Superlega, Ceferin: “La giustizia è lenta ma alla fine arriva. Agnelli? E’ una questione personale, sa come la penso”

SUPERLEGA CEFERIN – “Voglio soltanto dire che la giustizia è lenta, ma arriva sempre. Io non sono entrato nello specifico delle competenze della nostra commissione disciplinare, ma ovviamente l’input è quello di risolvere la questione con i tribunali. Per come la vedo io non è uno stop definitivo, prima chiariamo le faccende legali e poi andiamo avanti”. Queste le parole di Aleksander Ceferin, presidente UEFA, rilasciate a Rai Sport. “A volte ho la sensazione che questi tre club siano come dei bambini che saltano la scuola per un po’ – prosegue Ceferin riferendosi a Juventus, Barcellona e Real Madrid -, non vengono invitati alle feste di compleanno e poi cercano di entrare al party con la polizia. Platini? Nulla mi sorprende nel calcio, ma il suo commento non merita il mio commento. Se stringerei la mano ad Agnelli? E’ una questione personale, non vorrei replicare, ma penso che lui lo sappia”.

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Superlega, la Uefa ci ripensa: niente procedimenti per Real Madrid, Juventus e Barcellona

SUPERLEGA UEFA – La Uefa ci ha ripensato: non ci saranno, infatti, nessune sanzioni penali per le Real Madrid, Juventus e Barcellona, che non avevano fatto un passo indietro per quanto riguardava la Superlega. La minaccia di escludere i tre top club dalla prossima Champions League rimarrà tale, senza nessun tipo di effetto. A renderlo noto è la stessa organizzazione guidata da Ceferin con un nota ufficiale: “A seguito dell’apertura di un procedimento disciplinare contro FC Barcelona, Juventus FC e Real Madrid CF per una potenziale violazione del quadro normativo UEFA in relazione al progetto della cosiddetta “Superlega”, la Commissione di Appello UEFA ha deciso di sospendere il procedimento fino a nuovo avviso”.

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Superlega, la Premier League multa i 6 club inglesi coinvolti e non solo…

SUPERLEGA PREMIER LEAGUE – Non è ancora da considerarsi chiuso il capitolo legato alla Superlega, il torneo forgiato da alcuni top club europei ma sfumato poco tempo dopo. Le conseguenze, tuttavia, restano. Secondo Sky Sports, infatti, la Premier League avrebbe fatto più di 20mln di sterline di multa i ‘Big Six’ che avevano aderito alla competizione, ovvero Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City e Manchester United, ed infine Tottenham. Ma non è tutto. Qualora i club britannici decidano di intraprendere di nuovo un’avventura simile, la pena sarebbe di ulteriore sanzione di 20mln di sterline, ma soprattutto fino a 30 punti di penalizzazione.

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Superlega, Ceferin: “Per me Agnelli non esiste più, mi ha mentito fino all’ultimo”

SUPERLEGA CEFERIN AGNELLI – In un’intervista al portale francese So Foot, il presidente della Uefa Aleksander Ceferin sferra un nuovo attacco durissimo al presidente della Juventus Andrea Agnelli. “Per quanto mi riguarda quest’uomo per me non esiste più – ha detto -. Pensavo fossimo amici, ma mi ha mentito in faccia fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno, assicurandomi che non c’era nulla di cui preoccuparsi. Il giorno prima aveva già firmato i documenti per il lancio della Super League’. Ceferin non intende abbassare i toni e, in attesa delle sanzioni per i tre club ribelli (Juventus, Real Madrid e Barcellona) dopo il procedimento aperto dalla Uefa, getta ulteriore benzina sul fuoco. “In questa vicenda, posso mettere i protagonisti in tre categorie. Ho messo Andrea Agnelli nella prima, è stato qualcosa di personale – ha aggiunto – Nella seconda categoria, ho messo i presidenti che consideravo abbastanza vicini a me e mi dispiace che non mi abbiano detto in anticipo cosa si stesse pianificando. Nella terza e ultima categoria colloco coloro con cui non ho avuto contatti privilegiati. Non li biasimo, ma anche loro dovranno subire le conseguenze delle loro azioni”.

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Agnelli: “La Superlega è un disperato grido d’allarme per il sistema”

AGNELLI SUPERLEGA UEFA – Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha parlato in conferenza stampa a riguardo della Superlega. Ecco le sue parole: ““La Superlega non è un colpo di stato, ma un grido disperato di allarme per un sistema che, consapevolmente o meno, si indirizza verso l’insolvenza. Ho cercato per anni di cambiare le competizioni europee dall’interno, perché i segnali di crisi erano evidenti già prima della pandemia. Il sistema concentra il potere in un monopolio. L’accordo fra i fondatori era condizionato al preventivo riconoscimento da parte di UEFA della competizione. La risposta è stata di chiusura, con termini offensivi e metodi arroganti, e poi si è indirizzata verso tre club. Non è con questo tipo di comportamenti che si riforma il calcio di fronte a questa crisi. Per fortuna so che non tutti in UEFA la pensano allo stesso modo. Il desiderio di dialogo, comunque, resta immutato”.

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Superlega, l’Uefa: “Ecco perchè Real Madrid, Juventus e Barcellona rischiano la Champions”

JUVENTUS CHAMPIONS LEAGUE – La questione Superlega nn è finita qui, anzi rischia di avere delle conseguenze grosse per Juventus, Real Madrid e Barcellona che potrebbero, per volontà dell’Uefa, non essere inserite nella prossima Champions League. Sull’argomento è intervenuto il segretario generale della massima organizzazione europea, Theodore Theodoridis, che ha spiegato i motivi della possibile clamorosa esclusione in un’intervista a Marca. Queste le sue parole: “Se non rispettano le regole, possono essere escluse. Dipende da loro, va sottolineato che tutti gli altri club hanno accettato le regole. Mi piacerebbe chiarire una cosa perché c’è stata un’errata interpretazione dei fatti. Ciò che accadrà non sarà una decisione personale e non avrà nulla a che fare con il Presidente dell’Uefa o il Comitato Esecutivo. Nell’Uefa abbiamo una chiara divisione dei poteri, con l’esecutivo e la direzione da un lato e gli organi giudiziari da un altro. Né io né il presidente possiamo intervenire sul lavoro degli organi giudiziari. Mi permetta di dire che i tre club menzionati sono tra i migliori al mondo: perché dovrei sperare che non competano? Però chiaro, per l’Uefa tutti i club sono uguali, difendiamo valori come il rispetto, il merito sportivo e l’uguaglianza di trattamento. Se hanno infranto le regole, devono andare incontro alle conseguenze che decideranno gli organi indipendenti”.

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Superlega, dalla Spagna: “Non è morta, nessun club è uscito davvero”

SUPERLEGA – Non si placa la bufera Superlega, neanche dopo settimane. Nel giorno in cui il tribunale di Madrid ha sottoposto una domanda pregiudiziale alla Corte di giustizia Ue, dalla Spagna fanno sapere che nessuno dei club fondatori è veramente uscito dalla competizione europea d’élite. È il quotidiano “El Confidencial” a lanciare l’indiscrezione, citando il documento firmato il 17 aprile da Manchester United, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Manchester City, Liverpool, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Inter, Milan e Juventus.

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Superlega, rinuncia dei fondatori solo a parole

Tutti questi club hanno lo stesso numero di azioni: “I fondatori hanno deciso di possedere congiuntamente e in egual modo la European Super League Company SL, una società a responsabilità limitata che possiederà e gestirà la Superlega direttamente e attraverso una serie di sussidiarie”. Nel momento in cui la pressione – mediatica e non solo – è diventata troppa, in molti hanno fatto marcia indietro. Sembrerebbe però soltanto a parole: “Nessuna di queste squadre ha venduto la propria partecipazione: le azioni che possiedono nella società che gestirà la Superlega sono state mantenute. L’accordo con gli investitori è quindi ancora in vigore, nessuno dei club ha tentato di risolverlo né ha denunciato il contratto in tribunale. La conclusione è ovvia: i club sono ancora membri a pieno titolo. Tutti, nessuno escluso, vanno avanti, anche se qualcuno dice il contrario”.

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Superlega: i club citano Uefa e Fifa alla Corte di Giustizia Europea

SUPERLEGA UEFA JUVENTUS – I club della Superlega all’attacco della Uefa dopo gli attacchi mediatici del presidente Ceferin. La Corte di Giustizia Europea fa sapere di aver ricevuto una citazione a giudizio di Uefa e Fifa per possibili violazioni delle norme anti-concorrenza dell’Unione Europea. Il caso, nato dopo il rinvio del tribunale di Madrid, sarà giudicato dall’organo comunitario che non lo ha ritenuto inammissibile.

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