’esondazione quando la Roma è diventata forte, e dopo il fiume è rientrato e sono rimasti solo i detriti, la mia vita. Io ho solo i detriti della Roma. La Roma mi ha fatto male fisicamente. La squadra avrebbe lottato per lo scudetto per quattro o cinque anni. Ma c’era l’esigenza di vendere, mai dichiarata da Pallotta. Lui era senza pietà, mandava le persone da me con la faccia contrita a chiedermi se potessi tirar fuori 5 o 10 milioni perché altrimenti saremmo andati a gambe all’aria.

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Boyè-Roma, quella trattativa che fece infuriare Sabatini

BOYE ROMA – La Roma ai tempi di Walter Sabatini aveva per l’attacco un nome direttamente dal Sudamerica, ossia quello di Lucas Boyè, giovane promettente allora in prestito al Newell’s Old Boys, ma di proprietà del River Plate. La dirigenza non fu convinta dell’acquisto, e la titubanza fece innervosire e non poco l’attuale direttore sportivo del Bologna. Sul giocatore, come raccontato da Gianlucadimarzio.com, si inserì il Torino di un altro ds che sarebbe stato a Roma, Gianluca Petrachi, che lo portò in Italia a parametro zero. Vista poi com’è andata la carriera di Boyé, non proprio un errore quello di non acquistarlo.

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